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Acaratus Anteprima

Il titolo di cui parliamo oggi è particolarmente curioso. Si tratta di Acaratus, un gioco di ruolo dalle tinte steampunk, sviluppato dalla casa indipendente norvegese Nodbrim Interactive e attualmente disponibile in early access sulla piattaforma Steam. C’è da dire che negli ultimi tempi i giochi di strategia stanno tornando in voga con una certa insistenza, basta citare The Banner Saga o il già recensito Renowned Explorers. Qui però ci troviamo di fronte ad un titolo un po’ diverso e con una storyline con una certa rilevanza.

Acaratus dispone sia della modalità multiplayer che single player. Prima di cominciare la nostra avventura, potremo scegliere fra sei livelli di difficoltà, da easy a impossible. Dopo aver fatto la nostra scelta il gioco inizierà: impersoneremo Adina Collora, una schiavista salvata dal misterioso Bolt, che inizierà a reclutare schiavi per combattere contro il regime dopo dieci anni di conflitto contro la Regina Valeria, del Nord, e l’imperatore Helios, sovrano delle terre del Sud, il quale, con l’aiuto dei suoi Mecha (e qui arriva l’elemento steampunk) schiavizzerà tutti coloro che si metteranno contro di lui. Anche noi avremo a disposizione i nostri personali Mecha, da potenziare e personalizzare durante il gameplay, con i quali potremo sconfiggere il malvagio Helios.
Dopo la presentazione della trama principale dovremo subito fare i conti con un brutto ceffo che non ci farà passare, a meno che noi non riusciamo a batterlo con il nostro robottone. Sin dai primi combattimenti ci renderemo conto che la scelta del livello di difficoltà avrà un’influenza notevole sul gameplay. Se, ad esempio, siete coraggiosi e inizierete a giocare a difficoltà impossible, il primo combattimento non sarà un riscaldamento, ma vi darà parecchio filo da torcere. Questo elemento (che può sembrare scontato, ma fidatevi non lo è) rende tutto più interessante e dimostra quanto il gioco si adatti alle abilità del giocatore.

Come ogni buon GDR strategico che si rispetti, i combattimenti si svolgeranno a turni e sarà possibile potenziare ogni nostra unità con “mosse speciali” e armature, garantite dalle carte che si acquistano in gioco con le monete d’oro che avremo a disposizione. Le carte abilità del mazzo possono essere usate anche per attaccare o difendere, infatti alcune di esse ci permetteranno di piazzare coperture o di compiere scatti verso i nemici di modo da potersi avvicinare il prima possibile alle unità, risparmiando così turni di gioco. In definitiva tutti i sei robottoni che avremo a disposizione avranno le loro peculiarità, ma nel corso del gioco sarà possibile modificarli a nostro piacimento in modo da affrontare al meglio le quest e gli incontri non sempre semplici. Grazie a questi elementi, Acaratus si rivela uno strategico molto interessante e fuori dal comune, seppur a volte i turni possano risultare tediosi, soprattutto se si affrontano più di due unità. Ma nonostante i difetti, il vero punto forte di Acaratus è proprio la varietà del gameplay costituita da elementi di vario tipo come la strategia a turni, il gioco di ruolo ma anche la gestione delle risorse e alcune meccaniche tipiche dei giochi di carte. Questi fattori così diversi fra loro potrebbero sembrare ad una prima occhiata un ammasso di elementi confuso e complicato, ma in realtà durante l’esperienza di gioco vi accorgerete che il tutto è davvero molto semplice e abbastanza intuitivo. La mappa di gioco risulta molto grande, ed segnata da tantissimi punti di interesse dove sarà possibile incontrare nemici, o anche schiavi che chiederanno il nostro aiuto dandoci delle quest secondarie, oppure altri personaggi fondamentali per lo svolgimento della trama, nuove location, dungeons, venditori di carte o di parti per il nostro mecha.

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Fra i pregi vi sono anche le musiche, che rievocano alla perfezione l’atmosfera steampunk in cui siamo immersi anche grazie all’aiuto delle cutscene di intermezzo molto ben realizzate e coinvolgenti. Le animazioni dei personaggi e delle unità risultano essere molto fluide, quasi per niente macchinose, elemento non sempre ovvio.
Purtroppo ogni rosa ha le sue spine, ed è giusto annotare alcuni elementi ci ricordano che Acaratus è prima di tutto un indie game e come tale ha i suoi difetti. Non sarà raro imbattersi in diversi glitch grafici che disturberanno un po’ l’esperienza di gioco, ma essendo un accesso anticipato non possiamo rimproverare più di tanto i ragazzi della Nodbrim. La telecamera, un po’ “alla Diablo”, va gestita in modo migliore perché purtroppo vi accorgerete che non è possibile girare la visuale ed alcune volte l’interfaccia di gioco interferisce quando si sceglie l’obiettivo. Infine, la grafica risulta un po’ anonima soprattutto durante le sessioni di dialogo fra i personaggi. E’ giusto aggiungere qualche elemento retro, ma quando si eccede troppo si rischia di scadere nel vecchiume come in questo caso. Sempre a causa del design del gioco, la scacchiera di combattimento risulta piatta e scarna.

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Concludendo, grazie alla sua commistione di generi e alla sua atmosfera Acaratus è adatto sia agli amanti dei GDR sia a chi adora giochi strategici e ama passare ore di gameplay alla ricerca del modo migliore per battere un avversario o completare una quest. Le pecche non mancano, ma sin da subito possiamo notare quanto talento si cela dietro il team Nodbrim Interactive, che ha davvero messo il cuore e l’anima nella realizzazione di questo titolo.

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  • Luciana "Svet" Perrucci

    Quando nel 1997 suo cugino le diede per la prima volta il pad (staccato) del Sega Megadrive, la vita di Luciana fu segnata per sempre. Da allora le Barbie e le mini-cucine per bambine diventarono roba da dare ai figli dei vicini di casa, in cambio di qualche cartuccia. Appassionata di avventure grafiche e giochi horror (e nonostante ciò si spaventa anche del rumore della lavastoviglie), Luciana ha l'abitudine di arrabbiarsi molto quando qualcuno le dice frasi come "sei una ragazza, sicuramente non sai giocare". Inutile dire che chi abbia mai osato dire ciò è tornato a casa con qualche arto in meno. A 25 anni, Luciana si appresta a cominciare la magistrale in Traduzione e sogna di diventare una traduttrice di videogames e fumetti. Come se non bastasse, scrive per Game Legends, suona il pianoforte, si impegna nell'organizzazione di fiere e qualche volta riesce anche a dormire!

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