Black The Fall – Anteprima

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Sono sempre stata dell’idea che gran parte degli sviluppatori indie abbiano alcuni elementi ricorrenti in comune, primo fra tutti la distopia. Il gioco di cui parleremo oggi in anteprima è infatti ambientato in un futuro distopico dove un governo di stampo comunista ha preso piede nel modo più sbagliato, in cui gli umani sono ridotti a meri operai e ingranaggi senza umanità. Vi presentiamo Black the Fall, un’avventura sviluppata dal team Sand Sailor Studio e distribuita da Square Enix, attualmente in accesso anticipato, ma disponibile dal 27 giugno su Steam.

Togliamoci subito il dente: non stiamo parlando di un genere innovativo o di un mostro sacro del regno videoludico, ma di un ottimo prodotto che forse rievoca un po’ troppo altre produzioni (Limbo e Inside su tutti). Black The Fall è un action a scorrimento, genere rilanciato recentemente da Inside, sorretto da una trama molto curiosa anche se a tratti già sentita. Ci troviamo in un futuro dove una dittatura pseudo-comunista regna con una disciplina ferrea, agendo in nome di un benessere che non arriverà mai. In questo universo, la tecnologia dipende fortemente dalle macchine messe in funzione dagli operai, costretti a pedalare su biciclette collegate a macchinari e a svolgere mansioni ripetitive e frustranti. Il nostro protagonista senza nome decide di fuggire da questo inferno e da qui inizia la nostra esperienza di gioco. I comandi di gioco sono molto intuitivi: WASD per spostarsi in linea retta, saltare e accucciarsi, un comando “USA” e il comodissimo mouse per sparare e mirare. Come per Limbo e Inside la storia non viene mai esplicitata attraverso dialoghi o voci narranti, bensì ci viene suggerita da piccoli elementi che troveremo durante il gameplay. Eppure Black The Fall, pur aiutandoci a mettere insieme i pezzi della trama principale, non riesce completamente nella missione di offrire una storia particolarmente convincente e indimenticabile. Non viene infatti chiarito come mai il mondo è ridotto in questo modo o qual è il background del nostro protagonista senza nome: probabilmente è proprio questo il vero punto debole del titolo, condito da una trama in grado sì di suscitare interesse, ma alla quale manca quel mordente e quella genialità in grado di elevare il livello di un prodotto.

Uno dei motivi per cui la storia riesce a emergere difficilmente è il ritmo di gioco e la presenza costante di puzzle da risolvere; fra un enigma e l’altro, raramente avremo un momento di respiro utile per scoprire che cosa stia accadendo e fare mente locale sulla situazione. Inizialmente essere travolti da questo susseguirsi di enigmi risulta divertente ed intrigante, conditi inoltre da un buon grado di difficoltà, ma a lungo andare questo ritmo forsennato tende forse a tediare il giocatore, portandolo addirittura alla noia in più di qualche frangente. L’ambientazione è uno dei punti forti di Black the Fall: il fastidioso suono delle biciclette, l’oscurità quasi sempre presente, i flebili lamenti degli operai e i grugniti delle guardie contribuiscono a regalare un’atmosfera oppressiva al punto giusto e a volte anche spaventosa; i primi minuti di gioco saranno infatti di una tensione costante, vista la paura di farsi scoprire da telecamere e affini. Il senso di disagio ed oppressione è dunque presente, ma a lungo andare risulta fine a sé stesso sempre a causa della mancanza di contenuti accattivanti.
Un piccolo punto a favore sta in una componente cooperativa che verrà fuori dopo alcuni capitoli di gioco. Aiuteremo, infatti, un operaio in difficoltà che ci seguirà durante la nostra avventura rendendo le meccaniche di gioco più interessanti grazie alla cooperazione; questo elemento ricorda molto il mai dimenticato Oddworld, punto a favore di una produzione che ne ha disperatamente bisogno

In definitiva, Black The Fall è un titolo intrigante, ma che tende a fare la figura della figlia della serva se messo a confronto con i grandi titoli appartenenti allo stesso genere usciti negli ultimi anni. Soprattutto dopo il grande successo di Inside ci si aspetta molto da questa tipologia di giochi, ma purtroppo Black The Fall sembra fallire sul più bello; una trama e un mordente non all’altezza fanno crollare come un castello di carte l’intera produzione, che risulta si soddisfacente, ma sicuramente non indimenticabile.

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  • Luciana "Svet" Perrucci

    Quando nel 1997 suo cugino le diede per la prima volta il pad (staccato) del Sega Megadrive, la vita di Luciana fu segnata per sempre. Da allora le Barbie e le mini-cucine per bambine diventarono roba da dare ai figli dei vicini di casa, in cambio di qualche cartuccia. Appassionata di avventure grafiche e giochi horror (e nonostante ciò si spaventa anche del rumore della lavastoviglie), Luciana ha l'abitudine di arrabbiarsi molto quando qualcuno le dice frasi come "sei una ragazza, sicuramente non sai giocare". Inutile dire che chi abbia mai osato dire ciò è tornato a casa con qualche arto in meno. A 25 anni, Luciana si appresta a cominciare la magistrale in Traduzione e sogna di diventare una traduttrice di videogames e fumetti. Come se non bastasse, scrive per Game Legends, suona il pianoforte, si impegna nell'organizzazione di fiere e qualche volta riesce anche a dormire!

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