Giocatore di Destiny in fin di vita raggiunge il Faro con l’aiuto dei suoi amici

Non è la prima volta che il mondo dei videogiochi si fa teatro di storie emozionanti che hanno come protagonisti il sentimento di amicizia e fratellanza che, in un modo o nell’altro, accomuna chi vive questo medium con passione e con intensità. In questi ultimi tempi, il nostro mondo si è espanso e grazie alle tecnologie e le piattaforme che sono nate, ha dato prova di coesione e umanità, sentimenti che dimostrano quanto il populo ludens non sia formato da un cumulo di reclusi fannulloni che passa il proprio tempo ad alienarsi da ciò che ci circonda, dal cosiddetto mondo reale. Eppure, non c’è nulla di così vicino alla realtà che i sentimenti e l’empatia che proviamo gli uni verso gli altri e che ci ricordano che l’universo videoludico non è un mondo iperuranio, utopico dai tratti un po’ platonici, bensì un’estensione della realtà stessa che la completa e che in esse è inscritta nella quale accadono eventi di ogni tipo. Ciò di cui parleremo oggi è proprio una storia di empatia e umanità mostrata dalla community di Destiny (non nuova a questi tipi di atti benefici) nei confronti di un giocatore meno fortunato.

Destiny
L’eroe di questa storia è il giovane Mike, padre di due bambini e appassionato del titolo Bungie. Mike rimase affascinato sin dalla beta dal gioco che lo portò ad acquistare il titolo al momento dell’uscita, in quello stesso periodo però, un nemico ben più forte dell’Oscurità bussò alla sua porta, un drago chiamato cancro. Dopo l’amara scoperta, però il nostro guardiano continuò a giocare facendo la conoscenza dei giocatori Tim e Elliot. I tre giocarono insieme per un po’ fino a quando i due compagni decisero di abbandonare il titolo; Mike, però, rimase e continuò a giocare per conto suo. I giorni passarono, i tre si sentirono sempre meno finché Tim non decise di risentire il vecchio amico che a sua volta raccontò i suoi amari momenti e di come Destiny fosse l’unico gioco a non provocargli nausea, effetto collaterale della chemio. Tim decise di non lasciare da solo il suo amico riscaricando il gioco e ricostituendo il trio.
Dopo oltre 2800 ore passate sul gioco, Mike aveva praticamente un solo desiderio: raggiungere il Faro, superando le settimanali Prove di Osiride.

Raggiungere il Faro, però, non è cosa da poco. Mike non era un giocatore di altissimo livello e le sue condizioni fisiche si facevano sempre più precarie, così i suoi due compagni hanno una illuminazione: chiedere aiuto ad un noto streamer chiamato DrLupo che accetta senza pensarci due volte dopo essere venuto a conoscenza della situazione. Grazie all’aiuto sapiente di DrLupo, Mike riuscì nel suo intento e in ciò a cui mirava da tempo e sebbene il suo male, partito dal colon e giunto al fegato e al cervello, non sembrava dargli scampo, è riuscito a dimenticare per un’ora il proprio dolore. La vita, però, è imprevedibile: Mike morì appena una settimana dopo la sua ultima grande impresa, come se quella fosse l’ultima cosa che lo tenesse ancora aggrappato alla vita. Appresa la notizia, DrLupo decise di tenere una live per raccogliere fondi da donare alla famiglia del guardiano appena spento riuscendo a raccogliere ben 7500$ invece dei 5000$ che si era prefissato di raggiungere. Una dimostrazione, l’ennesima, di umanità del popolo del gaming che di fronte a tali sciagure, è in grado di stringersi nel dolore e nell’affetto verso un uomo, una persona, un compagno di avventure.

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  • Sebastiano Italo "Ghraal Vakarian" Caradonna

    Filosofo e poeta a tempo perso e a tempo pieno. Ossessionato dall'arte nonché dai giochi e dal tema del viaggio. Studio per diventare game designer, ruolo ed ambito che rappresentano, ovviamente, una ossessione.

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