Ni No Kuni II: Revenant Kingdom Anteprima

Ni No Kuni II

Dire che sono emozionato mentre mi trovo a scrivere questa anteprima non è abbastanza. Ci sono giochi che, quasi inaspettatamente, ti restano dentro. La mia esperienza con il primo Ni No Kuni nasce in maniera del tutto casuale: totalmente ignaro di quello che mi sarei aspettato, è bastato un semplice trailer a far risvegliare quell’emozione che si provava da bambini e, complice magari una narrazione profonda nonostante i toni fiabeschi oppure sensazioni ancora più personali difficili da spiegare, mi sono ritrovato fra le mani l’opera targata Level-5, storico studio di sviluppo che ha sfornato capolavori come Dragon Quest VIII: L’odissea del Re Maledetto, Dark Chronicle e Rogue Galaxy. Ho amato la passata avventura di Oliver in tutte le sua sfaccettature e, per questo motivo, quando nel PlayStation Experience 2015 fu annunciato Ni No Kuni II: Revenant Kingdom sono stato colpito da una dose massiccia di hype in pieno volto. Mi trovo dunque ad affrontare una sfida ben complessa poiché dovrò soffermarmi unicamente su quanto mostrato fino ad ora del videogame, lasciando stare i miei pensieri e raccontandovi tutto in maniera più oggettiva possibile.

Bentornati a Gatmandù

Per prima cosa c’è da dire che Level-5 ha deciso di staccarsi dal target di riferimento di Ni No Kuni: questa volta l’intera narrazione sarà indirizzata ad un pubblico più adulto e maturo. Partiamo con la trama dunque, ben più articolata rispetto al primo capitolo: Ni No Kuni II Revenant Kingdom racconta la storia di Re Evan, legittimo erede al trono del Regno di Gatmandù. La morte del padre del ragazzo e la sua giovane età causò l’occupazione del trono, in veste di reggente, del malvagio ministro Otto Mausinger. Quest’ultimo, una volta cominciato a regnare, si impose subito al rito d’iniziazione che portava il Re ad ottenere la corona e, per questo motivo, organizzò un vero e proprio colpo di Stato. In questo complesso scenario entra in gioco Roland, vero e proprio protagonista dell’opera: così come Oliver nel precedente episodio anche lui viene dal mondo reale, è il presidente di un fiorente Paese e, in maniera quasi casuale, si ritrova catapultato in un mondo parallelo. L’uomo riassume le sembianze di quando aveva vent’anni e, dopo poco il suo arrivo, incontra Evan. La forza più grande della produzione sono senza ombra di dubbio i suoi personaggi, interpreti di un’avventura dalle mille sfaccettature. Oltre ai due già citati farete la conoscenza di Tani, un’orfana cresciuta in mezzo a dei pirati, e Arenella, una donna che ha l’importante compito di difendere il giovane Re detronizzato, anche a costo della sua vita.

Dunque c’è da dire che questi quattro personaggi avranno sulle spalle il peso di donare all’esperienza generale diverse personalità di spicco, fondamentali per rendere ancora più immersiva l’avventura. Sarà importante vedere come i caratteri del team si intrecceranno tra loro, ma ancora più fondamentale sarà l’equilibrio che dovranno avere gli uni con gli altri. Il mondo di gioco sembra invece tornato più in forma che mai, con paesaggi e scenari inediti per la serie. Gli ambienti, sempre dotati di toni fiabeschi e leggeri, sono solo una maschera che narra storie ben più drammatiche se si va ad analizzare a fondo la natura dell’opera. Ciò che colpisce subito di questa produzione, dunque, è lo stile. Il team che ha messo insieme Level-5 è sicuramente di un’elevata caratura e al suo interno vi sono alcuni dipendenti di Studio Ghibli come Akihiro Hino. Uno degli elementi che aiuta a dare un tono più spensierato all’intera produzione è anche il cambio di visuale che c’è tra la mappa generale e quello proposto all’interno di città e dungeon. Infatti, come potrete notare quando vi sposterete da una zona all’altra, la normale visuale in terza persona verrà abbandonata per far emergere un’inquadratura più alta e maggiormente ampia, con il cambiamento repentino dei vari protagonisti riproposto in una veste minion. Questa scelta riporta alla mente i vecchi giochi di ruolo che ci hanno fatto appassionare al genere.

La grandezza non conta

Più sono grandi, più rumore fanno quando cadono. All’interno di Ni No Kuni II il motto è proprio questo. All’interno del gioco vi troverete infatti ad affrontare creature di ogni dimensione, ma la cosa più interessante sarà il nuovo combat system. Rispetto al primo capitolo adesso le battaglie sono molto più rapide e dinamiche. Il sistema di lotta di Ni No Kuni fu giustamente criticato per una troppa legnosità e, per questo motivo, Level-5 ha fatto tesoro degli errori proponendo al pubblico un gameplayà molto più scorrevole. Oliver non era sicuramente un gran guerriero, Evan invece, così come tutti gli altri personaggi del team, sono spadaccini pronti ad affrontare qualunque situazione. Potrete cambiare il personaggio controllato in qualunque momento, così da differenziare lo scontro in base alla classe dei protagonisti usati. Un’altra grande introduzioni introdotta in questo nuovo capitolo è la possibilità di schivare i colpi tramite piccoli scatti o rotolata. La novità più importante però è senza ombra di dubbio la presenza dei piccoli Higgledies. Bastano i video emersi in questi mesi per capire che questi esserini sono l’elemento cardine del sistema di combattimento, soprattutto grazie alle loro peculiarità che li rendono indispensabili. Sostanzialmente stiamo parlando di folletti che si differenziano tra loro a seconda della funzione: il loro scopo principale è quello di supportarvi durante gli attacchi, attivando alterazioni di stato, bonus a favore, recupero dell’energia vitale e tanto altro.

Ogni membro del party è dotato di ben due armi che possono essere tranquillamente utilizzate durante gli scontri: Roland può attaccare in mischia con una spada e dalla distanza con una pistola. Inoltre, ogni protagonista, può vantare incantesimi ed abilità uniche. Possiamo dunque dire che  quelle difficoltà di ritmo del primo Ni No Kuni sono state finalmente limate; altri problemi molto seri della produzione erano le missioni secondarie poco accattivanti ed un combat system davvero troppo piatto in alcune circostanze. Questa volta, senza il supporto di Studio Ghibli, Ni No Kuni II prova a correggere proprio quelle carenze, proponendo un’esperienza molto più completa sotto molteplici punti di vista. Che vi troviate contro un boss o contro un nemico comune, sarete sempre accompagnati da una dinamicità e fluidità decisamente invidiabile, elemento indispensabile per l’intera produzione. Ci saranno oltremodo tanti tipi di Higgledies e, prima di comunicare una missione o esplorare un dungeon, sarà fondamentale scegliere bene quale portarsi dietro poiché certi attacchi elementali saranno più o meno efficaci in base al tipo di creatura che incontrerete. Questi piccoli folletti saranno utili anche al di fuori degli scontri: in alcuni casi trovarne alcuni di diverse tipologie vi permetterà di accedere ad aree prima bloccate. Un esempio calzante è legato agli Higgledies di tipo aria: questi vi permetteranno di introdurvi in zone sopraelevate tramite piccoli vortici, dunque per sbloccare alcuni segreti sarà necessario tornare nelle location già viste precedentemente.

In conclusione Ni No Kuni II: Revenant Kingdom migliora quanto visto nel primo capitolo. Level-5 ha saputo innalzare ciò che di buono ha fatto in passato, i difetti legati al ritmo ed al combat system sono stati limati, donando così velocità e nuova linfa alla produzione. Il videogame porta con sé una pesante eredità, ma da quanto mostrato sembra voler raccogliere la sfida senza paura. L’assenza dello Studio Ghibli, per certi versi, potrebbe anche essere un bene poiché adesso la software house si è approcciata ad una trama molto più matura e complessa rispetto al passato, senza però abbandonare quei toni leggeri e fiabeschi che caratterizzano la serie. Crediamo dunque che le premesse legate a questa nuova avventura siano delle migliori anche perché, da sempre, la casa di sviluppo è sinonimo di qualità. Abbandoniamo dunque il piccolo Oliver per concentrarci sulle vicende del giovane Evan, una sorta di passaggio di consegne che sta portando la saga ad un’ulteriore crescita. Il team ha dichiarato che il titolo sarà ottimizzato alla perfezione anche su PlayStation 4 Pro e che ci sarà la possibilità di scegliere sia il doppiaggio in giapponese che in inglese. Per quanto riguarda il doppiaggio ci sarà sicuramente una localizzazione italiana: speriamo però di ritrovare quegli accenti caratteristici che hanno segnato Ni No Kuni (ricorderete infatti che Lucciconio aveva la parlata romanesca). Non ci resta dunque che attendere il prossimo 10 novembre per poter mettere le mani sul videogame e dirvi le nostre considerazioni finali, speriamo che il tutto si riveli all’altezza delle aspettative che si sono create.

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  • Patrizio non era ancora nato quando entrarono in casa la Super Nintendo e Super Mario Bros. Pochissimi anni dopo, insieme a lui, arrivò anche la Play Station, e fu tutta un'altra storia. Aveva 4 anni quando a malapena riusciva a tenere il controller tra le mani, ma non mollò più la presa, imparando a giocare a tutti i generi. Appassionato di musica rap, film fantasy, e con un passato da writer, predilige indiscutibilmente i giochi di ruolo, fortemente affezionato alla serie di Kingdom Hearts di cui conserva l'intera collezione, spin-off inclusi.

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