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Anthem: per il CEO di EA le aspettative dei giocatori hanno minato l’accoglienza del titolo

Andrew Wilson si esprime in merito al problematico Anthem, vittima di un'accoglienza poco positiva ma destinato ad andare avanti comunque.

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Fin dal lancio avvenuto lo scorso febbraio, i giudizi dei videogiocatori in merito ad Anthem hanno sempre oscillato in un range di negatività che va da una inaspettata “delusione” ad una vera e propria “catastrofe totale”. Tuttavia, non tutti gli utenti sono propensi all’abbandono del gioco sotto tali continui bombardamenti, e nemmeno BioWare e EA sono al momento convinte di voler gettare la spugna con questa IP.

In una recente intervista Andrew Wilson, CEO di EA, si è espresso proprio a riguardo del futuro del titolo, della sfortunata accoglienza ricevuta e degli sforzi che il team di sviluppo sta continuamente facendo per poter offrire ai giocatori ciò che si aspettavano. Infatti, secondo Wilson, il vero problema che ha fin da subito minato la reputazione di Anthem è il variegato tasso di aspettative che tanti giocatori, con idee e gusti diversi tra loro, che ha abbracciato il titolo ancor prima che uscisse.

Anthem

In buona sostanza alcuni giocatori si sarebbero avvicinati al titolo credendolo un classico gioco di BioWare, con una profondità narrativa ben sviluppata, mentre altri utenti lo avrebbero inizialmente approcciato con ottimismo credendolo capace di offrire un’esperienza molto più orientata all’azione. Da questo incongruente incrocio di aspettative, quindi, sarebbe nato il problema: quando entrambe le fazioni hanno realizzato che l’IP non rispondeva alle loro esigenze specifiche, l’accoglienza di Anthem è crollata drasticamente.

Alcuni vogliono giocare in un certo modo. Altri ancora vogliono giocare al gioco in un modo diverso. La promessa era che si potesse giocare insieme, ma la cosa non sta funzionando molto bene.

Tale deludente (e deluso) atteggiamento dei videgiocatori nei confronti del titolo, tuttavia, non fa demordere né EA né tantomento BioWare. E anzi, concordando piuttosto sul fatto che l’endgame di Anthem sia al momento uno dei difetti più importanti da risolvere, il CEO ha così continuato:

Le IP resistono per generazioni, secondo cicli che vanno dai sette ai dieci anni di vita. Quindi, se penso ad Anthem come un titolo che possa godere di un ciclo del genere, sono d’accordo dell’affermare che potrebbe non aver avuto la partenza che molti si aspettavano, inclusi i nostri giocatori. Ma sono convinto che dal team di sviluppo arriverà presto qualcosa di davvero speciale ed eccezionale, perché hanno dimostrato di saperlo fare.

Wilson ha quindi raccontato che la soluzione che BioWare ha in mente di trovare offrirà un modo per costruire un ponte che colleghi le due fazioni di pubblico – i fan della narrazione e i fan del gioco d’azione – e non è contemplata al momento l’idea di abbandonare il titolo e di dichiararlo morto. Chissà che davvero il team non riesca a far risorgere Anthem dalle sue stesse ceneri, regalando quindi all’utenza qualcosa che si aspettavano fin da quando è stato lanciato sul mercato.

 

 

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