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Azul – Recensione del gioco di Michael Kiesling

Se siete appassionati di giochi da tavolo sicuramente avrete sentito parlare di Azul, gioco di Michael Kiesling, edito in Italia da Ghenos Games,...

Se siete appassionati di giochi da tavolo sicuramente avrete sentito parlare di Azul, gioco di Michael Kiesling, edito in Italia da Ghenos Games, e vincitore dello Spiel del Jahres 2018: questo board game ha spopolato all’ultimo Modena Play e ha ottenuto un meritato successo. Nel caso invece non lo abbiate mai sentito nominare, i motivi per cui ha fatto parlare tanto di sé sono presto detti: poche regole, partite veloci, facile da spiegare, profondissimo. Date le premesse non potevo esimermi dal provarlo e nonostante le tante partite che si sono susseguite una dopo l’altra, ne giocherei volentieri mille altre. Se siete curiosi di saperne di più, leggete oltre e capirete il perché.azul colori piastrelle diverse

Il gioco           

Azul è un board game astratto che vede da 2 a 4 giocatori competere per diventare il miglior piastrellista, ossia per fare più punti degli avversari. Ognuno dispone di una plancia personale in cui si dovrà tener traccia dei punti ottenuti a ogni round e dove, inoltre, verranno piazzate le bellissime piastrelle. Al centro del tavolo verrà posizionato un numero di dischetti in cartone, i cosiddetti espositori, variabile in base al numero dei giocatori; sopra ogni espositore andranno sistemate a ogni round di gioco 4 piastrelle scelte casualmente da un sacchetto.


Le dinamiche

Le meccaniche di gioco sono davvero molto semplici. A ogni turno ogni giocatore, a partire dal primo, potrà:

  • Prendere tutte le piastrelle di un colore da uno degli espositori e gettare le altre fuori oppure, ove possibile, prendere tutte le piastrelle di un colore presenti fuori dagli espositori (quelle gettate dagli altri insomma);
  • Piazzare le piastrelle prese in uno dei due modi sopra esposti su una sola delle righe libere sulla propria plancia, di fianco al quadrato da piastrellare; tutte le piastrelle in eccesso andranno sul “pavimento”, e costituiranno punti negativi a fine round.

Una volta terminate le piastrelle, ciascun giocatore controllerà quante righe è riuscito a completare sulla propria plancia (ogni riga richiede un numero differente di piastrelle per poter essere completata) e per ognuna di queste posizionerà una delle piastrelle sul corrispondente colore del quadrato da piastrellare. In questo modo, poi, segnerà i punti ottenuti per ogni riga del quadrato, dall’alto verso il basso, sulla base del numero di piastrelle adiacenti a quella appena sistemata e sottraendo poi i punti determinati dalle piastrelle sul pavimento.

Il gioco prosegue in questo modo finché almeno un giocatore riesce a piastrellare almeno una riga del quadrato e si aggiungeranno al punteggio finale anche i punti bonus assegnati per righe, colonne e colori completati.

gameplay di azul

Materiali e grafica

Sia i materiali che la grafica sono impeccabili: le plance e gli espositori sono di cartone spesso e le piastrelle sono, oltre che bellissime da vedere, anche resistenti e piacevoli da toccare. La qualità dei materiali si riflette sul prezzo, che in questo caso è assolutamente giustificato.

Considerazioni sul gioco

Non c’è spazio per la fortuna in Azul: ogni mossa sbagliata la si paga cara e bisogna tenere d’occhio costantemente il gioco degli avversari per cercare di prevedere quali colori punteranno e cosa conviene prendere o lasciare. Si tratta di un board game estremamente profondo e questa è un’enorme qualità per un gioco che, per durata, potremmo definire tranquillamente filler.

Le regole sono pochissime e si spiegano in fretta a chiunque, anche ai neofiti, fattore che rende Azul un ottimo introduttivo. Anche la longevità è ottima, una partita tira l’altra (e ancora un’altra…) ma dal momento che le piastrelle sul tavolo sono sempre diverse è difficile che due partite risultino identiche. Inoltre, per chi volesse cimentarsi in qualcosa di differente, è possibile voltare la plancia e giocare sul lato non colorato, con qualche variante alle regole. Ottima la scalabilità, anche se in quattro è molto più difficile prevedere le mosse avversarie.

Insomma, a mio avviso la fama di Azul è più che meritata: non è facile trovare un gioco semplice, veloce, profondo e longevo, che si possa intavolare anche con i meno esperti. Chi cerca queste caratteristiche in un board game resterà sicuramente soddisfatto nel provarlo.

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Recensione
  • Azul
    9Voto Finale

    Azul è un gioco semplice, veloce, profondo e adatto a tutti che non stanca mai. Un must have per gli amanti dei board game moderni.

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