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Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary – Recensione dei titoli PlatinumGames

Ecco la nostra recensione di Bayonetta e Vanquish nelle loro versioni PlayStation 4! Come se la cavano le due opere dopo la bellezza di dieci

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PlatinumGames è da sempre sinonimo di qualità, e non è un caso se ogni volta che una produzione ha il suo nome alle spalle, fatica a rimanere fuori dai riflettori. Oltre ai nuovi annunci che scopriremo durante il 2020, l’anno della stella d’argento ci ha riservato il ritorno di due classici imprescindibili questo 18 febbraio, che dopo il loro grande successo sulle console di passata generazione arrivano in occasione del decimo anniversario sulla – ancora per poco – current gen. Stiamo ovviamente parlando di Vanquish e Bayonetta, titoli che andremo ad analizzare di seguito nelle loro versioni per PS4.

Questa riedizione non è nient’altro che una riproposizione, non va a cambiare ciò che abbiamo visto con i due titoli, e non sono stati inseriti contenuti particolari. Questo fa assumere a questa doppietta quello che ormai è il classico duplice valore: da una parte la possibilità per qualcuno di rimettere le mani su giochi amati, dall’altra quella di proporre dei titoli importanti alla nuova generazione che non ha avuto modo di assaporarli alla loro uscita originaria.

bayonetta e vanquish

La Strega e l’Armatura

Prima di analizzare il mero aspetto tecnico, ovvero quello che più ci interessa date le variazioni nulle sul piano dei giochi in sé, andiamo a dare una piccola infarinata su quello che sono questi ormai storici titoli. In Bayonetta prenderemo il controllo dell’omonima Strega, che dopo aver attirato sulla terra degli angeli ed averli trucidati, ha intenzione di dedicarsi a delle sfide più impegnative. Tuttavia il viaggio che intraprenderà la metterà davanti al suo passato, ai suoi ricordi – attualmente perduti – e anche alla sua famiglia. Il gameplay è un tripudio di pugni e calci potentissimi (e armi angeliche…), coadiuvati dal supporto delle inseparabili armi da fuoco (presenti su tutti e quattro gli arti) e dagli incredibili poteri della sexy strega. Con un mix di attacchi, schivate, schivate perfette e rallentamento temporale, il gameplay creato dai Platinum è stato per un grosso periodo senza rivali nel campo degli action in terza persona, creando un equilibrio a dir poco maestoso (staccando anche il ben più famoso Devil May Cry). Fanservice nipponico e mosse speciali ai limiti del sadismo? Presenti entrambi.Bayonetta 3

Con Vanquish invece cambiamo – anche se in un certo senso solo in parte – genere: pad alla mano, controlleremo Sam Gideon, membro della DARPA dotato di un’armatura estremamente tecnologica in grado di conferirgli movimenti rapidissimi ed un arsenale di armi davvero imponente. Sfruttando tale miracolo della meccanica, Sam può sfrecciare tra i nemici e sconfiggerli, avvalendosi anche di abilità particolari come una sorta di “rallentamento”. Shinji Mikami è solo uno dei nomi dietro al titolo, che ha garantito una narrazione molto stile anni 90′ e 00′. Il compito di Sam sarà quello, affiancato dai Marines, di salvare il suo capo della DARPA e nonché l’inventore di tale armatura. Come di consueto il tempo stringe, e la minaccia di un nuovo attacco da parte dei russi si fa sempre più concreta… Uno shooter frenetico, con un sistema di coperture intelligente ed una feature di “Slide and Shoot” davvero adrenalinica, tanto che alcune dinamiche ricordano proprio il genere hack ‘n’ slash. Parola chiave? Sublime esagerazione.

Ancora loro

In termini tecnici, entrambi i titoli sono porting della versione PC anche se si differenziano per un paio di questioni: il lavoro di Armature svolto su Bayonetta è stato decisamente buono, con la qualità che abbiamo riscontrato su PS4 affiancabile a quella che si potrebbe saggiare giocando su PC a qualità massima, con 60 frame, 1080p, upscalato. Fluido e dinamico, con uno sprazzo di potenza in più, è invecchiato decisamente bene. Vanquish tuttavia, anche se si avvale anch’esso dei già citati 60fps e 1080p e con l’upscaling su PS4 Pro, restituisce uno strano feedback, come se “non fosse a qualità massima”: un esempio tra tutti è la resa delle ombre, che tra tutto il resto non risaltano come dovrebbero. Infine, in entrambi i casi non sono stati riscontrati problemi di lag.

Al di là della qualità migliorata e della piattaforma di riferimento, tuttavia, come già detto non sono molte le differenze che noterete riprendendo in mano il pad, ma possiamo assicurare che il feeling generale è gradevole. Il prezzo di questa riproposizione in data di uscita si attesta nella media, e per quanto possa essere a dir poco appetibile per i nuovi giocatori, alcuni di coloro che hanno già sfruttato al meglio i titoli in passato potrebbero non essere nemmeno tentati (niente che abbia a che vedere con la qualità, sia chiaro).

Recensione
  • Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary
    8Voto Finale

    Il bundle di Bayonetta e Vanquish come ci aspettavamo non si è rivelato un porting pigro, come in altri casi siamo stati tristemente abituati. Chi ha giocato i due titoli su console dieci anni fa avrà di che fregarsi le mani, con prestazioni affiancabili a quelle di un PC. Frenesia, fluidità e il tempo che non sembra passare per i due giochi PlatinumGames, che sono invecchiati decisamente bene e risultano più che godibili anche oggi. Peccato per un paio di imperfezioni riscontrate, ma soprattutto per un prezzo che a conti fatti sembra ancora leggermente altino per due titoli (anche se in bundle) usciti da tempo.

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