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Bethesda e Xbox: facciamo chiarezza sul discorso giochi

Dopo la recente acquisizione del gruppo ZeniMax Media, molti fan rimangono con tanti dubbi appesi

Era un normalissimo lunedì 21 settembre quando, di punto in bianco, è apparsa in rete l’ufficialità dell’acquisizione del gruppo ZeniMax Media in favore di Microsoft per la modica cifra di 7.5 miliardi di dollari, compresa la compagnia Bethesda. Un costo sicuramente non da poco ma che, in relazione alla società e alle proprietà intellettuali di cui essa dispone, fa passare in secondo luogo lo sborso economico facendolo apparire quasi come un vero e proprio affare. La notizia è stata fin da subito accolta positivamente, segno questo che a caldo, la mossa a livello mediatico è stata gradita da più o meno tutti (decisamente poco dai fan e futuri possessori di PS5). Una strategia del genere avrà sicuramente un forte impatto sull’ecosistema Xbox e su quello del servizio principale come l’Xbox Game Pass, che spingerà una grossa fetta dell’utenza ad acquistare una console Microsoft piuttosto che un’altra. Nel gruppo ZeniMax Media infatti ci sono compagnie molto importanti con altrettanti titoli assai famosi e amati da milioni di fan: troviamo la saga di The Elder Scrolls, i vari Doom, Fallout, Wolfenstein, The Evil Within e molte altre opere di grosso prestigio che fino ad oggi abbiamo quasi sempre potuto godere su tutte le macchine da gioco. Ma cosa comporterà in futuro quest’acquisizione a livello di esclusive? E’ stata sicuramente questa la domanda che più ha rimbombato nella testa di ogni appassionato, pauroso di perdere la propria saga preferita sulla console a cui è affezionato o, al contrario, felice di aver scelto lo “schieramento vincente”, potendo magari godere di vantaggi ed esclusività. Proviamo a fare chiarezza ripercorrendo gli eventi dal giorno “X”.

Microsoft e le sue nuove esclusive

Fin da subito, il numero uno della divisione Xbox, Phil Spencer, ha dimostrato che con questa mossa si farà sul serio, portando a distanza di soli 10 giorni circa l’ultimo capitolo di Doom Eternal nel catalogo Game Pass e dando quindi modo a milioni di utenti iscritti di poter giocare al titolo in questione. Proprio recentemente, però, il buon Spencer ha voluto chiarire una cosa fondamentale, ovvero che l’acquisizione di ZeniMax e di tutte le compagnie annesse come Bethesda ancora non è stata completata e che ci vorrà almeno un altro mese o due prima di dirsi tale, rendendo di fatto impossibile, e soprattutto illegale, parlare di progetti futuri, esclusive o altro che sia legato a un qualcosa che ancora non gli appartiene:

Prima di tutto, vorrei precisare che ancora non abbiamo acquisito ZeniMax. Abbiamo annunciato la nostra intenzione di volerla acquisire. Al momento è in corso l’approvazione normativa, anche se non abbiamo riscontrato alcun problema. Prevediamo che l’affare possa concludersi all’inizio del 2021. Mi piace mettere in chiaro le cose affinché la gente sappia che non mi siedo con Todd Howard e Robert Altman a pianificare il loro futuro. Inoltre, attualmente non sono nemmeno autorizzato a farlo, sarebbe illegale. In questo momento ricevo molte domande: “questo gioco è in esclusiva? Questo gioco è esclusivo?” E al momento, questo non è il mio lavoro per quanto riguarda ZeniMax. Il mio lavoro non è quello di sedermi ed esaminare il loro portfolio e dettare cosa succederà.

FalloutOra, sebbene come abbiamo appena letto l’affare non è stato del tutto ultimato, daremo per scontato che lo fosse, provando a immaginare lo scenario futuro e ad analizzare quelle che sono le dichiarazioni al riguardo. La prossima generazione di console sembra non essere più una “sfida” tra chi è più potente dell’altra, anzi, mai come questa volta la scelta di una macchina sarà dettata soprattutto dalle esclusive. Sony su questo sappiamo tutti essere al momento in forte vantaggio, così come anche Nintendo. Entrambe da sempre possono vantare tantissimi titoli first party che mai si sognerebbero di portare sulle console rivali, togliendo prestigio alla propria macchina e soprattutto soldi. Microsoft con questa mossa sta provando a limare il gap con le rivali, aggiungendo quantità e qualità ai propri studi interni. Durante una recente intervista a Kotaku è stata fatta una domanda ben precisa a Spencer che riportiamo qui sotto (aggiungendo parte di una successiva domanda):

-È possibile recuperare un investimento di $ 7,5 miliardi se non vendi Elder Scrolls VI su PlayStation?

-Si. […] Ma non voglio essere frainteso. Questo affare non è stato fatto per strappare via i giochi dalle altre comunità di videogiocatori. In nessun punto della documentazione che abbiamo prodotto c’è scritto: ‘In che modo possiamo impedire agli altri utenti di giocare a questi titoli?’. Vogliamo che molti altri giocatori siano in grado di giocarci, non meno di quelli che possono già farlo adesso. Ma devo anche dire che quando penso alle persone che ci giocheranno e al ventaglio di dispositivi che abbiamo – xCloud, il PC, Game Pass e le nostre console – mi rendo conto che non ho bisogno di pubblicare quei giochi su piattaforme diverse da quelle che supportiamo già per fare in modo che l’affare funzioni.

Con questo non per forza si vuole precludere l’arrivo di un possibile The Elder Scrolls VI o di un altro gioco su PlayStation. Vedendo anche al passato con lo studio Mojang e del titolo Minecraft, acquisito ma rimasto disponibile su tutte le piattaforme, un barlume di speranza potrebbe ancora esserci. E’ altrettanto vero però che il focus di Xbox al momento è il servizio Game Pass che vuole proporre in tutti i modi possibili: dalle console al PC, da xCloud alla futura possibile implementazione in Fire TV o ChromeCast, fino ad arrivare sui dispositivi iOS e dulcis in fundo anche sulle console rivali (quest’ultima ipotesi seppur remota è spesso argomento di chiacchiere). Un pensiero di riguardo, infine, sempre dichiarato nel corso dell’intervista, è stato l’ammissione di Spencer nel valutare “caso per caso” la possibilità di distribuzione su più console dei prossimi titoli, mantenendo invece inalterati gli accordi già presi tra le software house e le compagnie come Sony e Nintendo (Ghostwire: Tokyo ad esempio sarà un titolo in uscita su PS5 come da accordi precedenti all’acquisizione).

ZeniMaxXbox Game Pass all’ennesima potenza

Un altro aspetto molto importante da valutare, a discapito dei soli possessori di console Xbox e PC o più nello specifico del servizio Game Pass, è l’ammissione da parte della compagnia di voler inserire fin dal day one i nuovi giochi dell’ecosistema ZeniMax nel già vasto catalogo. Ciò vuol dire che, sebbene non sia ancora del tutto chiaro se in futuro il prossimo Fallout o The Elder Scrolls saranno distribuiti su PlayStation, quel che è certo è che gli abbonati al Game Pass potranno godere di ogni saga, nuova IP o altro fin dal primissimo giorno del debutto, oltre ovviamente a vedersi implementare il parco titoli attuale con i principali lavori svolti in passato:

“Bethesda è stata tra i primi a supportare Xbox Game Pass, portando i propri giochi ad un nuovo pubblico attraverso numerosi dispositivi e ha sempre investito attivamente in tecnologie all’avanguardia come il gaming in streaming. Aggiungeremo i franchise più iconici di Bethesda al catalogo di Xbox Game Pass per PC e Xbox. Uno degli aspetti più emozionanti per noi è stato vedere la roadmap dei prossimi giochi dell’azienda, alcuni dei quali non sono ancora stati annunciati: tutti questi giochi arriveranno su Xbox e PC, anche l’attesissimo Starfield, titolo ambientato nello spazio e in sviluppo preso Bethesda Game Studios.”

Al momento, insomma, sembra che Microsoft sia ancora leggermente dubbiosa sul voler portare le future esclusive su PlayStation o Switch. Di certo i possessori delle console Xbox – e i fan dei titoli Bethesda e affini – possono dormire sonni tranquilli, rassicurati dal fatto che potranno certamente godere delle future saghe o titoli in arrivo sia sulla console che sul Game Pass. Chi invece è abituato a giocare ad opere come Fallout, The Elder Scrolls o ad altri titoli Bethesda su console PlayStation, purtroppo, potrebbe non venire accontentato. D’altronde nemmeno Sony si sognerebbe mai di portare giochi del calibro come Uncharted, The Last of Us o God of War su Xbox Series X. Al momento, però, bisognerà prima aspettare l’acquisizione definitiva della compagnia, in modo tale da poter avere un quadro più chiaro sulla questione e aspettarci ulteriori dichiarazioni da parte di Xbox sul futuro delle sue nuove esclusive.

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