Bloody Zombies Recensione

Bloody Zombies Recensione

nDreams ci propone oggi un  beat-'em-up intrigante che grazie alla componente VR diventa anche divertente e bello da giocare. Stilisticamente ben


Quando penso ai beat-’em-up a scorrimento laterale che hanno fatto la storia del genere, sicuramente non posso non nominare titoli del calibro di Double Dragon, Golden AxeStreets of Rage. Mi sembrava strano però, che a far parte di questo genere videoludico non fosse ancora arrivato un titolo incentrato sugli affamati e virulenti zombie: per fortuna a rimediare ci pensa nDreams, che propone al pubblico il suo Bloody Zombies! Quale sarà il risultato del lavoro svolto dal team?

Oggi come allora, ma con un pizzico di Realtà Virtuale

Nell’iniziare a prendere confidenza con le dinamiche di questo simpaticissimo beat-’em-up, notavo con piacere quanto questo sia letteralmente ispirato ai grandi titoli del passato e come le vecchie dinamiche tornano prepotentemente sui nostri schermi, condite però con qualche nota tecnologica di altissimo spessore. Anche se non si direbbe, ci sono ancora molte società che stanno cercando di sviluppare il settore della realtà virtuale, e la software house britannica è una di queste. Il titolo che stiamo trattando oggi è il secondo che la società ha sviluppato per Oculus Rift, HTC Vive e PlayStation VR. Secondo gli sviluppatori infatti è possibile trasportare i più classici giochi 2D in questa nuova realtà, raggiungendo così una profondità mai toccata prima. Una dichiarazione che secondo il nostro parere non è poi lontana dalla realtà, visto che grazie alla modalità VR, Bloody Zombies diventa ancora più divertente e piacevole da giocare.

La storia del gioco ci porta in una Londra futuristica divenuta zona off-limits per via di una gigantesca epidemia che ha trasformato i cittadini in zombie. In questo inferno apocalittico, 4 sopravvissuti inglesi non vedono l’ora di menare le mani e farsi strada fino ad arrivare all’ultimo aberrante non morto. Dobbiamo che ognuno dei quattro personaggi è stato elaborato con cura, tanto da rappresentare gli stereotipi della grande metropoli Inglese ed avere addirittura una propria trasposizione vocale. Così come la storia, anche il gameplay presenta caratteristiche molto semplicistiche, tradotte in colpi leggeri e pesanti che se combinati tra loro si trasformano in devastanti combo. All’interno della nostra avventura inoltre dovremo stare molto attenti nel raccogliere oggetti, importanti sia per il proseguimento dei livelli, sia per potenziare i nostri personaggi. E’ sicuramente un titolo pensato anche per allietare le serate di gruppo con gli amici, che possono affrontare il gioco a colpi di mazze, motoseghe, forconi e micidiali pugni volanti sia offline (fino ad un massimo di 4 giocatori), sia online. Diversamente da altri picchiaduro a scorrimento, in questo titolo possiamo trovare animazioni curate a puntino, che riescono a farci divertire e immergere nella storia di una Londra appestata il cui destino dipende dalle carneficine dei nostri 4 bizzarri eroi.

Gameplay

Subito dopo aver selezionato la modalità storia del gioco dovremo scegliere un personaggio con il quale affrontare gli agguerritissimi zombie. Prima però, potremo decidere di seguire o meno un fondamentale tutorial che ci insegna le dinamiche “base” del titolo. L’esercitazione in questione non va molto per le lunghe e ci si ritroverà immediatamente ad affrontare diverse tipologie di nemici, fino ad arrivare al boss finale del primo livello. Già dall’inizio si capisce che come nei bellissimi vecchi beat-’em-up a scorrimento laterale, anche in questo ogni nemico dovrà essere affrontato e colpito in maniera differente, facendo attenzione massima perché i danni si incassano molto velocemente. Finiti i primi due livelli abbiamo preso confidenza col titolo e siamo entrati nel vivo del gioco, avendo potuto fare affidamento sulle combo e gli attacchi speciali che si acquisiscono in maniera casuale all’interno dei vari livelli: una dinamica che a volte va ad intaccare la difficoltà generale del titolo. A nostro avviso il comparto che valorizza realmente il titolo è quello del multiplayer, che in generale ha una resa molto migliore su titoli di questo genere, senza contare poi che in Bloody Zombies potrete sfruttarla anche giocando con la realtà virtuale. Quando deciderete di giocare in modalità VR offline ovviamente un solo giocatore potrà indossare il visore, però se decidete di farlo online allora tutti i giocatori potranno contestualmente utilizzare il proprio visore.

VR o non VR? Questo è il dilemma!

Bloody Zombies non è altri che l’evoluzione del genere in modalità VR. Il titolo permetterà ai giocatori in VR di osservare lo scenario senza i limiti dello schermo, potendo quindi girare la testa in alto in basso, di lato a sx e dx. Ed è proprio grazie a questa possibilità che gli sviluppatori hanno nascosto alcuni importanti segreti nel corso dei vari livelli. Sicuramente la profondità del titolo in se non può essere messa da noi in discussione, però è quasi certo dire che conviene comprarlo solo se si ha la possibilità di utilizzare il visore per la realtà virtuale, perché l’esperienza televisiva limiterà molto le varie interazioni con i luoghi e con i personaggi stessi del gioco: sarà infatti molto più semplice intuire ed evitare i colpi dei nostri nemici indossando il visore che non giocandolo semplicemente sulla nostra TV. Alcune situazioni molto pesanti e addirittura l’esecuzione delle combo risultano molto meglio con il visore che senza, anche perché dopo diverse ore di gioco, i giocatori potrebbero giudicare l’esperienza frustrante e ripetitiva, al contrario invece con il sensore si ha una percezione migliore e si possono attuare strategie d’attacco o di difesa completamente differenti rispetto al pad. Senza il sostegno dunque della realtà virtuale non possiamo dirvi di poter compare il titolo ad occhi chiusi, a meno che non siete dei veri appassionati del genere, giusto per aggiungere un nuovo titolo alla collezione. Però siamo certi che Bloody Zombies è stato pensato come un gioco per la realtà virtuale con una spiccata capacità multiplayer, riuscendo a far evolvere il genere in questione mescolando con sapienza lo scorrimento del livello da sx a dx alla visione 3D della nuova Realtà Virtuale.

Modus Operandi: questa recensione è stata redatta basandosi sulla versione PlayStation 4 del gioco, dopo aver terminato più volte l’esperienza di gioco (tra cui in VR), anche in multiplayer locale ed online.

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