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Brigandine: The legend of Runersia – Recensione, uno strategico che non perde tempo su PS4

Lo strategico di Happinet arriva su PlayStation 4
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Dopo il suo debutto in occidente su Nintendo Switch lo scorso 26 giugno, Brigandine: The Legend of Runersia arriva anche su PlayStation 4. Il titolo tattico/strategico, dopo aver convinto sulla console ammiraglia Nintendo, è il sequel di un’esperienza inedita per noi occidentali: nel 1998 il capitolo principale, Brigandine, uscì su Playstation One solo in terra nipponica, e negli Stati Uniti con il titolo di The Legend of Forsena. Oggi anche gli utenti Sony potranno mettersi alla prova con questa produzione che fino ad ora era rimasta lontana dalla grande massa, e potranno scoprire un’avventura davvero intrigante e piacevole, sequel realizzato da Matrix Software e Happinet che porta una ventata d’aria fresca nel genere, e che su PlayStation 4 sembra aver raddrizzato leggermente il tiro rispetto all’esperienza Switch da un punto di vista del frame rate, sebbene perda, ovviamente, la possibilità di essere giocato in modalità portatile. Scopriamo quindi insieme se questa sua nuova incarnazione, disponibile solo in digitale, abbia centrato tutti i suoi obiettivi.

Brigandine: The Legend of Runersia, un gioco che sa di nostalgia

Appena lanceremo il titolo sulla nostra console, soprattutto se siamo dei videogiocatori con una discreta esperienza alle spalle, la prima sensazione che andremo a provare sarà quella di una forte nostalgia. Brigandine: The Legend of Runersia sembra arrivare infatti da un passato a noi molto vicino, sia dal lato del gameplay che da quello della trama. La storia del titolo si poggia su delle basi molto semplici: il continente di Runersia è stato benedetto dalle divinità con una pioggia di Mana eterna. Questo Mana, poi cristallizzato, è stato raccolto dalle varie nazioni regnanti e trasformato in gioielli incastonati in armature, così da creare per tutto il mondo un grosso numero di Rune Knights. Questi sono dei cavalieri in grado di utilizzare il mana per evocare dei mostri e costringerli a combattere fra loro.

brigandine: the legend of runersiaAlcune pietre più intrise di potere, chiamate Brigandine, vengono tramandate nelle famiglie regnanti da intere generazioni. Le Brigandine vengono incastonate in sacre reliquie, simbolo principe di ogni regno: ognuna rappresenta infatti il carattere del portatore. Nell’anno 781, una serie di eventi catastrofici portano l’intera Runersia ad essere coinvolta in un’enorme guerra totale fra ogni fazione, in cui solo una riuscirà a prevalere.

Nazioni in guerra tutto l’anno

Dal punto di vista del gameplay, Brigandine: The Legend of Runersia può essere distinto in due anime ben delineate. La prima è quella della campagna di guerra. All’inizio del gioco potremo infatti scegliere quale delle nazioni presenti rispecchi più fedelmente i nostri ideali. Quindi lanceremo quella nazione in guerra contro le altre. Non dovremo preoccuparci di gestire la nostra patria, né da un punto di vista economico né per ciò che concerne la raccolta di risorse, ma ci concentreremo esclusivamente nella distruzione delle altre fazioni. Il gameplay del titolo ci metterà a disposizione dei turni di gioco, o più propriamente delle “stagioni”, durante le quali prepareremo la nostra fase d’attacco. Durante questa azione potremo muoverci lungo la mappa di Runersia, controllare le unità e le fortezze sotto il nostro controllo e spostare i reggimenti al fronte. Ma, soprattutto, potremo indirizzare i nostri generali a risolvere delle quest secondarie che ci permetteranno di infoltire i nostri eserciti con nuove unità, oltre a recuperare Mana ed armi leggendarie.

brigandine: the legend of runersiaRispetto agli altri titoli del genere, ci ritroveremo al controllo esclusivamente di vari schieramenti, guidati da un generale eroico che comanderà dei mostri. Il nostro obiettivo sarà quello di organizzare al meglio le nostre unità, bilanciando la loro composizione e il Mana a disposizione. Saremo noi a gestire tutti questi aspetti manualmente, in base al grado raggiunto dal generale e dalla nostra unità, stando attenti a non dosare male le nostre risorse durante gli assalti. Le creature evocate “nasceranno” casualmente e la loro forza potrà aiutarci o penalizzarci in battaglia, soprattutto ai livelli di difficoltà più alti.

Un management strategico a tempo

Scelto il nostro assetto base non si tornerà più indietro. In questa seconda fase attaccheremo la fortezza nemica ed entreremo nel cuore del gameplay. Quando inizierà l’attacco vero e proprio, si aprirà un campo di battaglia esagonale nel quale schierare e riarrangiare le nostre fila. Muoveremo quindi le nostre unità sulla scacchiera, ingaggiando scontri all’ultimo sangue con gli eserciti nemici, stando attenti ai classici modificatori di terreno, danni elementali e caratteristiche dei singoli mostri. Ogni unità generale o mostro che sia, otterrà dalla vittoria esperienza e salirà di livello: dovremo quindi capire bene come gestirle per formare eserciti bilanciati.

brigandine: the legend of runersiaIl problema della produzione nasce invece dalle tempistiche. Per un gestionale/strategico, l’obbligo di agire in un determinato tempo rende tutto frenetico e poco pensato, poiché la battaglia si esaurirà in maniera autonoma dopo un numero prestabilito di turni. Una meccanica che, nonostante un gameplay solido, va contro lo spirito del genere di Brigandine: The Legend of Runersia.

Se da un punto di vista del gameplay, nonostante alcune sbavature e la fretta del titolo, Brigandine: The Legend of Runersia si mostra abbastanza solido, dal lato grafico il livello della produzione si abbassa visibilmente, con modelli 3D realizzati in maniera sufficiente e con mappe che finiscono per assomigliarsi un po’ tutte. Non solo, spesso durante le battaglie tutto diventa troppo confusionario, rendendo difficile distinguere gli schieramenti e soprattutto di quali tipi di pedine abbiamo il controllo.

brigandine: the legend of runersiaIl filtro in cel-shading maschera un pochino il risultato generale, che tuttavia non raggiunge punte eccelse, soprattutto quando si avvicina la telecamera. Discorso diverso quando si parla invece dell’impianto artistico, con illustrazioni veramente evocative e ben realizzate. La direzione artistica è magistrale, e ben si sposa con l’interfaccia utente. La componente narrativa è anche ben realizzata, ma ha la pecca di non approfondire mai veramente nessun’aspetto. In definitiva, Brigandine: The Legend of Runersia è un titolo discreto, che seppur non eccelli in alcun un aspetto in particolare, riesce nel suo intento, con una versione PlayStation 4 che lima qualche sbavatura rispetto a Switch, sebbene non apporti nulla di veramente nuovo.

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Recensione
  • Brigandine: The legend of Runersia
    7Voto Finale

    Brigandine: The Legend of Runersia è un gioco che non perde tempo. Con la sua direzione artistica ispirata, la produzione va identificandosi come uno strategico a turni classico che, al netto di qualche spunto interessante, si perde per la troppa fretta, nel gameplay e nella realizzazione tecnica; un vero peccato visto che se si fosse posto qualche accorgimento in più, l'opera si sarebbe mostrata ai nostri occhi con una luce ben più brillante.

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