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Capcom Arcade Stadium – Recensione, una sala giochi a portata di mano

Ecco la recensione di Capcom Arcade Stadium, disponibile su Nintendo Switch con 32 indimenticabili classici di un'epoca ormai passata.

Quando parliamo di riedizioni di classici del passato, una delle aziende che si dimostra sempre in prima linea è la cara e vecchia Capcom. Oltre a popolari remastered e remake come quelle dedicate ai franchise di Monster Hunter e Resident Evil, l’azienda giapponese non è estranea a rilasciare diverse collection visto il proprio immenso catalogo storico. Così dopo le varie Mega Man Legacy Collection, Street Fighter 30th Anniversary Collection o Capcom Beat’em Up Bundle, siamo oggi a parlare di Capcom Arcade Stadium. Disponibile in esclusiva per Nintendo Switch, il titolo è scaricabile gratuitamente con l’obbligatorietà di comprare separatamente ogni gioco oppure, all’interno di comodi pacchetti, a parte per 1943: The Battle of Midway che è disponibile per tutti senza alcun genere di costo aggiuntivo. Questo metodo di distribuzione è sicuramente poco convenzionale, ma funzionale per l’utente perché permette di testare con mano tutte le funzionalità offerte dagli sviluppatori degli studi di Capcom.

Un tuffo nel passato

Capcom Arcade Stadium è una compilation che tenta di ripercorrere quasi vent’anni di storia videoludica, includendo al suo interno ben 32 giochi rilasciati originalmente tra il 1984 e il 2001. Sono presenti classici indimenticabili come Street Fighter II, Strider, 1942, Bionic Commando o Ghosts ‘n Goblins, così come perle dimenticate dal calibro di Progear, Battle Circuit, Cyberbots Fullmetal Madness o Mega Twins. La selezione dei giochi cerca quindi di essere variegata, seppur focalizzandosi maggiormente nei generi degli shoot’em up e dei picchiaduro su binari. Purtroppo, in operazioni come queste è sempre difficile trovare il modo di poter realmente accontentare tutti, con la grande possibilità della mancanza di alcuni dei giochi preferiti dell’utenza. In generale non possiamo lamentarci della line up scelta, se non per l’ennesima inclusione del già citato Street Fighter II, e perfino in ben tre differenti versioni. Visto che il gioco è già stato portato già molteplici volte in svariate riedizioni degli ultimi anni, non si sentiva realmente il bisogno di una sua presenza anche qui.

Capcom Arcade Stadium

In ogni caso, l’emulazione dei prodotti in questione si dimostra praticamente perfetta. Tutti i giochi della compilation non presentano alcun genere di glitch, bug, imput lag o rallentamenti di qualsiasi sorta. Tutto fila liscio come l’olio, dimostrando così il grande impegno del team di sviluppo di offrire l’esperienza migliore possibile. Questo viene dimostrato anche dalla scelta di poter selezionare le rom nella versione occidentale o quella giapponese in praticamente tutte le opere presenti. Le uniche eccezioni sono per Senjo no Okami II, Powered Gear -Strategic Variant Armor Equipment- e Tatakaki no Banka, questo perché originalmente sono stati rilasciati nel mercato occidentale. Per l’occasione, sono stati poi creati dei manuali digitali inediti che spiegano la storia, i comandi, gli oggetti e i nemici che si trovano in ognuna delle avventure di questa sala giochi digitale. Non può poi mancare il sempre presente slot di salvataggio rapido, in modo da poter riprendere la propria partita da qualsiasi momento l’abbiamo interrotta, insieme al classico tasto che permette di riavvolgere il gioco in modo da correggere immediatamente un fatale errore. Interessante notare come ogni menù sia interamente localizzato in italiano così come in moltissime altre lingue, mentre le rom si presentano esclusivamente in inglese o in giapponese. Questo non è un grosso problema visto il poco ammontare di testo generale, ma semplicemente vi avvertiamo nel caso non siate avvezzi con il linguaggio anglosassone.

Personalizzazione fuori dal comune

Tornando all’avvio di Capcom Arcade Studios, molti potrebbero rimanere sorpresi dalla comparsa del logo del RE Engine. Questo non significa che tutti i titoli sono stati ricostruiti all’interno di questo sorprendente motore grafico – infatti girano all’interno di un emulatore originale creato per l’occasione – bensì che lo è stato il menù. Invece di trovarsi di fronte al classico menù che presenta la selezione di titoli disponibili, il giocatore ha a disposizione una vera e propria sala giochi in cui deve selezionare il cabinato per poter giocare al prodotto desiderato. L’idea è molto simpatica e anche presentata con molta cura: basti anche solo pensare al fatto di poter inserire la moneta, o ai video demo che vengono riprodotti come una volta, ma all’atto pratico questo metodo risulta scomodo e poco immediato. Il vero problema di fruibilità rimane però nel modo in cui usiamo i giochi, che di base è strutturato in specie di visuale in prima persona rivolta verso lo schermo del cabinato. Il risultato anche qui è molto simpatico e curato ma, una volta che si inizia a giocare, diventa ben presto tedioso e poco funzionale. Fortunatamente, il prodotto offre al giocatore diverse visuali per le proprie partite, selezionabili all’interno di menù apposito.

Capcom Arcade Stadium

Un vero peccato che non siamo costretti a effettuare questa operazione singolarmente per ogni singolo gioco della collection, senza alcuna opzione che permetta di velocizzare questo procedimento. Oltre alle caratteristiche che vi abbiamo appena descritto, l’aspetto può essere personalizzato perfino nel suo orientamento. Se infatti qualcuno è interessato a provare un esperienza capovolta di 180°, i veri temerari avranno anche tale possibilità. Non mancano i classici filtri e dimensione dell’immagine, riuscendo a offrire così una personalizzazione dell’esperienza invidiabile. Ad esempio, anche sfondi a sostituire i classici bordi per rendere in qualche modo più vibranti e colorate le proprie partite. Altre opzioni sono il diminuire o aumentare la difficoltà, o la quantità di vita del protagonista di turno, scegliere la funzione di ogni tasto del controller, o modificare la velocità di singolo prodotto: questo perché non solo permette di vivere un’esperienza “al doppio” dell’idea originale, ma perfino in slow motion. Tutte queste si rivelano funzioni molto interessanti, riuscendo a offrire esperienze fresche anche a chi ha giocato questi prodotti più di una volta nel corso delle diverse generazioni videoludiche.

Capcom Arcade Stadium

Sfide per i più temerari

I giochi compatibili permettono ovviamente di giocare in multiplayer locale, ma purtroppo non è stato implementato alcun sistema per poter giocare in online. Tuttavia Capcom Arcade Stadium è caratterizzato da sfide a punti e le sfide speciali. Queste sono delle vere e proprie missioni che richiedono la bravura del giocatore, in modo da poter totalizzare un buon punteggio e scalare le classifiche globali, guadagnando punti CAPSO. Quest’ultimi sono la vera valuta del prodotto, che si ottengano con ogni singola azione all’interno dei giochi. All’atto pratico potrebbe sembrare che non servano a nulla, visto che i singoli giochi sono sbloccati una volta che vengono acquistati, ma sbloccano degli extra che possono variare ulteriormente le proprie partite. Tornando alle sfide, la prima è quella sempre disponibile, e viene richiesto di effettuare il maggior punteggio possibile prima di morire o di raggiungere la schermata finale. La seconda non è sempre disponibile, visto che offre obiettivi diversi. Un modo, quindi, per poter tenere attiva la comunity del prodotto, e certamente non può che fare piacere vista la sua qualità.

Purtroppo, queste modalità sono esclusivamente legate alla componente online, senza la possibilità di un torneo locale con le stesse tipologie di regole. In Capcom Arcade Stadium sono poi disponibili le medaglie, che vanno a sostituire i trofei di PS4 vista la loro mancanza su Switch. Il problema è che alcune di esse sono legate alla componente online quindi, se in un possibile futuro i server venissero chiusi, ottenerle tutte diventerebbe praticamente impossibile. Per quanto riguarda il comparto sonoro, questo è stato riprodotto fedelmente e svolge egregiamente il suo compito sia modalità portatile che in dock. Carine anche la colonne sonore originali, che sono poche ma offrono quella sensazione moderna e retrò all’intera compilation.

Recensione
  • Capcom Arcade Stadium
    8Voto Finale

    Capcom Arcade Stadium si rivela una collection dall'alto livello qualitativo, non solo grazie alla presenza di 32 validi giochi ma anche per l'estrema personalizzazione offerta al videogiocatore. La questione di venderlo come vero e proprio free to play è un forte vantaggio, permettendo a tutti di provare in prima persona le sue caratteristiche e peculiarità. Un prodotto che i nostalgici dell'epoca d'oro delle sale giochi difficilmente possono lasciarsi sfuggire, oltre a un modo per poter riscoprire la storia del medium anche da un'utenza un pelino più giovane.

    Versiona provata: nintendo switch

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