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Castlevania – Recensione della terza stagione della serie targata Konami e Netflix

Castlevania, la terza stagione di Netflix dell'adattamento a cartone del videogame di culto, supera decisamente le aspettative. Ecco la recensione!

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La serie animata Castlevania targata Netflix è sicuramente uno dei migliori adattamenti tratti da un videogame per il piccolo e grande schermo. Con una prima stagione solida e una seconda decisamente sorprendente, questa serie basata sul gioco di culto sembra essere scampata alla maledizione che pare accompagni tutt’ora i prodotti per il cinema e la TV ispirati alle grandi produzioni del gaming. Ma con la perdita dell’antagonista per eccellenza di Castlevania (niente poco di meno che Dracula) al termine della seconda stagione, ci si chiedeva se Netflix sarebbe stato in grado di mantenere lo stesso livello qualitativo di animazione e character development delle ultime due stagioni. Ebbene, a sorpresa di non pochi, non solo c’è riuscita, ma questa terza stagione ha addirittura superato il confronto con le prime due.

In cerca di vendetta

A pochi mesi dalla battaglia nel castello di Dracula, il trio di protagonisti, legati dallo scopo comune di sconfiggere il re dei vampiri, hanno preso strade differenti: Trevor (Richard Armitage) e Sypha (Alejandra Reynoso Agueda) si godono i vantaggi e i lati più romantici della loro nuova relazione sentimentale e della loro vita da cacciatori di mostri, mentre Alucard (James Callis) soffre in solitudine e minato dai rimorsi nel grande e vuoto castello del padre. Intanto la nobile vampira Carmilla (Jaime Murray), co-responsabile col suo tradimento della disfatta di Dracula, torna al castello di Styria con il forgiatore Hector (Theo James), ferito nel corpo e nello spirito, e con un piano per le sue “sorelle” Lenore, Morana e Striga. Isaac (Adetokumboh M’Cormack), altro forgiatore sopravvissuto per merito di Dracula al massacro, è intenzionato a vendicarsi di chi ha provocato la morte del suo maestro e a ereditare la sua missione di sterminio dell’intera umanità.
castlevania

La terza stagione di Castlevania supera le aspettative non solo contenendo le conseguenze della scomparsa di un villain tanto carismatico e ben scritto come il Dracula della seconda stagione, ma inserendo un organico di personaggi molto ben caratterizzati e accettando di percorrere strade narrative decisamente insolite e rischiose per un franchise tanto amato: la stagione esplora temi come la solitudine, la natura umana e una visione nichilistica del mondo sorprendentemente maturi e profondi per una serie legata a un videogame neanche troppo recente ed evoluto a livello di trama e storia come Castlevania, salvo forse gli esperimenti più moderni della serie visti con Lords of Shadows 1 e 2.

I dieci episodi che compongo la stagione evolvono organicamente, si prendono il tempo di presentare situazioni, luoghi e personaggi senza fretta, così come i protagonisti evolvono, cambiano, soffrono, vengono esplorati con sorprendente profondità e attenzione psicologica. Il tutto conflagra poi negli ultimi due episodi in un apice di azione, violenza e sesso che inevitabilmente lascia un gusto decisamente amaro in bocca (per le migliori e le peggior ragioni assieme, c’è da dire), ma che non di meno lascia contemporaneamente soddisfatti e in trepidante attesa di altro.

Certo, stiamo comunque parlando di un prodotto che, messo a confronto con serie di ben altra statura nel panorama attuale in cui le piattaforme streaming e la serialità fanno da padrone, non ha particolare rilevanza, ma non per questo appare indegno di lodi e tanto meno di essere visto da fan superficiali o anche spettatori casuali in cerca di una serie horror di qualità e un’animazione al top della categoria.

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Recensione
  • Castlevania
    8.8Voto Finale

    Grazie a questa stagione, Castlevania si conferma come il miglior adattamento animato per la TV di un videogame di successo e una delle migliori serie horror di oggi. Un'evoluzione e una crescita interessante, che portano inaspettatamente addirittura al superamento della già buonissima seconda stagione, nonostante la mancanza del villain per eccellenza.

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