Catherine Full Body - Recensione, Atlus ci riporta Vincent e la sua strana storia

Catherine Full Body – Recensione, Atlus ci riporta Vincent e la sua strana storia

Catherine: Full Body torna, e lo fa sia per i fan del titolo originale che per aprire le porte ai nuovi giocatori. Ecco la nostra recensione.

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Quando abbiamo provato, solo qualche settimana fa, la demo di Catherine: Full Body, siamo rimasti piacevolmente sorpresi per come molto all’interno del gioco sia stato smussato, migliorato e adattato, ma soprattutto di quanto e come l’esperienza generale sia stata arricchita. Tuttavia, a quanto pare, non stavamo facendo altro che scheggiare la punta dell’iceberg con uno scalpellino, perché le sorprese che Atlus ci ha riservato con questa nuova edizione del gioco sono veramente parecchie. Non si tratta di stravolgere completamente il gioco, perché l’avventura che andremo a vivere è sommariamente la stessa, ma che ha visto il team prendersi del tempo per raddrizzare alcune degli aspetti del gioco originale che non erano il massimo.

Catherine Full Body: la RINascita

Come i fan di vecchia data ricorderanno, la trama principale è raccontata sotto forma di “show televisivo” da Trisha, la Venere di Mezzanotte, che con una capigliatura tutta nuova ci introdurrà allo strano mondo di Catherine Full Body. Chiaramente sarà lei stessa ad illustrarci le differenze tra questa versione e quella precedente, le quali si sono rivelate essere sorprendentemente molte e ragionate.

Il primo cambiamento, ovvero una delle basi di Full Body, è la presenza di un nuovo personaggio, che ci viene presentato subito in un modo non proprio convenzionale: Rin, l’esile ed enigmatica figura che a quanto pare è vittima di stalking ed ha perso completamente i propri ricordi. L’unica cosa che ricorda, è che vuole suonare il piano, ed è proprio come pianista dello Stray Sheep che verrà introdotta nel contesto del locale notturno dove Vincent Brooks – il nostro caro e sfortunato protagonista – è solito sbronzarsi tutte le sere. L’inserimento di Rin apre quindi un’altra sotto trama che va ad aggiungersi alla già complicata vita di Vincent, e con essa quindi sono presenti anche nuove cinematiche video, nuovi dialoghi e molto altro.

Altre aggiunte, stavolta slegate da Rin, riguardano dei piccoli video che vanno a scavare nel passato di Vincent, per farci conoscere non solo chi è ora, ma anche come da giovane ha conosciuto e si è innamorato della sua attuale fidanzata Katherine. Il cerchio va a chiudersi con nuovi personaggi presenti, nuovi dialoghi e chiaramente nuove modalità di gioco, di cui andremo a parlare tra poco.

La dorata casa dei giochi

Chiaramente come nella vecchia versione del gioco, anche in Catherine Full Body l’esperienza cardine sarà la Golden PlayHouse, la modalità storia che ci farà vivere le vicende dall’inizio alla fine, permettendoci di guadagnare la libertà scalata dopo scalata (e risposta dopo risposta). Tuttavia questa è stata arricchita non solo con Rin e nuovi personaggi, ma anche di un ulteriore livello di difficoltà, e di una modalità totalmente inedita chiamata “Remix”, dove alcuni dei blocchi presenti nei vari livelli avranno delle forme particolari (praticamente unioni di cubi con altri); inutile dire che questo avrà dei suoi pro e contro… quindi fate ben attenzione a cosa spostate, e quando.

Nell’incipit abbiamo accennato a qualcosa che è stato “raddrizzato”, ebbene, primo tra tutti è il livello di difficoltà: anche se questa potrà essere scelta da noi all’inizio del gioco, a meno che non stiate giocando in modalità sicura (il livello più basso), la sfida sarà abbastanza ostica, con la velocità di “crollo” dei cubi alla base che ci è sembrata leggermente maggiore rispetto alla controparte old gen. Chiaramente in alcuni casi sarà disseminato anche qualche aiutino, e non ci riferiamo soltanto agli oggetti consumabili, e ve lo faremo scoprire da soli per riservarvi la sorpresa. Anche il conteggio delle vite ha subito una modifica, stavolta sostanziale. Le vite non saranno più il numero di cuscini a nostra disposizione: questi, una volta raccolti, andranno in quel preciso livello a formare un “segnalino” per l’azione “undo” (quella che annulla le ultime azioni fatte). Badate bene che con questo metodo (che vi farà tornare indietro in caso di morte in modo automatico) si rivela tuttavia un rischio grandissimo, dato che non sarà una rarità rimanere bloccati.

Altri cambiamenti meno determinanti, ma che rendono più gradevole l’esperienza, riguardano la gestione del cellulare e degli ordini al tavolo durante le nostre serate allo Stray Sheep. Queste azioni ora rimangono meno macchinose e più adatte al pubblico della generazione PlayStation 4. Chiaramente data la natura del gioco che stimola l’immaginario erotico dei giocatori, non mancano certo scene dedicate a tale argomento, che anche se chiaramente esplicite non sfociano mai nel mostrare più di quanto concesso.

OH S**T! OH SHEEP!

Catherine Full Body è però anche connessione. Finalmente, dopo una generazione PlayStation 3 abbastanza altalenante, con la nuova console di Sony Catherine ha avuto la giusta dose di multiplayer che serviva. Ecco quindi la possibilità di giocare Babel in cooperativa fianco a fianco ad un compagno nei suoi 4 livelli infernali, e Colosseum per distruggere gli avversari online in partite amichevoli e non. Chiaramente infatti tutte queste modalità avranno le loro personali classifiche, per determinare gli scalatori migliori del mondo! Il comparto online però è anche condivisione, e quindi badate bene che le risposte che darete alla fine di ogni livello scalato, verranno confrontate con quelle del resto dei giocatori… e beh, potrebbero saltare fuori delle cose interessanti.

La ciliegina sulla torta, come siamo stati abituati già in passato, rimane il comparto artistico: tutto, dalla grafica migliorata, alla maggiore qualità dei video, fino ad arrivare all’ottimo doppiaggio e all’encomiabile colonna sonora, tutto ciò che contorna l’esperienza di Full Body è qualcosa che vi appagherà. Inoltre sono state disseminate qua e là per il gioco alcune chicche, tra le quali quella più facile da trovare e anche una delle più gradite è il jukebox del bar, che presenta delle tracce provenienti anche da altri titoli di punta di Atlus (come ad esempio Persona 5).

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Recensione
  • Catherine Full Body
    8.8Voto Finale

    Con un look totalmente rinnovato e delle aggiunte graditissime, Catherine Full Body sembra quasi un'esperienza del tutto nuova, così tanto che sarà impossibile non gustarlo tutto da capo anche per chi lo ha già massacrato durante la precedente generazione. Con una difficoltà aumentata, una nuova modalità, la remix, che da sola vale il prezzo del biglietto, e l'aggiustamento delle feature dedicate all'online e al comparto narrativo, possiamo dire che Full Body è una delle riproposizioni meglio riuscite che siano approdate su PlayStation 4.

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