Clid The Snail - Recensione, un guscio magnifico ma incrinato

Clid The Snail – Recensione, un guscio magnifico ma incrinato

Clid The Snail è un twin stick shooter che in fase di recensione si è mostrato come denso di qualità ma anche con alcuni grandi difetti.


Clid The Snail è il titolo inaugurale di un piccolo team di sviluppatori spagnoli, i Weird Beluga Studio. Un gruppo di amici sin dall’università che con grande passione ha portato avanti le proprie idee e che infine ha esordito con un gioco a tratti veramente affascinante. Tuttavia, nonostante i molti punti di forza, Clid The Snail si è presentato in questa fase di recensione come un prodotto con qualche difetto da dover considerare soprattutto sul lato del gameplay e tecnico. Se siete curiosi di sapere di più su questa peculiare esperienza ludica, non dovete far altro che continuare a leggere.

Una chiocciola armata contro gli orrori del micromondo

L’ambientazione e la narrativa di Clide the snail sono a nostro avviso la parte più riuscita dell’opera di Weird Beluga Studio, questo grazie alla buona resa artistica degli ambienti e a una caratterizzazione dei personaggi più che sufficiente. Gli eventi di gioco sono incentrati in uno strano futuro distopico, dove l’umanità è ormai estinta da molto tempo e ciò che resta in vita sul pianeta sono solo dei piccoli insetti e dei mammiferi che però sono riusciti a evolversi, divenendo nei secoli creature antropomorfe che rappresentano a tutti gli effetti i nuovi dominatori delle lande grigie che compongono questa Terra ormai spopolata. In particolare, il protagonista Clid è una chiocciola che contrariamente al modo d’agire della maggioranza della sua specie, ha un’indole da spaccone e testa calda e si presenta al giocatore come un guerriero coraggioso e brutale.

A fare da bilanciamento alla personalità dura di Clid ci pensa la lucciola Belu, una simpaticissima “pallina luminosa” che segue il protagonista nel suo duro viaggio di riscatto e che offre anche dei consigli sull’incedere dell’avventura. Il rapporto fra i due ricorda alla lontana quello fra Gatsu e Pack, che il buon Miura ci aveva mostrato nel manga Berserk. Comunque, anche se non si raggiunge un simile livello di profondità come quello dei personaggi del fumetto giapponese, fa comunque piacere vedere Clid e Belu punzecchiarsi e crescere insieme nel corso di una storia che ha tinte dark e gotiche. Infatti, come se non bastasse l’apocalisse umana, il gioco ci introduce sin dalle primissime battute a una nuova minaccia dalle potenzialità catastrofiche per il micromondo di gioco, vale a dire la piaga dei bavosi. Si parla di una pestilenza parassitaria che intacca vari tipi di esseri viventi, soprattutto le lumache (senza guscio) e che le spinge a perdere la testa e ad attaccare senza pietà chiunque. Le premesse della storia quindi, per quanto non originalissime, sono comunque molto interessanti, così come il proseguo di buona parte dell’avventura.

Una chioccola dal guscio incrinato

Se quindi dal lato della storia Clid the Snail ha delle ottime premesse, è anche vero che dal punto di vista del gameplay abbiamo trovato alcune beghe di bilanciamento significative mentre provavamo il titolo per questa recensione. Uno degli elementi più problematici del gioco prodotto da Koch Media risiede proprio nel bilanciamento e nella strutturazione del mondo di gioco che a tratti presenta picchi di difficoltà vertiginosi alternati a sezioni dalla difficoltà irrisoria. Infatti, a differenza dei canoni del genere twin stick shooter, il titolo non scatena masse infiniti di nemici ma preferisce inserire piccoli gruppi di avversari che solitamente sono molto semplici da contrastare viste le numerose opzioni offensive di Clid. Quello che manca alla nostra chiocciola è la difesa, visto che basteranno pochi colpi per arrivare al game over e la schivata, per quanto utilissima, ha tempi di ripristino e utilizzo molto lunghi, quindi va usata con moderazione per evitare di rimanere scoperti.

Per questo motivo in alcuni momenti, quando non sono più piccoli gruppetti di avversari ad attaccarci ma veri e propri eserciti di mostri, la situazione diventa improvvisamente critica e quasi snervante, obbligandoci a dare fondo a tutte le nostre risorse anche solo per sperare di sopravvivere. Fa strano vedere queste situazioni perché poco dopo può capitare di ritrovarci nuovamente in battaglia contro piccoli squadroni e riuscire così a massacrare tutti i nemici senza alcuna difficoltà. Alla componente ludica da battaglia si sommano poi alcune sezioni ad enigmi, alcuni piuttosto stimolanti, altri meno riusciti, e quasi tutti i rompicapi secondari garantiscono una ricompensa opzionale come dei semi che aumentano i nostri scarsi punti vita. Fra parentesi, visto il livello altissimo di sfida di certe sezioni è estremamente consigliabile cercare di ottenerne quanti più possibile, onde evitare di restare bloccati in determinate sezioni più ardue.

Clid The Snail

Vi sono poi anche dei segmenti di gioco che includono delle meccaniche trial and error che purtroppo si combinano a parti di gioco con un sistema di salvataggi che potremo definire quasi hardcore. Per salvare la partita sarà infatti necessario raggiungere dei checkpoint raffigurati come dei fiori, ovvero Denti di Leone, che oltre al salvare i nostri progressi ripristineranno anche i punti vita persi. Peccato però che questi punti di salvataggio siano “usa e getta” quindi attivabili solo la prima volta che li si raggiunge. Ne consegue che se dovessimo esserci dimenticati qualcosa nel percorso e magari volessimo tornare indietro per recuperare per esempio un Seme e poi decidere di proseguire per la via principale, una potenziale morte durante il tragitto primario ci farebbe ripartire dal punto di salvataggio con i progressi totalmente cancellati. Se poi questo fenomeno si va a sommare con le già citate sezioni di trial and error dove morire per trappole ambientali è facilissimo, ci si ritroverà a rifare una determinata sezione di gioco numerose volte per riottenere gli item persi fino a quel momento. Su questo punto avremmo preferito un sistema di salvataggio similare ai falò di Dark Souls che magari sarebbe stato più funzionale allo scopo.

Finiti i lati negativi sul gameplay, dobbiamo però accennare ad alcuni punti interessanti che riescono comunque a riscattare – anche se solo in misura minore – il lato ludico del titolo. Parliamo del sistema di combattimento che, seppur non perfetto, garantisce alcuni momenti soddisfacenti grazie all’assortimento di armi da fuoco e dei gusci (le casette delle chiocciole) che potranno essere intercambiati, lì dove ognuno di questi possiederà poteri unici estremamente dirompenti, fondamentali soprattutto nelle sezioni più ardue. Le armi da fuoco, poi, sono funzionali e utili contro buona parte dei nemici se usate con cognizione di causa; ad esempio il fucile blaster iniziale può sembrare una scelta poco attraente una volta sbloccate nuove e potenti bocche da fuoco come ad esempio il lanciafiamme. Tuttavia, grazie al colpo caricato del blaster Clid è in grado di massacrare i bavosi con un solo proiettile laser devastante, dando quindi giustizia a quest’arma magari non potentissima con il fuoco primario.

 

In Clid The Snail arte e tecnica non raggiungono lo stesso livello

Durante la nostra partita abbiamo purtroppo riscontrato anche un altro serio problema, relativo soprattutto alla componente tecnica del gioco su PlayStation 4 standard. Questa versione ha purtroppo dei difetti consistenti a causa di texture poco definite e di un frame-rate decisamente ballerino. Non ci sono scusanti su questo versante, la versione PS4 ha necessità di alcuni miglioramenti. Questa valutazione oggettiva si va però a scontrare con il magnetico lato artistico del titolo che a nostro parere ha un grandissimo fascino. Il mondo di Clid the Snail è infatti un micro-universo dark che porta il giocatore in un pianeta Terra che è passato ben oltre al genere umano. Un mondo inquinato, dove la scala dei residui della spazzatura umana rende questi “reperti” quasi inquietanti e gargantueschi, come ad esempio gli elettrodomestici o attrezzi di uso quotidiano come gli accendini.

Clid The Snail

Le piccolissime specie di animali si ritrovano quasi ad ammirare con devozione questi antichi “Giganti” ignorando però la ragione della loro tragica fine. Il mondo di gioco sa quindi tratteggiare un’affascinante fiaba nera, dalle grandissime potenzialità espressive e artistiche. Proprio in ragion di ciò, è quindi un vero peccato constatare come così tante belle idee sulla carta siano state realizzate in modo non ottimale, se non addirittura problematico, almeno sulla console old gen di casa Sony, soprattutto in termini di frame-rate. Gli sviluppatori hanno promesso prestazioni molto migliorate su PlayStation 5 e PC, ma allo stato attuale non abbiamo ancora avuto modo di testare queste versioni e di conseguenza non possiamo esprimerci in merito.

Game Legends Stories

Recensione
  • Clid The Snail
    6.5Voto Finale

    Clid The Snail è un titolo dalle grandissime potenzialità e per essere il primo gioco del giovanissimo team spagnolo dei Weird Beluga Studio è anche un gioco discreto. Questo grazie alla grande passione che è stata riversata nella creazione di un universo che anche se non originalissimo riesce comunque a creare un grandissimo fascino. Un vero peccato quindi che dietro queste premesse ci sia un titolo imperfetto sia dal punto di vista del gameplay che da quello grafico. Nonostante i problemi, non ci sentiamo però di condannare in toto questo esperimento, perché carico di grandi potenzialità artistiche e dalla storia interessante per quanto abbastanza breve (8-10 ore).

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