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Close To The Sun – Recensione del nuovo titolo di Storm in a Teacup

L’ascesa verso nuove vette per i titoli tricolore è sempre più una realtà: anche se la strada per raggiungere blasonati titoli tripla A è...

L’ascesa verso nuove vette per i titoli tricolore è sempre più una realtà: anche se la strada per raggiungere blasonati titoli tripla A è ancora molto lunga, le produzioni indipendenti italiane degli ultimi anni stanno mostrando veramente gli artigli, imponendosi non solo per la rinomata qualità concettuale che ci contraddistingue, ma anche per un comparto tecnico finalmente degno di nota. Ponendosi a metà tra le due categorie, Wired Productions e Storm in a Teacup ci propongono – tramite il launcher di Epic Games – un’avventura in prima persona molto particolare, dove scienza e fantascienza si uniscono in un gigantesco connubio horror. Close To The Sun è un interessante avventura story driven (attenzione, non un survival horror), un viaggio attraverso dubbi e paure che non metterà alla prova il giocatore con un livello di difficoltà estremo, quanto più sul piano psicologico ed emotivo. Se siete stati invitati su questa nave, molto probabilmente stiamo parlando di uno dei cervelli più brillanti attualmente in circolazione: siete pronti a salpare?

Il progresso, prima di tutto

Close to The Sun ci vede prendere il controllo di una giovane giornalista di nome Rose Archer, che dopo aver ricevuto una particolare lettera da sua sorella Ada, si reca a bordo della Helios, un’imponente nave in mezzo all’oceano dove si sono riunite tutte le menti più brillanti del secolo in corso (fine ottocento). A riunire tutti questi cervelli (e nel gioco ne verranno annoverati di incredibilmente noti, come un certo Albert) è stato niente meno che Nikola Tesla, divenuto un uomo di estrema influenza e con un genio comparabile a pochi. La sua azienda, la Wardenclyffe, ha preso sotto la sua ala questi geni per compiere ricerche rivoluzionarie in ogni ambito, dalla botanica, alla meteorologia, fino chiaramente all’energia elettrica e… qualcos’altro. Nel gioco infatti, ci troviamo in un mondo immaginario dove lo stesso Tesla è riuscito a mettere in pratica il suo potenziale e a cambiare il mondo per sempre. Non appena metteremo piede sulla Helios tuttavia, ci renderemo conto che qualcosa non quadra: l’immensa imbarcazione è sotto rigida quarantena, e le varie sezioni del posto sono disseminate di sangue e morte… e queste sono solo le cose meno pericolose. Tra spie di Newton, richiami ai fatti di Whitechapel, capitoli che concettualmente riconducono alla mitologia greca, e minacce che non vi anticiperemo, la vita della nostra Rose sarà costantemente in pericolo.

La trama del gioco si svolge interamente nella maestosa città galleggiante, e nei 10 capitoli (più prologo) che la compongono sono molti i segreti con cui verremo in contatto. Tuttavia la cosa fondamentale sarà capire noi stessi quali processi si stanno svolgendo: molte delle domande che vi farete in game rimarranno volutamente senza risposta, o quanto meno apriranno degli interrogativi dove il giocatore sarà portato ad ipotizzare in prima persona. Ecco qui che, al di là delle numerose interpretazioni che si possono dare a Close To The Sun, rimane aperto uno spiraglio grosso quanto una casa (o come una frattura spazio-temporale) che alla fine della vicenda narrata potrebbe tranquillamente lasciare spazio ad un seguito. Sia chiaro, la trama narrata può essere tranquillamente autoconclusiva.

Time is not a River

Oltre ad essere un argomento che per un fortuito caso collegato alle recenti uscite cinematografiche, anche in Close to the Sun viene trattato – ma non vi anticiperemo in che modo – il tema del tempo e della manipolazione di esso, come se passato, presente e futuro fossero tutti cuciti tra loro. Di conseguenza, anche le minacce che popolano la Helios saranno ad esso collegate… mai giocare col fuoco. Il gameplay, come anticipato, non ricalca le linee classiche dei survival horror, tanto da staccarsene in modo quasi definitivo: il nostro compito sarà principalmente quello di esplorare le varie sezioni della nave in cerca di collezionabili (a tema per ogni capitolo) e informazioni importanti, risolvendo gli enigmi, e aprirci man mano la strada per raggiungere i nostri personali punti di interesse, il tutto in modo decisamente guidato. Oltre a ciò, dovremo anche fare in modo che la nostra cara Rose riesca a rimanere in vita, e per questo spesso ci troveremo a scappare: il gioco non è un action votato al combattimento – infatti non potremo difenderci – e ci saranno dei precisi momenti in game dove il nostro scopo sarà solamente quello di correre più veloce del vento. Chiaramente non sempre riusciremo a farla franca al primo tentativo, e in un paio di casi in particolare si instaurerà un rapporto trial and error. La difficoltà del gioco in ogni caso è medio-bassa, non solo per la mancanza di un numero di vite o di una forma di game over, ma anche per gli enigmi estremamente intuitivi, e con solo poche zone dove sarà possibile perdere la bussola, dato che molto del nostro percorso sarà un corridoio a direzione obbligatoria. Durante la fuga però, viene inserita un’interessante feature: tramite il tasto normalmente adibito allo zoom, mentre scappiamo da qualcuno potremo guardare direttamente alle nostre spalle, e renderci conto di quanto realmente sia vicina la minaccia! Tranquilli, potrete farci i conti più volte durante le 6 ore previste per il completamento del gioco.

“Il Passato è loro, il Futuro è mio”

Sul piano tecnico il titolo si difende molto bene, sfruttando appieno l’Unreal Engine 4, mostrando però il fianco con qualche leggero difetto di aliasing anche a qualità massima, ma anche dei movimenti piuttosto “goffi” di tutte le figure umanoidi “vive” che incontreremo e la loro poca credibilità. Tutto ciò però si contrappone fortemente ad una costruzione degli ambienti affascinante, dove un level design di tutto rispetto si scontra con l’immensità della Helios e della sua inconfondibile Art Deco. Fondere l’alone di morte con le sale e i laboratori della nave è stato un lavoro sicuramente azzeccato, che è riuscito pienamente nell’intento di proporre delle location allo stesso tempo ampie ma claustrofobiche, ma soprattutto riuscendo a capire – analizzando il tutto attentamente – che anche i corpi smembrati che troviamo all’interno delle varie zone sono in quel posto per un motivo, come se gli sviluppatori avessero pensato a loro nel momento della loro morte, a cosa stavano facendo prima, e cosa è successo ai loro corpi subito dopo. Sono inoltre disseminati in Close to The Sun dei particolari easter egg, alcuni sotto forma di collezionabili, altri semplicemente come luoghi o oggetti (è presente addirittura un museo con tutte le reali invenzioni di Tesla, ispirate ai suoi veri progetti!).

Feel it, Hear it

Altra nota importante da segnalare è chiaramente il comparto audio: al di là della grandissima qualità della colonna sonora, e del tema principale originale, gli effetti sonori ricoprono un ruolo a dir poco determinante all’interno di Close to The Sun: è grazie a loro che ci sentiremo costantemente braccati, anche se in realtà le minacce sono ben lontane. Prendono spazio così anche rumori che mai sembreranno innocui, e silenzi imbarazzanti pronti a tramutarsi in pochi attimi in un terribile jumpscare (mai “spammati” e gestiti con cura). Altro aspetto da non sottovalutare è come qualsiasi voce (che sia quella di Rose o quella di qualcuno alla radio) cambierà il proprio “effetto” a seconda di dove ci troveremo: se ad esempio ci troviamo in un luogo piccolo, la voce sarà normale, ma se ci troviamo in un atrio enorme, verrà riprodotto fedelmente anche l’eco. La risposta è si: abbiamo anche provato a cambiare stanza mentre venivano pronunciati i dialoghi, e l’effetto cambiava a seconda della nostra posizione, un’accortezza da pochi.

Infine è giustissimo fare un appunto riguardo la localizzazione: era scontato, essendo un titolo tricolore, che durante la produzione si sia pensato chiaramente anche al pubblico italiano, tuttavia non era così scontato che venissero inserite così tante lingue alternative con cui fruire del gioco, dal cinese al giapponese al coreano, fino al polacco, al russo e alle altre maggiori lingue europee. Per quest’ultime inoltre, è stata effettuata non solo la traduzione testuale, ma anche il doppiaggio (Tedesco, Spagnolo, Francese, Inglese, Italiano). Per quanto riguarda il lavoro svolto per le voci nostrane, le interpretazioni sono state ottime, e a cura di professionisti.

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Recensione
  • Close To The Sun
    8Voto Finale

    Un esame di maturità in piena regola per Storm in a Teacup, che riesce per molti versi ad effettuare un ottimo salto di qualità. Riuscendo ad unire uno dei personaggi storici più amati dalla cultura pop ad una trama coerente per l'epoca trattata, e dosando al centesimo easter egg e jump scare, l'esperienza horror offerta Close to the Sun si rivela un compromesso con forte equilibrio. Risultando un action solo in parte e dedicandosi all'esplorazione, non sarà una sfida particolarmente impegnativa per i giocatori, che magari potevano sperare per qualche enigma in più o quanto meno per una complessità maggiore per quelli presenti. Tuttavia viene in soccorso una direzione artistica eccellente, con una caratterizzazione dei personaggi davvero imponente (soprattutto quelli femminili) e una gestione dei suoni degna di un Tripla A. Infine, ma non per importanza, l'aspetto emotivo e interpretativo del titolo, che vi farà porre domande su domande, e alle quali potrete trovare delle risposte solo da voi, magari completando ulteriori run del gioco.

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