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Cyber Shadow – Recensione di un’avventura ninja futuristica

Una storia di onore, ninja e robot impazziti prende vita in Cyber Shadow, Action Platform 2D di Mechanical Head Studios e Yacht Club Games.

Quando andiamo a parlare di prodotti che tentano di omaggiare il passato in qualche modo, non è mai facile trovare un modo giusto di valutarli nel loro insieme creativo. Questo perché gli sviluppatori affrontano la cosiddetta pixel art con pensieri e ideologie completamente diverse, cercando di proporre sensazioni quasi sempre opposte e perfino contradditorie al videogiocatore. Cyber Shadow fa quindi parte di questo filone, riproponendo nel 2021 un’estetica 8/16 bit ma cercando comunque di essere appetibile anche per l’utenza moderna, esigente – a volte fin troppo – di scorci grafici per nulla modesti. Mechanical Head Studios è quindi riuscita nel suo nobile scopo, oppure è cascata nell’anonimato e nel banale come è successo a molti altri in passato?

Un oscuro passato per un robotico presente

La storia è ambientata in un non specifico futuro e racconta di Shadow, un Ninja che è sopravvissuto allo sterminio del suo clan a causa di una terribile ribellione da parte di pericolosi robot. Durante quel giorno il nostro eroe viene travolto da un enorme esplosione, per poi risvegliarsi diverso tempo dopo all’interno di una sottospecie di capsula criogenica riparatrice. Diventando ormai mezzo cyborg e mezzo umano (da qui deriva il titolo del gioco), Shadow viene risvegliato e accompagnato da L-Gion, compagno che non solo rivela che la signora del clan è ancora viva e vegeta da qualche parte, ma che la colpa di tutto quello che è successo è dovuta dal perfido Dottor Progen. Per il ninja solitario inizia così un’avventura con una narrativa sicuramente semplice ma che riesce comunque a intrattenere, anche grazie a cutscene in puro stile fine anni 80 / inizi 90 e senza buchi di sceneggiatura. Ovviamente non è presente alcun genere di doppiaggio, mentre è da lodare la disponibilità di diverse lingue selezionabili, compreso l’italiano, sicuramente dovuta all’aiuto offerto da Yacht Club Games nella realizzazione del gioco.Cyber Shadow

Parliamo subito dell’aspetto grafico, che come menzionato si rivela  in un particolare pixel art, il quale sfrutta in maniera particolare il suddetto stile artistico. Cyber Shadow tenta certamente di proporre sensazioni che riportano indietro di quarant’anni, ma lo fa creando ambientazioni così dettagliate da affascinare il videogiocatore. Infatti, il prodotto non tenta la semplice strada di ripercorrere l’estetica di grandi classici come Shinobi, Shadow of the Ninja o i primissimi Ninja Gaiden, bensì crea un suo immaginario grazie ad effetti di luce, modelli e animazioni difficilmente riproducibili in quel determinato periodo storico. Quello che sorprende non è solo l’aspetto visivo – che non sfigura neanche in un qualsiasi schermo moderno – ma che il tutto è sviluppato principalmente da Aarne Hunziker. L’unico componente di Mechanical Head Studios ha realizzato principalmente questo prodotto, con un piccolo aiuto da parte Yacht Club Games in alcuni elementi come la colonna sonora o i porting su console. Noi abbiamo testato l’edizione PC del prodotto, e possiamo confermare l’ottimizzazione superlativa: Cyber Shadow si lascia giocare tranquillamente anche su hardware non proprio performanti. Un’ottima notizia è la completa assenza di bug o glitch di sorta, con un controllo dei movimenti ninja senza alcun genere di ritardo sia attraverso la tastiera, sia con un controller.

Il perfetto Ninja guerriero di Cyber Shadow

Cyber Shadow riesce certamente a creare un mondo vivo e affascinante, ma uno dei suoi più grandi pregi risiede comunque nel puro gameplay. Il giocatore controlla il protagonista all’interno di un action platform in due dimensioni che ricorda a tratti i classici Mega Man nella struttura ludica proposta. Il nostro eroe parte con un set limitato di abilità che, nel corso dell’avventura, vengono costantemente ampliate compiendo determinati obbiettivi. La cosa interessante è che lo sviluppatore si è autoimposto il limite di utilizzare solo due pulsanti di azione, oltre quelli del movimento, ma ciò non toglie che Shadow riesce comunque a eseguire un variegato set di mosse, dalla classica corsa ninja fino alle palle infuocate. Ovviamente il tutto non viene utilizzato unicamente per combattere i nemici lungo la strada, ma sono utili perfino per superare ostacoli o trovare segreti all’interno dei livelli. A tal proposito, Hunziker è riuscito a studiare nel millimetro ogni singolo elemento presente nel viaggio di Shadow. Proprio i nemici di turno sono davvero interessanti da analizzare, visto che non solo ne troviamo di diverse tipologie, ma che ognuna presenta attacchi distinti e diverse metodologie per sconfiggerli. Certo, l’IA è certamente basilare e gli avversari pensano principalmente ad attaccare o a camminare nel loro range di movimento, ma questo non è comunque l’obiettivo del prodotto. Bisogna poi notare come ci si trovi in un titolo fortemente lineare, seppur arricchito da backtracking secondario o aree segrete, spunti ludici tutt’altro che obbligatori. Questo serve principalmente per poter raccogliere qualche potenziamento alla vita o agli SP, in modo di poter agevolare il cammino che porta verso i titoli di coda.

Cyber Shadow riesce nel difficile compito di non prendere mai in giro in giocatore, visto che ogni singola morte viene percepita come una colpa derivata da uno sbaglio umano e non da qualche difetto di programmazione. Lo sviluppatore è stato comunque clemente in questo lato, non avendo inserendo alcun sistema di vite e avendo incluso diversi checkpoint in tutti i capitoli del gioco. Viene così concesso il tempo d’imparare le aree e lo schema di attacco di ogni avversario, così come le mosse da compiere per spostarsi in ogni singola piattaforma. Non aspettatevi comunque un prodotto semplice, ma non siamo certamente a livelli di sfida che qualche altro titolo del genere potrebbe creare. I checkpoint offrono, inoltre, diversi vantaggi come il recuperare la vita e gli SP, oltre a delle armi speciali che si rivelano molto utili nei vari combattimenti. Per poter attivare questi effetti bisogna però spendere la giusta quantità di monete in-game. Tuttavia, a dir la verità, se ne collezionano così tante che il giocatore difficilmente se ne ritrova a corto di utilizzo. Un’altra importante questione da menzionare è sicuramente la varietà ludica offerta dall’opera. Lo sviluppatore, infatti, non ha deciso di puntare esclusivamente su livelli 2D in cui si parte da un punto A per raggiungere un punto B, ma di volta in volta sono richiesti compiti variegati come infiltrarci in computer per “hackerare” il sistema, fare a gara con scimmie spirituali o perfino guidare una veloce e devastante moto. Insomma, il gioco si dimostra così pieno di idee che sembra scoppiare, eppure è così ben studiato ed amalgamato da lasciare sorpreso perfino l’utente più scettico.

Cyber Shadow

La battaglia per il destino del clan

Non possiamo poi non menzionare le epiche boss battle di Cyber Shadow, che si dimostrano numerose e tutte diverse l’una dall’altra. Ispirate sin dal semplice icone della vita alla saga originale di Mega Man, queste battaglie sfidano di volta in volta le abilità del giocatore in maniera intelligente e mai ingiusta. La cosa particolare è che non si sente il senso di ripetitività come in altri prodotti di questo genere, che tendono a ripetere molte volte lo stesso boss, aggiungendo in molti casi solo pochissime varianti. Il lavoro in questione non delude neanche nel comparto sonoro, grazie alle tracce composte da Enrique Martin e Jake Kaufman che si dimostrano di un ottimo livello qualitativo. Tutte quelle presentate riescono a sostare ben impresse nella mente dei giocatori, oltre a essere ben contestualizzate nelle vicende narrate, dimostrando ancora una volta come il musicista in questione riesce a lavorare magicamente nei limiti offerti dalle composizioni 8 bit.

Interessante notare come l’opera di Mechanical Head Studios presenti una longevità invidiabile, riconducibile non solo a una storia principale di buona durata, ma anche grazie ai numerosi obiettivi. Questi sono direttamente collegati ai trofei della piattaforma in cui giocate, e offrono diverse modalità per poter vivere il gioco in maniera sempre diversa. Concludiamo segnalando che l’edizione per Nintendo Switch è compatibile con tutti gli Amiibo della serie Shovel Knight, i quali creano fatine in grado di aiutare durante l’avventura. Questa funzionalità non è presente nelle altre edizioni del prodotto, e per questo non è stato possibile analizzarla a fondo. In ogni caso, è una feature tranquillamente secondarie e che non toglie niente alle altre edizioni di Cyber Shadow.

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Recensione
  • Cyber Shadow
    9Voto Finale

    Aarne Hunziker è riuscito nell'arduo compito di creare una lettera d'amore moderna agli anni 80 e 90 del videogioco. L'esperienza che ha realizzato in oltre otto anni di sviluppo si dimostra impegnativa ma giusta, artisticamente affascinante, con un gameplay curato al millimetro e molte altre feature che lo rendono un prodotto praticamente imperdibile per ogni appassionato.

    Versione Provata: PC
      Dettagli del Gioco

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