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Cyberpunk 2077: facciamo il punto della situazione sul gioco

Cerchiamo di ricostruire insieme i primi giorni della nuova IP di CD Projekt RED
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Sono passati pochissimi giorni dal lancio di Cyberpunk 2077, attesissima nuova IP di CD PROJEKT RED che prometteva di essere il canto del cigno di questa generazione, titolo che avrebbe dovuto segnare un nuovo standard di eccellenza per storia e gameplay, e punto di partenza per gli anni videoludici a venire… e in un certo senso lo è stato. Ma non per tutti. Le avventure di V e Johnny Silverhand si sono rivelate infatti radicalmente diverse se giocate su PC, console next-gen, console mid-gen o su macchine old-gen, creando un divario notevole nelle esperienze degli utenti. Per chi ha acquistato il titolo su PC, Cyberpunk 2077 è quanto di più vicino possibile all’idea che i ragazzi di CD Projekt RED avevano – ed hanno – della loro creatura. Un passo indietro, ma non lontanissimo, lo si ha se invece lo si gioca su Playstation 5 e Xbox Series X|S. Il discorso cambia poi radicalmente se il gioco viene fatto girare sulle console mid-gen, e diventa quasi insostenibile su PlayStation 4 e Xbox One. Ma andiamo con ordine, cercando di ricostruire il lancio del gioco più atteso dell’anno e le lamentele degli utenti. Starà a voi decidere se siano o meno giustificate, e di chi siano le responsabilità maggiori in questa faccenda.

Cyberpunk 2077: il Day One

Cyberpunk 2077 è stato lanciato sul mercato lo scorso 10 dicembre, e dopo le prime ore di gioco sono emerse in rete la prime lamentele, che nel corso delle successive 24 ore e nei giorni a seguenti sono diventate una vera e propria protesta. Una protesta che, tuttavia, non ha coinvolto tutta l’utenza. La particolarità dell’affaire Cyberpunk è stata proprio quella di essere un caso diverso in base alla tipologia di utente. Partiamo dai PC gamer: sulla piattaforma di Steam, i fan del titolo che lo attendevano ormai da incalcolabili mesi, hanno iniziato subito a scaricarlo e a giocare, raggiungendo un picco di oltre un milione di utenti in contemporanea in meno di 12 ore dal lancio. Un numero notevole, tenetelo a mente. Se consideriamo infatti che Cyberpunk 2077 è disponibile anche su altri store, come GOG ed Epic Games, superiamo facilmente tale cifra solo nel primo giorno. Per questo elevato numero di giocatori, come abbiamo detto, Cyberpunk è stata l’esperienza che avevano pensato di realizzare, ed hanno effettivamente realizzato, i ragazzi di CD PROJEKT RED. Un gioco stupendo, meraviglioso, con tutte le richieste che si possono fare ad un titolo next-gen. Frame rate stabile, risoluzione elevata, pochissimi bug, un gameplay entusiasmante e una trama hollywoodiana. Il gioco che ha convinto la critica, e che ha ben meritato un punteggio superiore al 9 su Metacritic. Il gioco che tutti aspettavano.

Cyberpunk 2077Passiamo quindi alla prova degli utenti console next-gen. Per quei pochi (ma neppure troppo pochi, viste le vendite) possessori di PlayStation 5 ed Xbox Series X|S, l’esperienza di questi primi giorni si è avvicinata moltissimo a quella dei giocatori PC cosa ottima se si pensa che si tratta di una “versione emulata”, perché la versione next-gen effettiva di Cyberpunk 2077 arriverà nel 2021. Al netto di qualche compromesso grafico o tecnico e di qualche compenetrazione e pop up, Cyberpunk gira sulla console next-gen in maniera splendida. Per un Open Word così vasto e complesso, aspettarsi la totale assenza di problematiche legate a glitch grafici e bug è impossibile, e nemmeno la pretendiamo. Non sono quindi stati neanche i giocatori in possesso di console next-gen a far scattare la scintilla che ha poi acceso il fuoco della polemica, in quanto quest’ultimi possono ritenersi pienamente soddisfatti. Ma, se scendiamo ancora di un livello, entrando nella fetta più grande di utenza, quella old-gen, il discorso si fa decisamente diverso.

La stragrande maggioranza dei videogiocatori ha sperimentato fin dalle prime ore di gioco una situazione radicalmente opposta a quella dei loro fortunati colleghi. Forti di una campagna pubblicitaria monumentale, del credito generato dal grande successo di The Witcher 3, e delle recensioni positive della critica arrivate nei giorni prossimi al lancio, CD PROJEKT RED ha convinto milioni di utenti a prenotare e acquistare il gioco, tanto che Cyberpunk 2077 è stato lanciato con all’attivo la bellezza di 8 milioni di pre-order, una cifra a cui vanno aggiunti i numeri delle vendite del day one, riuscendo così a ripagare da subito i costi di sviluppo e della campagna marketing. Il cuore di questo nutrito numero di acquirenti è, per forza di cose, costituito da possessori di PlayStation 4 e Xbox One, console sulle quali il titolo è purtroppo molto lontano rispetto all’immagine che questi si erano creati nei numerosi Night City Wire rilasciati nei mesi precedenti al lancio. Ed è proprio da questa nutrita utenza che è nata la protesta, che ha colpito la software house polacca come un macigno, portando al crollo delle sue azioni in borsa: la perdita ammonterebbe al 29% del picco di valore registrato il 4 dicembre 2020, ossia 443 PLN.

La Patch 1.04

Bug, cali di frame rate, glitch grafici, caricamenti nelle texture decisamente lenti o assenti del tutto. Sono solo alcuni dei problemi riscontrati dai giocatori old-gen durante le loro prime ore di gioco. La situazione, su PlayStation 4 PRO e su Xbox One X migliora un poco, ma nulla che avvicini l’esperienza a quella su PC. Pur essendo consci che le differenze ci sarebbero ovviamente state, i videogiocatori old-gen non si aspettavano tuttavia questa serie di criticità, e sono quindi passati all’azione. La gran parte, protestando sui social, o arrivando addirittura alle richieste di rimborso. Un’altra parte, invece, attaccando direttamente CD PROJEKT RED, che ha visto la media voto del titolo su Metacritic abbassarsi drasticamente riguardo le versioni old-gen, con quella PlayStation 4 arrivata ad un 2.3 su 10. La rabbia degli utenti è poi aumentata, quando sono venute alla luce informazioni riguardo ad alcuni bonus che sarebbero andati al team di sviluppo, nonostante l’andamento del gioco. A girare il coltello nella piaga è poi arrivata anche Google Stadia, che ha simpaticamente preso in giro Sony e Microsoft, chiedendo all’utenza come girasse Cyberpunk su PayStation 4 e Xbox One.

CD PROJEKT RED è quindi corsa subito ai ripari, rilasciando la Patch 1.04, rassicurando di aver risolto gran parte delle problematiche. Gli sviluppatori hanno spiegato di aver cercato di migliorarne la fluidità e la qualità visiva, diminuendo i fastidiosi effetti pop-in dei veicoli in strada; è stato quindi velocizzato il cambio della visuale dalla prima persona a quella esterna durante la guida e risolti diversi problemi di animazioni che coinvolgevano un gran numero di NPC durante alcune missioni. Per quanto concerne la giocabilità invece, è stato corretto un fastidioso problema che riguardava l’anteprima delle armi, nella sezione di crafting. Tuttavia, le proteste degli utenti non sono cessate con questa patch, anzi, poiché le maggiori criticità del titolo su old-gen sono ancora tutte lì. Addirittura Sony si è vista costretta ad aprire ai rimborsi per gli utenti insoddisfatti.Cyberpunk 2077

Ed ora?

Pochissime ore fa, nella mattinata di oggi 14 dicembre, CD PROJEKT RED è intervenuta ufficialmente sulla questione, scusandosi pubblicamente sui propri canali social. La software house ha chiesto scusa per non aver aver mostrato il gioco base sulle console old-gen prima della sua uscita ufficiale, promettendo che una nuova patch arriverà nel giro di 7 giorni. Non solo, rilasceranno ulteriori aggiornamenti ogniqualvolta saranno disponibili dei miglioramenti, programmandone già due, una per gennaio e una per febbraio. Infine, promettendo supporto costante anche agli utenti PC.

Sembra quindi che per coloro non ancora passati alla next-gen si stiano aprendo degli spiragli verso un’esperienza di gioco migliore. Bisognerà vedere, però, se la frattura creatasi tra l’utenza e la casa di sviluppo polacca non sia ormai insanabile, e se i videogiocatori avranno la pazienza di aspettare CD PROJEKT RED ancora un altro po’. La software house si è anche adoperata verso chi ormai ha deciso di non riporre più fiducia in loro, aprendo ad una politica di rimborso, sia presso i riveditori, sia direttamente sul proprio sito ufficiale. In questa breve analisi, abbiamo cercato di essere quanto più oggettivi possibile, riscostruendo i fatti dell’ultima settimana così da darvi tutti i mezzi per approfondire la questione e farvi un’idea di chi occupi le posizioni del torto e della ragione; e nel caso siate tra coloro che sono rimasti coinvolti in questa debacle, vi invitiamo a raccontarci la vostra esperienza.

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