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Devil May Cry 4: l’arrivo di Nero e il salto di generazione

Accogliamo il nuovo eroe, al fianco del carismatico Dante
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Il salto generazionale da PlayStation 2 a PlayStation 3 è stato uno, dai punti di vista produttivi per una singola azienda, più particolari di sempre; questo sia in termini di qualità tecnica, sia soprattutto per quanto riguarda la quantità di titoli sfornati per la piattaforma. Dopo aver abbondantemente parlato dei primi due capitoli della serie Devil May Cry, e dopo aver riassaporato il trionfo ottenuto con Devil May Cry 3, arriviamo quindi allo scalino, quello che porta la saga di Capcom anche sulle console di Microsoft: Devil May Cry 4. Questo nuovo capitolo della saga dei figli di Sparda però non si ferma al solo proporci un titolo più curato sotto molti aspetti, ma ci introduce anche a un nuovo personaggio principale che sarà il co-protagonista (se non qualcosina in più) del carismatico Dante: Nero. Ma chi è in realtà questo giovane ragazzo con il braccio demoniaco? Qual è la sua connessione alla trama principale?

Con questo quarto numero continua la nostra carrellata di speciali sulla serie Devil May Cry attendendo trepidanti Devil May Cry V. Nel prossimo capitolo (che vi ricordiamo arriverà venerdì prossimo come ogni venerdì) andremo invece a trattare DmC: Devil May Cry, il reboot della serie che avrebbe voluto creare un nuovo inizio, ma che si è rivelato una delusione per moltissimi fan della serie (anche se al netto di moltissimi punti a favore). Siete pronti al rock?

Devil May Cry 4

Il canto di Kyrie

L’incipit di Devil May 4 è di sicuro quello più atipico dei capitoli fin ora arrivati in commercio: il filmato iniziale mostra Nero correre tra le strade della città per raggiungere in fretta e furia una cerimonia, dalla quale sentiamo innalzarsi il canto melodioso di una fanciulla. Non ci vuole molto per rendersi conto che tra i due giovani ci sia un interesse romantico, e anche questi sentimenti nei confronti di Kyrie saranno determinanti per l’evolversi delle vicende. Una volta che Sanctus – l’Alto Sacerdote dell’Ordine della Spada – prende la parola, il braccio di Nero comincia a brillare, e proprio in quel momento dal soffitto vedremo fare irruzione Dante, che senza troppi complimenti pianta una pallottola in testa al prelato. Come era lecito aspettarsi, Nero non si rende conto di ciò che sta realmente accadendo, e legge Dante come un nemico che sta mettendo in pericolo la vita di Kyrie. Dopo una battaglia tra i due (che fungerà anche da tutorial), prenderà piede la trama principale, che sarà strutturata in modo decisamente atipico.

devil may cry 4

Andata e Ritorno

Una delle caratteristiche base di Devil May Cry 4 è che ci ritroviamo, come già accaduto in Devil May Cry 2, a seguire la storia tramite due personaggi principali, anche se stavolta il titolo non è “spezzato” in due CD. Quello che faremo sarà infatti seguire una sorta di strada “di andata” con Nero, imparando a saggiarne le abilità di cui parleremo tra poco, per poi proseguire con la seconda metà del gioco utilizzando Dante, in quello che può essere definito una sorta di scomodo backtracking, che vedrà il figlio di Sparda affrontare gli stessi boss demoniaci che Nero (il quale non faticheremo molto a collegare sia il nipote di Dante) ha già malmenato in precedenza. Questo dualismo ci porta dunque a vivere l’avventura in un certo senso nuova, spingendoci a imparare tattiche nuove per sfruttare al meglio le qualità peculiari di uno e dell’altro personaggio.

Dopo il rilascio ufficiale è stato tempo dell’avvento della Devil May Cry 4 Special Edition, che ha aggiunto come personaggi giocabili all’interno del titolo anche le due letali ragazze collaboratrici di Dante, ovvero Lady e Trish, e l’immancabile fratello gemello Virgil. Oltre a questo, l’esperienza è stata arricchita con una nuova modalità di gioco, nuovi costumi e un comparto tecnico limato.

Accelerazione impetuosa

Una volta imboccata la strada giusta, imparando da quanto fatto e seguendo le orme di Devil May Cry 3, Devil May Cry 4 ripropone ottime dinamiche Hack ‘n’ Slash condite da una buona dose narrativa. Lì dove si dice “squadra che vince non si cambia” ritroviamo quindi le peculiarità della serie, con il contatore di Stile a evidenziare quanto stiamo variando le nostre spettacolari combo, fino alla visuale in terza persona (con leggeri passi in avanti per quanto riguarda il tallone d’Achille segnato dalla telecamera), e altre caratteristiche generali di cui ormai la saga può far vanto.

Correggendo tuttavia gli errori fatti in Devil May Cry 2, stavolta la differenza tra i due personaggi principali ha maggior senso, evidenziando questo dualismo non solo con le loro personalità, ma anche con un gameplay che li distingue enormemente (anche grazie alle armi di cui dispongono). Ognuno di loro seguirà la sua personalissima storyline: Nero è affiancato dalla sua inseparabile spada Red Queen (una lama con l’elsa in grado di “accelerare” come fosse una motocicletta e con tanto di contagiri), e dal Devil Bringer, un braccio demoniaco dalle fattezze non proprio umanoidi. Il figlio di Virgil (buon sangue non mente) dispone anche del Devil Trigger, per passare in modalità demone, ma anche – a un certo punto della storia – della Yamato, la letale katana di suo padre.

devil may cry 4 nero

Quando invece circa a metà gioco prenderemo il controllo di Dante, vedremo che le dinamiche torneranno molto simili a quelle viste in Devil May Cry 3: infatti il figlio di Sparda disporrà dei quattro stili di combattimento che in quello stesso capitolo abbiamo imparato a usare, ovvero Swordmaster, Trickster, Royalguard e Gunslinger. Modificando però il macchinoso metodo che ci costringeva a mettere in pausa il gioco per cambiare dall’uno all’altro, in Devil May Cry 4 possiamo farlo direttamente con i tasti del pad. Anche dante più avanti nel gioco potrà usare la Yamato, ottenendo inoltre anche lo stile Dark Slayer.

Un’aggiunta che invece non è legata strettamente a un personaggio, ma è totalmente gradita, sono le Proud Soul, ottenibili ricevendo nelle missioni dei punti stile, e che possono essere scambiate alle Divinity Statue per ottenere nuove abilità o attacchi, ma anche per potenziare gli stili.

Devil May Cry 4 è un titolo molto particolare, che nonostante le ottime aggiunte e il salto generazionale, per qualche motivo a livello di godibilità non è riuscito a superare il suo predecessore, come se mancasse ancora qualcosa. Tuttavia la qualità del titolo Capcom è fuori discussione, e il cambio di marcia – o per meglio dire, la rivoluzione – arrivata con il reboot di cui parleremo tra sette giorni… beh, ha lasciato spiazzato l’intero pubblico. E non in positivo.

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