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Diritto Esportivo per i giocatori: ecco la nostra intervista

Abbiamo parlato con Andrea Mileto e Manuela Magistro di Lexant, uno degli studi legali italiani con maggiore esperienza in questo ambito
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Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di parlare con Andrea Mileto e Manuela Magistro del dipartimento di Diritto Esportivo di Lexant, uno degli studi legali italiani con maggiore esperienza in questo ambito.

Il giocatore esportivo è ormai un tipo di figura sempre più avvicinata dai giovani come ambizione, un po’ come 30 anni fa invece era il calciatore o qualunque altro tipo di sportivo. Secondo voi questo tipo di figura è tutelata abbastanza?

Vero, al giorno d’oggi i Pro Player godono di grande fama ed ammirazione tra i ragazzi delle nuove generazioni, rappresentando per gli stessi dei veri e propri modelli da seguire ed imitare. Al tempo stesso però, non essendo questo settore riconosciuto come attività sportiva dal CONI e non avendo una disciplina normativa specifica (come avviene, invece, ad esempio in Francia), l’inquadramento giuridico del rapporto contrattuale intercorrente tra Pro Player e Team costituisce sicuramente una delle maggiori problematiche legate al mondo eSports.

Diritto eSportivoQuali sono i casi più eclatanti che vedono al centro di problematiche di vario genere l’Esportivo?

Uno degli aspetti sicuramente più delicati è rappresentato dall’età dei Pro Player, i quali spesso sono minori. Per fare un esempio, notizia del mese scorso, il giovanissimo Joseph “33 Gosu” Deen, dell’età di 8 anni, ha firmato il suo primo contratto con un Team eSport. Oltre alle ovvie problematiche giuridiche – ma anche etiche – legate all’età del Player, altri aspetti problematici e significativi della mancanza di una disciplina del settore riguardano il doping, il match fixing e la tutela della salute dei Player.

C’è un modo per evitare che una new entry del settore, mettiamo caso un giovanissimo che viene adocchiato da qualche squadra, rimanga magari incastrata in contratti poco chiari o in problematiche fastidiose?

Il rischio esiste e, anzi, spesso è concreto. I contratti sottoposti ai Player molto spesso sono carenti dal punto di vista giuridico, andando a disciplinare il più delle volte in modo generico e poco puntuale il rapporto con il gamer o addirittura utilizzando fattispecie giuridiche non idonee allo scopo.

Che tipo di servizi consigliate a chi vuole avvicinarsi a questa professione?

Il consiglio è di affidarsi ad un servizio di consulenza legale e fiscale, che abbia esperienza nel settore. Ciò non solo con riferimento ai Player, ma anche a tutela di tutte le altre parti coinvolte nel rapporto contrattuale (Team, potenziali sponsor, ecc). Altro aspetto importante, su cui è opportuno porre l’attenzione e che dovrebbe essere sempre garantita con la consulenza di cui sopra, è la formazione. Ritengo infatti essenziale la sensibilizzazione dei Pro Player (spesso minori che non hanno alcuna contezza delle problematiche giuridiche alla firma di un contratto, alla propria posizione ed ai rischi cui vanno incontro), dei soggetti apicali dei Team e di tutte le persone che lavorano nell’emergente settore dell’eSport in relazione ad alcune tematiche quali aspetti giuridici e fiscali dei rapporti contrattuali, doping, match fixing, game disorder e regolamento etico.

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