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Dominaria, Magic The Gathering – Recensione

Il 27 aprile è uscita in tutte le fumetterie la nuova espansione di Magic: The Gathering, chiamata Dominaria. L’espansione non fa parte di blocchi, e punta a seguire un nuovo modello che (secondo R&D di Magic) migliorerà lo Standard. L’espansione contiene 269 carte, ed è stata seguita dall’autore che curò Innistrad, puntando a festeggiare nel migliore dei modi i 25 anni del gioco di carte collezionabili più famoso della storia.

L’espansione inserisce nuove interazioni, abilità e dinamiche:

  • Tornano finalmente gli archetipi tribal!
  • Arrivano le saghe, incantesimi che all’atto pratico, cadenzano delle abilità in tre diversi turni, ricreando delle dinamiche della lore di Dominaria.
  • Artefatti, carte leggendarie e saghe ora sono magie storiche, creando nuove interazioni.
  • Nuove creature leggendarie, nuovi planeswalker, insieme alle stregonerie leggendarie, magie che potremo lanciare solo se controlliamo la relativa creatura o planeswalker leggendari.

Essendo un’espansione dedicata alle vecchie fiamme, Dominaria presenta delle ristampe molto interessanti:

  • Torna l’acceleratore di mana più famoso di Magic, l’Elfo di Llanowar
  • Insieme a lui, l’artefatto Loto Dorato
  • Il mazzo Goblin torna a splendere (e a correre) grazie al Condottiero Goblin
  • Si torna a pescare (e profetizzare) con l’istantaneo ad un mana blu Opzione
  • Non possono passare troppi anni senza l’Angelo di Serra

Dal punto di vista pratico, la maggior parte delle carte di Dominaria punta a restaurare delle dinamiche monocolore, arrivando a concretizzare ognuno di essi con le proprie principali caratteristiche. Per questo il bianco torna ad essere carico con il White Weenie, Scomporre nel blu riporta bilancio nel control puro (e Sfinge Nembomante, una sorta di nuovo Vagabondo Pensoso, lancia gioia ai vecchi giocatori che amano avere la partita in pugno), il verde riparte ad accelerare con Legame Spezzato (una sorta di Ritorno alla Natura che permette di giocare una terra). Non mancano removal per il lato nero del gioco.

La dinamica preponderante però in questa espansione nuova è l’interazione tra magie storiche, carte leggendarie e stregonerie leggendarie. Molte di queste avranno triplice costo specifico di mana, e come già detto, puntano a riportare il monocolore giocabile (almeno in Standard). Alcune terre rare aiutano a gestire queste carte. Giocando magie storiche, concatenando effetti di vario tipo e facendo girare il mazzo intorno a combo gestite da planeswalker e stregonerie leggendarie, Dominaria arriva a stravolgere molto il meta, cercando di riportare tutto ad un tempo dove per vincere non serviva avere due colori ed uno splash di un terzo. Il ritorno inoltre del monocolore punta a riportare un auge degli archetipi di mazzo inusati negli ultimi anni, ma che potrebbero davvero stravolgere il meta, con i pro e i contro del caso.

Gli altri formati

Come abbiamo già detto, Dominaria punta a risollevare il formato Standard, il quale cambia con molta velocità nel corso del tempo. In modern, invece, alcune carte potrebbero cambiare un po’ la dinamica. Il mazzo tritoni, infatti, potrebbe arricchirsi del Merfolk Trickster: con l’abilità Lampo, potrebbe essere lanciato in qualunque momento, trasformando carte forti in semplici carte senza effetti (uno su tutti, il Tarmogoyf). Naban invece, la Creatura Leggendari a 2 mana (di cui uno blu), permette di far triggerare un’abilità di un mago due volte: lo Snapcaster vi frulla nella testa?

Dal lato artefatti, il Mox d’Ambra, con il suo costo 0 e la possibilità di dare un mana di qualunque colore per creature leggendarie e planeswalker, velocizza di molto certe dinamiche dove, anche un turno extra, può fare la differenza; a questo aggiungiamo che oltre ad accelerare l’arrivo di mana, lo fixa anche, grazie alla sua multivalenza.

Se parliamo sempre di controllo, il planeswalker Teferi non sembra per nulla male, grazie anche alle sue abilità: poter pescare e aumentare segnalini non è male, così come non è male poter esiliare permanenti ogni qualvolta pescate.

Un mazzo ricco di artefatti non può farsi mancare il nuovo Karn, mentre il rosso arriva ad accelerare con triplice mana specifico insieme a Jaya Ballard e al suo +1. Insomma, anche qui Dominaria arriva a mettere i bastoni tra le ruote ad ogni singola idea e interazione da modern: il tempo saprà dirci quanto ne varrà la pena, ma per ora sembra proprio che questa nuova espansione vuole dire la sua su tutti i formati, specificamente su Standard, ma anche su Modern e Pauper.

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Recensione
  • Dominaria, Magic The Gathering
    8Voto Finale

    Un'espansione che segue un nuovo modello, arrivando ad essere unica e separata. Nuove interazioni, nuove regole e nuove abilità puntano a riportare in auge una vecchia dinamica ormai dimenticata, soprattutto fuori dallo Standard: il monocolore. Tornano vecchie carte utili per i vari colori, e si torna a separare per bene la tipologia di mazzo control da quello aggro, sfavorendo i midrange multicolor.

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