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Dragon Ball Super: quando gli errori pesano meno della fama

L'ultima serie di Akira Toriyama non è stata solo luci, ma anche molte, molte ombre
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La celebre serie che per molti anni ha “plasmato” grandi e piccini è volta al termine con il suo ultimo capitolo. Dragon Ball Super è infatti giunto all’ultimo episodio, e seppur nelle battute finali l’anime ci ha regalato un crescendo di sensazioni adrenaliniche, è pur vero che la saga nel complesso ha mostrato un andamento altalenante e non sempre è stata a livello delle aspettative. Lo spunto e la riflessione che vogliamo sviluppare, si rivolge non alle sensazioni positive che Super è stato capace di suscitare, le quali sono ovviamente molto soggettive e che comunque affronteremo, ma soprattutto a quegli aspetti problematici, forzature e occasioni perse al fine di sviluppare una trama più completa, fitta e coerente.

Illustrazioni

Partendo quindi da questo presupposto un aspetto trito e ritrito ma che non può essere sottovalutato è sicuramente il livello delle illustrazioni che dall’inizio sino alla fine, anche se in modo via via sempre meno marcato, non sono state sicuramente alla stregua di molti anime meno blasonati. Questo, seppur all’inizio era un problema palese e presente, successivamente si è affievolito, ma alcuni aspetti sono comunque rimasti irrisolti, come posture errate e sproporzionate, o ancora animazioni in cui tratti e forme dei protagonisti, soprattutto durante la lotta, risultavano eccessivamente semplificati e stilizzati, con una perdita di dettaglio non indifferente. In secondo luogo le animazioni dei combattimenti hanno in parte assunto un carattere meno marcato, molto meno incisivi dei combattimenti a cui siamo stati abituati. Escludendo le fasi finali della saga che sono risultate veramente ineccepibili sotto ogni fronte, durante il resto della storia è mancato proprio l’aspetto pesante e massiccio degli scontri. Goku, Vegeta e molti altri combattenti ci hanno abituati a muscoli e botte, in cui ogni colpo affondato in pancia all’avversario era capace di piegarlo in due dall’impatto. Ciò non significa che l’anime debba essere solo cazzotti, ciò risulterebbe ovviamente banale ed insensato, ma gli scontri colmi di una certa “spettacolarità” sono gli elementi che hanno reso Dragon Ball quello che è oggi.

Sviluppo della trama

Parallelamente a ciò, caratterizzati da alti e bassi sono stati gli aspetti legati prettamente all’arco narrativo di Dragon Ball Super. La trama infatti ha assunto dei tratti molto interessanti per quanto riguarda la prima metà, grazie ai vari intrecci che la storia di Zamasu è stata in grado di creare. Questi sono stati curati egregiamente specialmente nel manga, che spiega meglio i vari salti temporali e alcuni momenti cruciali o avvenimenti cardine. In alcuni punti in sintesi, gli avvenimenti spingono lo spettatore a porsi dubbi e a creare congetture sui futuri risvolti, motivo per cui l’arco di Zamasu ha degli ottimi elementi narrativi. Elementi che si perdono miseramente nella parte finale in cui si crea una confusione tale, pari solo a quella di una sbornia nella notte di capodanno. Prima fra tutte l’incoerenza abissale data dal fatto che Zamasu non muore con l’attacco finale di Vegeth Super Sanyan blue, ma viene affettato come nulla dalla “nuova forma” di Trunks, Spada laser munito a dispetto delle migliori cronache della saga di Star Wars. Seconda ma non per importanza l’orripilante e insensata rinascita di Mister capelli rosa che inizia ad avvolgere il globo per poi farsi distruggere da Zeno. Fine che poteva essere trattata sicuramente con un filo logico molto più interessante e coerente senza inserire Power up insensati e colpi di scena così ben fatti da non capirsene il senso.Dragon Ball Super

La storia di Zamasu e la trasformazione di Trunks ci danno senza alcun dubbio un assist nel trattare gli infiniti, talvolta scontati e anche potenzialmente sprecati Power up. Questo è un punto molto delicato, da fan della serie non posso negare il fatto che le trasformazioni sono i momenti più attesi e adrenalinici. Non posso negare neanche però che per tutto l’arco narrativo di Super si è fatto un uso ed un abuso di questi power up, svuotando il “momento tanto atteso” del suo aspetto più sorprendente e inaspettato. Ogni livello è stato raggiunto con una facilità disarmante, per non parlare del fatto che ad una trasformazione, ne susseguiva subito un’altra senza alcuna coerenza. Abbiamo visto il Sayan Rosso, il Blu, il Rosè, il Rage, la forma Berserker e l’Ultra Mastered, che rappresenta però una cosa totalmente a parte, di tutt’altro livello e che per ora non consideriamo. Senza l’Ultra, sono cinque differenti forme, ben accette, ma che potevano essere sfruttate sicuramente in modo molto più ragionato e sicuramente con un approccio tale da essere apprezzate sino in fondo. Ogni trasformazione in Dragon ball Z è stata sudata con l’allenamento, e con gli sforzi ottimamente resi dall’anime. In Dragon Ball Super i Sayan dell’universo gemello, si trasformano come se nulla fosse con dei tempi di adattamento ai nuovi livelli abbattuti all’inverosimile. Ricordiamo infatti che il torneo era di 46 minuti complessivi. Ciò significa che Caulifla e company hanno superato un muro dopo l’altro in appena una manciata di minuti. Ma quello che più di tutto fa sorridere ma per l’incredulità, è la ridicolizzazione della trasformazione in Super Sayan. Ai piccoli Sayan infatti viene detto di concentrare la loro aura e sentire un “formicolio” dietro la schiena. Quando Gohan ha dovuto trasformarsi per la prima volta ha preso mazzate a morire nella stanza dello spirito e del tempo, mentre in Dragon ball Super con un episodio viene banalizzato tutto in modo veramente sconcertante.

Dragon Ball Super

Occasioni perse

In tutta la storia ci sono elementi ai quali si poteva prestare più attenzione e spiegati più nel profondo, piuttosto che venir semplicemente accennati. Oltre a ciò alcune scelte della storia sono state veramente infelici. Sopra abbiamo fatto una piccola parentesi su Gohan e la sua prima trasformazione e proprio a lui ci vogliamo ricollegare ora, ma in modo più generale. Gohan rappresenta, o meglio, rappresentava uno dei personaggi più forti della storia di Dragon Ball oltre ad essere uno dei meglio caratterizzati ai tempi di Cell. In Z Gohan era riuscito ad ottenere una forza immensa, totalmente scomparsa nella serie Super, con la motivazione data dal fatto che avesse trascurato l’allenamento. Detto ciò, per il torneo del potere tutti si allenano, Goku e Vegeta addirittura migliorano di molto in poco tempo, il maestro Muten si rimette in forma e tanti altri si preparano. Durante il torneo vengono infranti limiti assurdi da parte di chiunque. Gohan rimane lo stesso. O meglio, prima del torneo in una puntata viene mostrato lo scontro tra Junior e lui, nel quale riesce a tornare alla sua forma Suprema, ma quanto realmente si è visto? L’unico sul quale avrebbe avuto senso impostare una trama tale da farlo ritornare agli antichi splendori, non ha avuto alcun miglioramento dal torneo e anzi è stato soppiantato da C17 che per quanto possa essere un ottimo personaggio, non avrebbe retto il confronto in alcun modo con Gohan a piena potenza (considerato che quest’ultimo ha tenuto testa anche a Majin bu, in Z la sua forza straripava). Sarebbe stato troppo scontato rimettere in sesto “realmente” Gohan? Ad essere sinceri sembra più un occasione sprecata piuttosto che un colpo di scena da lasciare senza fiato, in quanto moltissimi si aspettavano qualcosa, ma sono rimasti con l’amaro in bocca. Sarebbe potuto comunque uscire allo stesso modo dal tornero o in un altro, ma sicuramente un ritorno alla sua forza “Rilasciata” avrebbe avuto un ottimo appeal sugli spettatori.

Dragon Ball SuperMolti rimangono i temi non approfonditi in Super, forse anche perché questi potrebbero essere riproposti e indagati in un ipotetico sequel. Tra i vari aspetti da approfondire sicuramente ci potrebbe essere la storia di Giren. La sua forza è troppo spropositata per non essere frutto di qualcosa di interessante, un allenamento, una predisposizione della sua razza, una sua discendenza da qualche Dio della morte o angelo. Ovviamente non passano in secondo piano nemmeno i due Zeno, sui quali ci sono inoltre interessanti teorie, interne alla saga ed esterne. Una di queste considera che uno dei due abbia un’indole cattiva. Mentre un aspetto concettualmente esterno alla storia è quello che i due Zeno rappresentassero con le loro espressioni e reazioni, gli spettatori cioè noi, e quindi le nostre emozioni di stupore, preoccupazione, eccitazione in risposta ad ogni avvenimento. Tutto ciò quindi porta all’ipotesi che vengano approfonditi questi temi in un futuro sequel.

Dragon Ball Super

Lati positivi

Passando agli aspetti positivi di Dragon Ball Super, la storia è stata tutto sommato apprezzata. Passati alcuni punti critici, e lasciate da parte tali considerazioni, essa risulta comunque godibile. A prescindere che sia piaciuta più o meno, molti fan la guardano anche solo per inerzia considerato che si sta parlando di Dragon Ball. Questa scelta viene anche premiata, infatti gli ultimi episodi hanno rappresentato un’impennata qualitativa che non ha nulla a che vedere con il resto della storia. Migliorano le animazioni, le tracce musicali coinvolgono e ci sono alcuni ribaltamenti di fronte da apprezzare istante per istante. La trasformazione nella forma Ultra Masterd rappresenta uno stadio più ricercato e particolare che va oltre la semplice ricolorazione dei capelli, spiegato bene e con le giuste tempistiche di adattamento alla forma. Oltre a ciò gli ultimi episodi mettono a nudo la maturazione di ogni singolo character in modo eccelso, e ciò avviene su ognuno dei personaggi chiave. Il culmine è ottenuto nella cooperazione di Freezer, e Goku e per sfondo l’espressione attonita e stupefatta di Vegeta. La collaborazione dei primi è uno dei momenti che restituisce le sensazioni più inaspettate, e godute della storia da parte dello spettatore, che si sofferma a guardare con la stessa espressione che ha sul volto Vegeta.

Vegeta che senza alcun dubbio è il personaggio meglio caratterizzato di tutta la storia a partire dalle origini. Un personaggio che ha visto moltissime sconfitte, alcune delle quali sonore e umilianti. Personaggio che non ha mai perso l’orgoglio ma anzi lo alimentato via via in modo diverso, imparando ad affezionarsi e a non agire per se stesso. Inizialmente non riconosce i suoi limiti si butta a capofitto su ogni situazione ma con il tempo impara a ragionare e a riconoscere quando passare il compito a qualcun altro, come nel momento in cui cadendo dal piattaforma del torneo,  lascia le sue ultime energie a Goku. In tutto Super e non solo, è sempre stato un protagonista tra le righe, come peso alla pari se non superiore a Goku.

L’avventura di Dragon Ball Super per ora termina qui e nonostante tutto da fan siamo curiosi di come si svolgeranno le prossime avventure dei Sayan, di cui uscirà prossimamente anche un film.

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