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Dream Alone – Recensione del primo gioco indie di Warsaw Game

Ogni passo falso potrebbe essere fatale...
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La posizione sempre più influente degli indie nel mercato videoludico rappresenta un fatto ormai assodato nell’industria videoludica, e ciò è evidente dalla mole di titoli appartenenti a questo genere che nell’ultimo periodo stanno letteralmente invadendo Steam, ma anche tutti gli altri store digitali. A sguazzare in questo oceano sempre più vasto appare Dream Alone, realizzato dallo studio polacco Warsaw Games e che approderà su PC e console il prossimo 28 giugno.

Una malattia, un viaggio contro il tempo

L’incipit vede un villaggio colpito da una tremenda malattia, che negli stadi finali conduce inevitabilmente ad un coma profondo. Anche il nostro protagonista, insieme alla sua famiglia, ne rimane affetto, ma decide di reagire e di andare alla ricerca di una soluzione al problema: inizia così un viaggio contro il tempo alla ricerca della Signora della morte, che con i suoi incredibili poteri sarebbe in grado di mettere a punto una cura contro la piaga abbattutasi sui poveri abitanti. La trama, viste le premesse, non spicca per originalità, e sembra essere un chiaro pretesto per mettere in piedi un mondo oscuro e ostile al protagonista, che si ritroverà immerso al suo interno in modo per certi aspetti fin troppo frettoloso e senza le dovute premesse. Insomma, ci troviamo di fronte ad un buon comparto narrativo, ma che difficilmente rapirà il giocatore, proprio a causa di un vero e proprio elemento volto ad innovare adeguatamente in tal senso. L’avventura vi intratterrà per una decina di ore circa, e verrà raccontata da un narratore esterno alla vicenda, il quale sarebbe potuto essere molto più espressivo nella sua interpretazione. In generale, avremo la costante sensazione che sotto questo aspetto si sarebbe potuto fare di più.

Dream Alone

Attento a dove metti i piedi!

Dream Alone, lo avrete intuito, pone maggior enfasi sul gameplay, che assume dunque una posizione centrale nell’esperienza di gioco. Sin dal momento in cui prenderemo le redini del nostro giovane protagonista ci verrà vivamente consigliato di prestare molta attenzione a dove metteremo i piedi, poiché ogni passo falso potrebbe costarci la pelle. Andando più a fondo, ci ritroviamo di fronte ad un tipico platform in cui dovremo saltare, arrampicarci all’occorrenza, o ancora evitare il semplice tocco di ragni letali che si aggirano per la foresta. Il gioco ci metterà di fronte a situazioni che risulteranno per molti versi frustranti, e prima di comprendere adeguatamente quale sia il modo per procedere nel livello non è da escludere che andremo incontro più volte a cruenti morti, che potrebbero infastidire anche le persone più pazienti. Inoltre, in più occasioni occorrerà fare uso della realtà alternativa che – come suggerisce il nome – modificherà in parte il livello in cui ci troviamo, aggiungendo elementi che normalmente non saremmo in grado di vedere, e che pertanto ci permetteranno di proseguire oltre.

Chiaramente, non saremo in grado di utilizzare questa componente in modo illimitato, ma avremo una barra che si riempirà man mano che raccoglieremo alcuni oggetti luminosi sparsi nelle varie zone che andremo ad esplorare. Altre abilità del nostro eroe sono poi quella di rallentare il tempo, necessaria per superare ostacoli che altrimenti sarebbero insormontabili, o addirittura creare un clone di noi stessi. Nel complesso, Dream Alone offre al giocatore meccaniche di gioco legate ai platform più classici, ma al contempo presenta elementi decisamente interessanti, che contribuiscono a dare quel tocco personale in più che in questa tipologia di giochi non guasta mai. Un aspetto su cui Warsaw Games avrebbe dovuto prestare una maggior attenzione riguarda i comandi, a tratti legnosi e in generale poco fluidi, come nel caso del salto, non sempre facilmente controllabile quando si è in aria.

Dream Alone

Un mondo grigio

Graficamente parlando, l’indie polacco non spicca, allineandosi con la tipologia di giochi alla quale appartiene. Al contempo però, una menzione d’onore va fatto al comparto artistico: ad attirare l’attenzione del giocatore è infatti la palette cromatica, caratterizzata da un bianco e nero piuttosto piacevole alla vista, capace di contribuire all’atmosfera di pericolo e angoscia che il gioco vuole comunicare. Inoltre, la difficoltà del gioco è amplificata dalla scarsa visuale di cui disponiamo, la quale presenta dei bordi che emulano un occhio che ora si apre, ora si chiude. Spesso, per l’appunto, accadrà che a causa di una luminosità insufficiente incapperemo in qualche trappola che difficilmente riusciremo a vedere, andando ad aumentare quel senso di frustrazione nel fruitore.

Al di là di questi problemi, tuttavia, il titolo ha indubbiamente ricevuto una gran cura sotto il suddetto aspetto, ispirandosi fortemente allo stile tipico delle pellicole cinematografiche di Tim Burton, e ciò si evince prepotentemente dall’atmosfera che circonda il mondo di gioco, suggestiva e intrigante al contempo, grazie anche alla presenza di una pioggia incessante, il cui volume, forse, si sarebbe potuto abbassare leggermente. Parlando invece della colonna sonora, questa è composta da tracce decisamente “minimal”, e mai troppo invasive, ma ciò non significa che pecchino di qualità, al contrario: ogni strumento, dalla chitarra al pianoforte, creano un connubio armonioso che permette al giocatore di immergersi ulteriormente in questo mondo del terrore realizzato da Warsaw Games.

Dream Alone

In sostanza, possiamo dire che quanto messo a punto da Warsaw Games è apprezzabile, nonostante il prodotto difficilmente rimarrà impresso negli annali degli appassionati, dal momento che il rischio è quello di venire dimenticato insieme all’intera mole di giochi appartenenti allo stesso genere, che forse comincia ad essere saturo. Sebbene la difficoltà del titolo possa risultare fonte di stress, con un po’ di pazienza sarà possibile superare anche gli ostacoli all’apparenza più insormontabili. Vero punto forte di Dream Alone è proprio la direzione artistica, incredibilmente curata grazie ai suoi paesaggi in bianco e nero decisamente ispirati, e con una musica che è in grado di creare un’atmosfera a dir poco angosciante.

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Recensione
  • Dream Alone
    7Voto Finale

    Dream Alone è quello che ormai potremmo definire il solito indie, presentando elementi piuttosto classici e consolidati. Alcune piccole chicche daranno al gameplay un tocco personale in più. Il vero punto forte della piccola produzione polacca è nella direzione artistica, ispirata niente poco di meno che ai lavori di Tim Burton, e ciò è evidente.

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