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Electronic Arts: arriva una svolta nella causa legale per le loot box in FIFA

Sembra che la causa legale contro Electronic Arts per l'utilizzo di Loot Box nella serie Fifa sia stata ritirata dagli accusatori.

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In Canada Electronic Arts si è trovata al centro di un nuovo particolare caso: una causa legale collettiva intentata contro il colosso dell’intrattenimento americano, con i querelanti che accusano EA di trarre profitto da un’attività di gioco d’azzardo illegale vendendo loot box in cambio di soldi reali. L’accusa mossa ad EA è quella di utilizzare segretamente la sua tecnologia brevettata Dynamic Difficulty Adjustment (DDA), progettata per regolare dinamicamente la difficoltà, nelle sue serie FIFA, Madden e NHL, con l’obiettivo di incoraggiare gli utenti ad acquistare i pacchetti giocatore Ultimate Team per aumentare le loro probabilità di vincita.

In una dichiarazione pubblicata giovedì scorso, la software house ha rivelato che gli stessi querelanti hanno ora archiviato il caso dopo aver mostrato loro prove che non c’era uso di DDA o scripting nelle modalità Ultimate Team: “Questo è il risultato giusto. Anche se EA possiede un brevetto per la tecnologia DDA, quella tecnologia non è mai stata in FIFA, Madden o NHL e non lo sarà mai. Non useremmo la tecnologia DDA per dare ai giocatori un vantaggio o uno svantaggio nelle modalità multiplayer online in nessuno dei nostri giochi e non lo abbiamo assolutamente in FIFA, Madden o NHL“.


L’ex capo di Electronic Arts, Peter Moore, ha recentemente affermato che FIFA Ultimate Team era “molto lontano” dal gioco d’azzardo. Prendendo come esempio, infatti, i pacchetti di FIFA 21 Ultimate Team, ha affermato che: “sono un po’ come le collezioni di carte che trovavi nei pacchetti di sigarette negli anni ’20 e ’30 o come i Lucky Bags dei dolci in UK. Con questo genere di contenuti ottieni sempre qualcosa, non è che se apri un pacchetto poi scopri che dentro non c’è niente”. Moore ha però sottolineato che “questa è una mia visione personale, sono fuori dall’industria dei videogiochi e credo solo che ci sia davvero molta distanza tra il gioco d’azzardo e meccaniche come quelle delle loot box. Voglio dire, i numeri parlano da soli, hanno un grande successo, la gente le compra e sa di poter ottenere dei pacchetti d’oro o dei contenuti inferiori, non si tratta di gioco d’azzardo”.

Fonte:

Game Legends Stories

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