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Fallout 76 – Anteprima del titolo targato Bethesda

Con questo prequel andremo ancora più a fondo nella storia della zona contaminata!

Come molto spesso ha fatto negli ultimi anni, Bethesda si è trovata a giocare d’anticipo. Come successe già nel 2015, quando Fallout 4 fu rivelato pochi giorni prima della fiera annuale più importante del mondo videoludico, anche quest’anno l’azienda ci ha presentato qualche giorno prima dell’ora X ben due dei titoli di punta che arriveranno nel prossimo futuro. Stiamo parlando di RAGE 2 e Fallout 76. Su quest’ultimo, prima della conferenza tenuta a Los Angeles, sono state fatte molte congetture, ma possiamo dire con sorpresa che solo poche di loro si sono rivelate veritiere, specialmente perché legate a “fatti storici” all’interno della saga. La fiera ci ha infatti regalato una copiosa mole di informazioni sul titolo andando a rispondere a gran voce alle richieste (e soprattutto fantasie, fino a poco tempo fa) dei giocatori riguardo quello che era un ipotetico futuro capitolo dedicato al GDR post apocalittico dell’azienda americana. I cambiamenti nella storia del brand sono stati tantissimi, e con Fallout 76 ci troviamo di fronte all’ennesimo anello della catena evolutiva.

Partendo da ciò che sappiamo sul Vault 76 e che abbiamo potuto scoprire a partire da Fallout 3, Todd Howard ha aperto il Vaso di Pandora vuotando il sacco per quasi venti minuti di show. Le prime informazioni che ci sono state sparate dal palco, sono la conferma che ci troveremo di fronte al prequel di tutti gli altri giochi, e la ben più sorprendente che riguarda l’area di gioco: ben 4 volte la grandezza di quella di Fallout 4! Ci troveremo in West Virginia, in un momento storico in cui le bombe atomiche sono ancora presenti (e potranno anche essere sganciate!). Il Vault 76 fu uno dei primi in assoluto ad essere creati, e impersoneremo un tale che dopo ben 25 anni passati all’interno della struttura, metterà finalmente piede fuori da essa nel “Reclamation Day”. Durante il gioco e la quest principale, saremo portati a calcare il territorio dello stato in 6 distinte regioni, ognuna con il proprio folklore, i propri rischi e segreti.

Una volta svelato il modo in cui emergeremo dalla struttura, il game director e le attenzioni dei giocatori si sono concentrate sugli aspetti più concreti del gioco. Per quanto si possa cambiare di volta in volta qualcosina sul piano del gameplay, quando potremmo dire di trovarci di fronte a qualcosa di completamente rivoluzionario? Non stiamo parlando della dichiarazione di Todd riguardo un dettaglio ambientale superiore di 16 volte rispetto a Fallout 4, ma di quello che va a stravolgere in buona parte la filosofia del gioco. In tutti i titoli che abbiamo amato in questi anni, tutto era chiaramente incentrato sul single player e sulla possibilità di portare con noi in viaggio dei fidati compagni: probabilmente accadrà di nuovo, ma solo se decideremo di giocare offline. Già, perché Fallout 76 sarà interamente online: si aprirà allo sconfinato mondo e alle macroscopiche possibilità che apre il gioco in rete, con la possibilità di giocare in team nel vastissimo territorio del West Virginia. L’idea di fare una cosa del genere aleggiava negli studi da ormai 4 anni, creare un mondo in Fallout nel quale tutte le persone fossero reali e giocare insieme, e finalmente sarà realtà.

Le novità però non finiscono qui: prima di tutto il titolo vedrà per la prima volta delle nuovissime creature mutate (se avete visto il video di presentazione, i dettagli di questi mostri sono decisamente incredibili), ma oltre a questo Todd Howard si è espresso con particolare attenzione sul nostro personaggio; nella nostra storia ogni progresso verrà salvato, e la morte non comporterà titaniche perdite di dati (e tempo). Inoltre, sempre secondo le dichiarazioni on stage, anche il nostro libero arbitrio raggiungerà livelli altissimi, con le scelte compiute che non sono mai state così “nostre”. Questo comporta incontrare in game dei giocatori che a loro discrezione potranno essere amichevoli o ostili nei vostri confronti, e non ci sarà mai un posto veramente sicuro. Le attività che potremo intraprendere con il nostro team saranno moltissime, ma soprattutto potremo cooperare per superare le sfide più ardue che la zona contaminata ci offrirà.

Torna anche la modalità costruzione: croce e delizia del precedente capitolo, anche in questo nuovo Fallout 76 sarà possibile tirare su delle vere e proprie abitazioni e accampamenti, e anche in questo caso (ma con l’aiuto dei nostri amici) saremo chiamati per difenderli dalle minacce esterne.

Come già detto, all’interno del gioco saranno presenti anche diverse Bombe Nucleari, che sono “a disposizione” dei giocatori per essere sganciate. Questa feature confronto a molte altre ha creato decisamente scalpore, ma nelle sue ultime dichiarazioni in questi giorni, lo stesso game director ha svelato che per poterle attivare servirà darsi davvero molto da fare, dovendo rinvenire prima diversi codici per poterne ricreare uno completo e poi poter scovare l’arma. Inoltre con queste non potremo accanirci contro determinati giocatori, perché l’arma di distruzione di massa avrà un sistema di puntamento che ci farà scegliere un’area come obiettivo, e non un bersaglio.

Una delle caratteristiche che però è saltata subito all’occhio durante il gameplay è che non è mai stato mostrato alcun momento di gameplay in cui fosse presente lo S.P.A.V. (la modalità di fuoco assistito che ci permette di scegliere i singoli arti da colpire). Non è ancora chiaro se questa feature sia stata totalmente abolita, o se sarà disponibile solamente durante la modalità di gioco single player (bloccare il tempo in multigiocatore online sarebbe poco plausibile).

Andando a leggere tra le righe, potremmo trovarci di fronte a l’ultimo Fallout per diversi anni: parlando dei server, Howard ha dichiarato che questi saranno dedicati al 100% al gioco, ma cosa più importante, ha specificato che lo saranno per molti anni a venire. Probabilmente quello che si sta cercando di fare con questo titolo è il simulatore post apocalittico definitivo, e che magari terrebbe impegnati i giocatori in attesa di altri lavori del team, come il neo rivelato Starfield. Attendendo l’inizio della “B.E.T.A.”, non possiamo far altro che sperare che tutto ciò che di buono abbiamo visto si riveli solo la superficie di un titolo ambizioso, nuovo, e dannatamente interessante. In ogni caso, per il prodotto definitivo l’appuntamento è fissato per il 18 novembre 2018!

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