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Far Cry 6: Ubisoft chiarisce, la storia sarà politica

Ubisoft non fa marcia indietro, e intende trattare apertamente di politica: Navid Khavari difende la storia di Far Cry 6 e l’analogia cubana.

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Sebbene il tango tra Ubisoft e le questioni di politica e sociali vada avanti dal quarto episodio, il publisher transalpino ha voluto chiarire ulteriormente: sì, la storia di Far Cry 6 tratterà temi politici. L’editore ha fatto un passo indietro settimana scorsa, ma ora il direttore narrativo Navid Khavari si è aperto maggiormente in merito.

Jade King di The Gamer ha parlato con Khavari di recente, e quest’ultimo ha raccontato quanto il team di sviluppo si fosse innamorato di Cuba, della sua cultura e della sua gente. Proseguendo, Khavari ha concluso parlando di quanto una trasposizione della situazione sociopolitica di Cuba non sia lo scopo del gioco.

Non sono più queste le parole di Navid Khavari sul sito ufficiale di Ubisoft: nella sua corposa dichiarazione, il direttore narrativo ha chiarito quanto intrisa di politica sia la storia di Far Cry 6. Riportiamo qui sotto una traduzione integrale di quanto detto sul sito originale.

La nostra storia è politica. Dev’essere una storia di rivoluzione moderna. Ci sono difficili discussioni di rilevanza sociale in Far Cry 6 riguardo alle condizioni che portano al fascismo in una nazione, i costi dell’imperialismo, de lavori forzati, del bisogno di elezioni libere e giuste, dei diritti LGBTQ+ ed altro nel contesto della fittizia isola caraibica di Yara.

Il mio scopo era quello di rafforzare il nostro team nel raccontare la nostra storia senza paura alcuna, e ci abbiamo lavorato molto duramente negli ultimi cinque anni. Cerchiamo inoltre di essere molto attenti nel trattare le nostre ispirazioni, Cuba compresa, ma anche altri territori intorno al mondo protagonisti di rivoluzioni politiche.

Nel nostro approccio ci siamo assicurati di cercare creativi e collaboratori per il team capaci di parlare personalmente di storia e cultura delle regioni che ci ispiravano. Abbiamo anche portato esperti e consulenti per esaminare la storia molte volte nel corso del progetto per garantire la sensibilità.

Far Cry 6

Non sta a me dire se abbiamo avuto successo, ma di certo ci abbiamo provato. Le conversazioni e la ricerca svolte nei confronti di chi ha vissuto una rivoluzione tra gli anni ’50 e ’60 ed oltre si riflettono nella nostra storia e nei nostri personaggi. Ma se qualcuno cerca un riassunto del clima politico attuale di Cuba, non è qui che lo troverà.

Vengo da una famiglia che ha sopportato le conseguenze di una rivoluzione. Ho disquisito di rivoluzioni a tavola per tutta la vita. Posso solo parlare per me, ma è un tema complesso che non si può riassumere in una sola frase. Quello che i giocatori troveranno sono molti punti di vista con cui vivere la complessità di una rivoluzione in un contesto fittizio.

Abbiamo provato a raccontare luna storia con azione, adrenalina e sentimento, ma non ci siamo negati di porre domande scomode. Far Cry come brand mira ad avere temi complessi e maturi, con l’occasionale umorismo a spezzare la tensione. Non c’è uno senza l’altro, e abbiamo lavorato sodo ad un equilibrio.

Spero solo che si possa lasciare alla nostra storia fare il suo lavoro, prima di farsi delle opinioni solide sulle sue ripercussioni politiche. Vi ringrazio per la lettura.

Di recente, abbiamo avuto modo di vedere un dietro le quinte in cui Giancarlo Esposito (Gustavo Fring, Breaking Bad; Macchia Nera, DuckTales 2017) effettua della motion capture nei panni dell’antagonista del gioco, Anton Castillo. Il gioco è previsto per il 7 ottobre.

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