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Fear Street Parte 1: 1994 – Recensione, tra killer e antiche maledizioni

Ecco la nostra recensione di Fear Street Parte 1: 1994, il nuovo film horror di Netflix, primo di una trilogia basata sui romanzi di R.L. Stine.

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Una serie di brutali omicidi tormenta da sempre la storia di Shadyside, una cittadina tristemente nota per essere definita “Killer Capital USA”, ossia la capitale americana degli assassinii e dei serial killer. Fear Street Parte 1: 1994, il nuovo film horror di casa Netflix e protagonista di questa recensione, getta le basi proprio su questo, trasportandoci di getto nel 1994. Tra citazioni ai film cult, alla musica e alla cultura pop in generale del periodo, il primo capitolo di Fear Street ci avvicina a una trilogia promettente, basata sugli omonimi romanzi di R.L. Stine.

Quello di R.L. Stine è un nome che potrebbe suonare familiare, soprattutto a quelle persone cresciute nel corso degli anni ’90. Quest’ultimo, infatti, è principalmente noto per essere l’autore di Piccoli Brividi (o Goosebumps, in lingua originale), una serie di libri dalle sfumature horror per ragazzi e adolescenti, la cui serializzazione è iniziata nel 1992. Insieme alla sua serie più fortunata, tuttavia, Stine ha lavorato anche a Fear Street (o La strada della paura), iniziata nel 1989 ma universalmente meno celebre e riconosciuta rispetto alla sua diretta concorrente.


A differenza di Piccoli Brividi, Fear Street è stata realizzata pensando a un pubblico più maturo. Per questo motivo, nel corso della narrazione, l’autore ha inserito un gran numero di dettagli macabri e raccapriccianti, con serial killer decisamente più pericolosi delle minacce di Piccoli Brividi. È la regista Leigh Janiak (Honeymoon) ad adattare sullo schermo i racconti di Stine, che prenderanno vita in una trilogia realizzata per Netflix. Il primo capitolo della serie, Fear Street Parte 1: 1994, è disponibile sulla piattaforma streaming dal 2 luglio 2021, ed ecco la nostra recensione.

Fear Street Parte 1: 1994, benvenuti a Shadyside

Come abbiamo già scritto all’inizio di questa recensione, Fear Street Parte 1: 1994 ci porta a Shadyside, una cittadina americana tristemente nota per essere stata più volte il palcoscenico di brutali omicidi. Tra lo spettro della droga che dilaga nelle strade e l’ennesimo caso di cronaca che insanguina i giornali, i giovani abitanti della cittadina continuano a credere e a raccontare una leggenda locale. Secondo quest’ultima, Shadyside e i suoi abitanti sono stati maledetti da una temibile strega di nome Sarah Fier, impiccata pubblicamente nel 1666. A circa 300 anni di distanza dalla sua morte, la terrificante influenza di Sarah Fier continua a colpire Shadyside, alle prese con l’ennesimo concittadino travolto da una incontenibile follia omicida. Secondo quanto raccontato dagli abitanti, la maledizione potrebbe trasformare una persona qualsiasi in un temibile assassino. Sotto questo punto di vista, nessuno può stare tranquillo. Il terrore può colpire chiunque e arrivare in qualsiasi momento.

 

Dopo l’ennesima carneficina, che apre il titolo e che vede la promettente Maya Hawke (già vista in Stranger Things) come vittima principale, un gruppo di adolescenti inizierà a mettere insieme informazioni, dettagli e indizi, con lo scopo di riuscire a porre fine alla maledizione che insanguina le strade della loro città da più di 300 anni. È proprio questo brutale assassinio che apre il film e dà ufficialmente inizio a una trilogia apparentemente molto promettente, in grado di trascinarci nelle atmosfere più celebri ed apprezzate dei film horror (in questo caso, le citazioni e riferimenti a Scream, uno tra i più celebri slasher degli anni 90′, non mancano di certo).

Fear Street Parte 1 1994 Recensione

Rispetto alla maggior parte dei suoi coetanei, la nostra protagonista Deena Johnson (Kiana Madeira) non crede nella maledizione di Sarah Fier. Quest’ultima, infatti, sembra essere molto più impegnata a fare i conti con alcuni problemi che la colpiscono personalmente anche in maniera più concreta. Suo fratello Josh (Benjamin Flores Jr.) sembra essere ossessionato dal computer e passa tutto il suo tempo online, i suoi amici Kate (Julia Rehwald) e Simon (Fred Hechinger) sono costretti a vendere droga per sopravvivere e la rottura con la sua ex ragazza Sam (Olivia Welch) continua a perseguitarla. Tuttavia, anche Deena sarà costretta a fare i conti con la maledizione della strega, che ora sembra intenzionata a raggiungere qualcuno di molto vicino a lei.

Tra citazioni, riferimenti, splatter e maledizioni

Le caratteristiche dei film horror che vi abbiamo citato in precedenza vanno ad intrecciarsi efficacemente con quelle più tipiche delle pellicole dedicate ad un pubblico adolescenziale, tra storie d’amore, delusioni, amicizia e nuovi incontri. Non c’è da stupirsi, infatti, se la trilogia è un Netflix Originals, in quanto la piattaforma è probabilmente uno dei modi migliori per raggiungere questa porzione di pubblico. A differenza delle altre produzioni adolescenziali, tuttavia, Fear Street Parte 1: 1994 non cade in stereotipi e generalizzazioni, regalandoci dei personaggi intelligenti e ben studiati, che vanno ben oltre a quelli già utilizzati e collaudati a lungo nelle produzioni di questo genere.

 

Come vi abbiamo già anticipato all’interno di questa recensione, Fear Street Parte 1: 1994 si presenta come un prodotto ricco di citazioni e riferimenti, ricreando nel miglior modo possibile le atmosfere degli horror degli anni ’90, dai film alla musica. Tra gli ambienti (e un killer dal costume ben poco originale) di Scream e la colonna sonora che spazia dai Radiohead ai Prodigy fino ad arrivare ai Nine Inch Nails, il film cerca di prendere tutti gli elementi migliori delle pellicole di quel periodo e di svecchiarle, mischiandole sapientemente a una caratterizzazione dei personaggi e ad alcuni elementi narrativi sensibilmente più vicini agli horror recenti. Il “vecchio” e il nuovo si uniscono con successo, presentandoci una trama semplice ma anche estremamente efficace.

Fear Street Parte 1 1994 recensione

Fear Street Parte 1: 1994 si rivela quindi come l’inizio di progetto estremamente interessante, in grado di sorprendere e colpire positivamente gli spettatori. Anche se con alcune debolezze narrative, di cui alcune piuttosto evidenti, il risultato finale si presenta come una miscela pressoché perfetta tra gli horror tradizioni e alcuni progetti recenti, decisamente più originali e ambiziosi. Ci troviamo di fronte a quello che sembra l’inizio di un ottima trilogia, in grado di raggiungere e di conquistare un pubblico molto ampio, anche tra gli appassionati di cinema horror di un tempo. Se amate le atmosfere degli anni ’90, o se siete cresciuti al loro interno, vi consigliamo di recuperare assolutamente la prima parte di Fear Street, in attesa delle due restanti, in arrivo su Netflix nel corso delle prossime settimane.

 

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Recensione
  • Fear Street Parte 1: 1994
    7.5Voto Finale

    Fear Street Parte 1: 1994, il primo capitolo della nuova trilogia horror di Netflix basata sui racconti dello scrittore statunitense R.L. Stine, si presenta come l'inizio di un progetto estremamente interessante, che riesce a mescolare con successo gli elementi tipici di produzioni passate (quelle degli anni' 90, in questo caso specifico) con quelli di progetti più recenti, originali e ambiziosi. Nonostante alcuni evidenti problemi di narrativa e sceneggiatura, il risultato finale risulta comunque particolarmente convincente, e carica le aspettative per le prossime due parti, in arrivo sulla piattaforma streaming Netflix in queste settimane.

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