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Final Fantasy XV: un viaggio lungo oltre dieci anni

La Royal Edition di Final Fantasy XV è sul mercato ormai da qualche settimana, ed è tempo di tirare le somme su ciò che l’ultima fatica di Square Enix ha rappresentato per la fanbase della serie e del panorama videoludico in generale. Nel fare ciò, bisogna però analizzare nel dettaglio il lungo e tortuoso iter che il titolo ha affrontato nel corso di questa ultima decade. L’E3 2006 è stato uno scenario alquanto memorabile per i fan di Final Fantasy, che hanno assistito ad annunci in pompa magna di progetti che alla fine hanno trovato un riscontro sul piano concreto solo in minima parte. In tale occasione, come ricorderete, venne presentata l’ambiziosa quanto complessa Fabula Nova Crystallis, composta da una rosa di titoli che condividevano buona parte della mitologia, la quale era incentrata sui Cristalli, assenti ormai dagli albori della serie. All’interno del progetto avrebbero dovuto figurare Final Fantasy XIII, episodio principale in esclusiva per la nuovissima PlayStation 3; Final Fantasy Agito XIII, spin-off per dispositivi mobile; e infine l’oscuro Final Fantasy Versus XIII, anch’esso un’opera derivata della tredicesima fantasia finale, ed esclusivo della nuova ammiraglia Sony dell’epoca.

Insomma, nell’arco di qualche minuto Square Enix infiammò letteralmente gli animi degli amanti della serie, e questo promettente trio catturò sin da subito l’attenzione di tutti. In seguito a questi annunci, tuttavia, la Fabula Nova Crystallis cadde in parte nell’oblio, e troppi segnali diedero l’impressione che l’azienda non avesse ben chiara la direzione verso cui spingere la suddetta sottosaga che si approcciava a realizzare. Nel 2008 Final Fantasy XIII divenne il primo capitolo multipiattaforma, approdando anche su Xbox 360; si persero le tracce di Agito XIII, che arrivò poi solamente nel 2011 su PSP sotto il nome di Type-0, e che conosciamo solo tramite la versione rimasterizzata. Ciò che salta immediatamente all’occhio è la totale assenza del numero XIII al suo fianco, lasciando così intendere un chiaro distacco dal capitolo principale. La sorte peggiore, purtroppo, la subì Final Fantasy Versus XIII, che in seguito ad un fugace trailer del 2008 e poi uno del 2011, sparì totalmente dalla circolazione.

Tetsuya Nomura, il quale ai tempi era a capo del titolo, non si sbilanciò mai, rilasciando spesso dichiarazioni ambigue che fornivano ben poche informazioni sullo stato del progetto. In seguito alla pubblicazione di Final Fantasy XIII, avvenuta nel 2009 in Giappone, era facile aspettarsi una maggior dose di informazioni su questo spin-off, ma di fatto ciò non avvenne. Probabilmente, le problematiche d natura tecnica che il titolo riscontrava con l’hardware PlayStation 3, forse insufficiente per ciò che Nomura intendeva creare, arrestò del tutto i lavori. Del resto, Versus XIII prometteva una storia emozionante unita ad un mondo vasto e vivo di fronte al quale il Cell risultava fortemente inadeguato. Il peggio avvenne quando cominciarono a circolare voci circa la cancellazione del titolo in seguito a ben sei anni di totale silenzio stampa, in cui di fatto i giocatori potevano contare le informazioni sulle dita di una mano. Questa voce di corridoio, ciononostante, trovò riscontro nel passaggio di nome a Final Fantasy XV per PlayStation 4 e Xbox One, annunciato con un soddisfacente trailer durante l’E3 2013.

A ciò si aggiunse un cambio ai vertici del progetto, che sarebbe ora stato affidato ad Hajime Tabata, confermando ulteriormente quanto il team precedente si sia rivelato inadeguato nella gestione di un simile titolo. Inoltre, anche in questo caso si verificò una vera e propria disgregazione della Fabula Nova Crystallis, che vedeva uscire di scena un altro capitolo che avrebbe dovuto arricchire questa nuova e interessante rivisitazione della mitologia dei Cristalli. Da questo punto di vista, pertanto, essa finì per essere uno dei più grandi fallimenti dell’azienda nipponica, che per prima rivelò la propria incapacità nel dare sistematicità ad una tipologia di giochi dall’estremo potenziale. Il secondo risultato fu che si passò da un estremo all’altro: se con Nomura alle redini risultava del tutto assente la comunicazione sullo stato in cui riversava il suo gioco, con il nuovo Director si assistette ad una mole di nuove informazioni che cominciavano a diventare alquanto eccessive. Indubbiamente, con Final Fantasy XV in mano a Tabata ci fu una maggior possibilità di seguire lo sviluppo del prossimo episodio principale della serie, che venne ufficialmente pubblicato sul mercato in contemporanea mondiale il 29 Novembre del 2017, sebbene inizialmente sarebbe dovuto venire rilasciato il 30 settembre.

Final Fantasy XV

Va da sé che anche questo annuncio avvenne in grande stile durante l’Uncovered, un evento allestito proprio per comunicare la fatidica data, e dove vennero poi rivelati Brotherhood e Kingsglaive, rispettivamente una serie animata e un film dalla CGI spettacolare, che avrebbero approfondito la lore dell’universo di Final Fantasy XV. Ma cos’è accaduto in seguito al lancio sul mercato di Final Fantasy XV? Data l’attesa, durata oltre dieci anni, qualsiasi giocatore si attendeva un prodotto completo e certosino sotto ogni punto di vista, ma purtroppo, a livello oggettivo, così non è stato. La mole di aggiornamenti che il team di Tabata ha pubblicato ha aggiunto e modificato più volte diverse parti del titolo, dando al giocatore l’impressione di avere in mano un prodotto ancora ben lontano dal termine dello sviluppo, che ricordiamo essere ricominciato quasi da zero in seguito al cambio di nome e direzione, portandosi dietro un numero di anni di sviluppo ben inferiore rispetto a quelli trascorsi ad attenderlo.

Se a ciò si aggiungono poi i vari Season Pass, e i diversi DLC dedicati ad ogni personaggio, che si collocano in punti che spiegano chiaramente le azioni di ognuno di essi, allora c’è da storcere eccome il naso di fronte alle politiche di Square Enix. La nota azienda nipponica, infatti, sin dagli albori di Final Fantasy Versus XIII ha costantemente dato prova di non aver saputo gestire la sua serie di punta, facendo perdere la fiducia in tutti quegli appassionati che hanno deciso di credere nel prodotto preordinandolo. Sia chiaro, Final Fantasy XV dal punto di vista di trama e gameplay è e rimane un RPG di ottima fattura, ma l’idea che dietro ci sia molto di più, e che di fatto una buona fetta del pubblico abbia giocato una versione sostanzialmente work in progress, lascia decisamente l’amaro in bocca. Riguardando i trailer passati, possiamo renderci conto dell’elevato numero di contenuti tagliati dalla versione completa, complice il fatto che il team si è ritrovato di fronte ad una pianificazione dei lavori improponibile, che richiedevano la pubblicazione del gioco entro e non oltre la fine del 2016.

La Royal Edition, disponibile ormai dallo scorso 6 marzo, intende farsi perdonare da tutti i già possessori dell’edizione vanilla, ma tenta anche di riconquistarsi la fiducia di chi ha scelto di non credere nel lavoro di mamma Square. Del resto, la riedizione in questione è profondamente diversa da quella originale, presentando molti più contenuti tanto a livello di trama, quanto a livello di gameplay, che vanno a mutare profondamente l’esperienza di gioco, riuscendo sempre di più a mostrare l’alto potenziale che il Director e i suoi colleghi intendevano offrire sin dal principio. Basti pensare alla possibilità di impersonare in battaglia un personaggio diverso da Noctis, o alla possibilità di guidare liberamente la Regalia, così come alle numerose parti di trama rivisitate al fine di essere raccontate meglio. Queste sono solo alcune delle nuove caratteristiche che vanno ad arricchire notevolmente Final Fantasy XV sotto ogni aspetto. Quel che è certo, però, è che la Royal Edition non rappresenterà affatto la fine del supporto al titolo da parte dell’azienda nipponica, che ha già fatto sapere di essere al lavoro su nuovi aggiornamenti e contenuti aggiuntivi, che costelleranno le avventure dei Chocobros almeno fino alla fine del 2019.

Insomma, sembrerebbe che per godere di un’esperienza completa occorrerà attendere ancora parecchio tempo, nonostante i passi da gigante compiuti in tal senso non si possano non notare. Il quindicesimo capitolo di Final Fantasy ha un potenziale incredibilmente alto, con personaggi interessanti e una mitologia alla base degna di nota che dopo più di un anno dall’uscita sta finalmente mostrando. Ma è accettabile? La risposta, chiaramente, emerge senza troppi scrupoli da quanto scritto, ma al contempo non bisogna omettere il fatto che Square Enix stia concretamente tentando di rimediare ai propri errori, sebbene a carissimo prezzo per l’intera utenza. Il problema di questo quindicesimo capitolo va ricercato alla base: l’originale Versus XIII, per quel poco che ne sappiamo, aveva in mente di offrire una quantità di contenuti estremamente alta, e indubbiamente fra l’intera gamma di titoli presentati in quell’ormai lontanissimo E3 2006 si proponeva come il più intrigante e misterioso fra tutti, capace di portare con sé una ventata di aria fresca sull’intera saga, che in quegli anni aveva in più occasioni deluso i più affezionati.

Final Fantasy Versus XIII

Alla fine, però, vuoi per le troppe ambizioni, ogni idea è crollata su sé stessa, e ciò è avvenuto insieme alla Fabula Nova Crystallis, che non è mai riuscita a decollare. Tirando le somme, dunque, si può affermare che la Royal Edition di Final Fantasy XV intende rilanciare l’Action-RPG di Square Enix in grande stile, tentando di dare nuovo risalto alla storia ambientata nel mondo di Eos. Tuttavia, c’è ancora tanto lavoro da fare, e i giocatori che hanno pagato il prezzo intero del titolo sono rimasti i più scottati tra tutti, e a buona ragione. Ma dovrebbero dare una nuova possibilità a quanto realizzato da Tabata? Probabilmente sì, poiché il risultato li sorprenderà sotto ogni aspetto, sebbene ci si auguri che questa non diventi un’abitudine per l’industria videoludica. Rilasciare titoli di così grande rilievo palesemente incompleti rappresenta un’ingiustizia nei confronti tanto del prodotto, quanto soprattutto dell’appassionato, che deve combattere affinché ciò non avvenga più. Ci auguriamo dunque che quello di Final Fantasy XV rimanga un caso isolato all’interno di Square Enix, e che non diventi una cattiva abitudine anche per il futuro. Il timore è che una sorte simile possa accadere anche a Kingdom Hearts III, anch’esso attorniato da un alone di mistero e divenuto negli anni leggendario. D’altronde, maggiori sono le aspettative che si creano nei confronti di un titolo, più sarà probabile che i giocatori ne rimangano insoddisfatti al momento della fatidica uscita. Ciò, in buona parte, è stato proprio causato dalla spasmodica attesa, che ha portato i fan a idealizzare il gioco e, di conseguenza, a dimenticarsi che la perfezione non esiste.

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