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Godfather of Harlem – Recensione, la storia di Harlem tra realtà e finzione

La nuova sezione in arrivo su Disney+ ci offrirà un gran numero di prodotti mirati ad un pubblico adulto tra cui anche Godfather of Harlem, la serie diretta da Chris Brancato e Paul Eckstein
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In occasione del Disney Investor Day dello scorso 10 dicembre 2020, The Walt Disney Company ha annunciato ufficialmente l’arrivo di Star, la nuova categoria di prodotti che va ad arricchire il già vasto catalogo della piattaforma streaming Disney+ con un gran numero di film e serie televisive mirate ad un pubblico più maturo, targate Disney, 20th Century FOX, ABC, Searchlight e molti altri. Questa nuova sezione, che verrà introdotta nella piattaforma di casa Disney a partire dal prossimo 23 febbraio 2021, includerà al suo interno anche 5 Star Original, ossia contenuti in arrivo in Italia esclusivamente attraverso il nuovo servizio, tra cui possiamo trovare anche Godfather of Harlem, la serie edita dal canale televisivo statunitense Epix che racconta la vera storia di Bumpy Johnson, il “Padrino” della mafia nera di Harlem. La serie, diretta da Chris Brancato ( noto per aver lavorato a X-Files, Law and Order, Hannibal e per aver co-ideato Narcos) e Paul Eckstein, è composta da dieci episodi dalla durata media di un’ora e sarà disponibile su Star fin dal suo lancio. Abbiamo avuto la possibilità di vedere in anteprima i primi tre episodi di Godfather of Harlem, ed ora siamo pronti a dirvi cosa ne pensiamo. 

Harlem, 1963

La serie televisiva inizia nel 1963, mostrandoci l’uscita di Bumpy Johnson (Forest Whitaker), sulla cinquantina, dopo un periodo di detenzione durato più di 10 anni nell’Istituto Penitenziario di Alcatraz. Il ritorno del boss indiscusso di Harlem viene accolto da un’elegante festa nel lussuoso appartamento che sua moglie Mayme Johnson (Ilfenesh Hadera) ha assicurato per loro nei grattacieli di Lenox Terrace. L’atmosfera gioiosa dal chiaro riferimento a Il Padrino si interrompe nel momento in cui Johnson viene informato sulle condizioni del quartiere, minacciato dall’ascesa dei gangster che hanno lentamente guadagnato potere nel corso della sua assenza. Le famiglie criminali italiane stanno invadendo il traffico di eroina, e la concorrenza sta facendo aumentare il numero dei tossicodipendenti per le strade di Harlem. 

La sua nuova nemesi sono i Gigante, una famiglia criminale italiana con la quale Bumby sarà costretto a lottare per riconquistare il suo territorio e far tornare l’equilibrio nell’interno quartiere, stringendo una singolare alleanza con il predicatore politico Malcolm X (Nigél Thatch), una delle figure in maggiore risalto del periodo. Buona parte della narrazione sarà incentrata proprio sulla loro escalation di battaglie, tra conflitti a mano armata, scontri carichi d’insulti e lotte all’ultimo sangue, il tutto impreziosito dalle incredibili interpretazioni di Forest Whitaker e Vincent D’Onofrio, rispettivamente nei panni di Bumpy Johnson e Vincent “Chin” Gigante, l’ex pugile ed esponente della famiglia dei Gigante, e dalla suggestiva ambientazione di uno dei quartieri più culturalmente ricchi e affascinanti del mondo in un’epoca irripetibile.  

Godfather of Harlem

Tra storia e finzione

La potenza di Godfather of Harlem, oltre alla meravigliosa interpretazione dei protagonisti principali, sta proprio nel suo riuscire a ricreare alla perfezione la suggestiva ambientazione di Harlem, uno dei quartieri più rappresentativi e caratteristici di New York, nell’epoca storica che riesce meglio a raccontarne la storia. Tra gli intimi e accoglienti  jazz club e il ricco patrimonio culturale della comunità afroamericana, il titolo riesce ad immergerci in un contesto irripetibile e fascinoso, ricco di riferimenti e di storia. Proprio per questo motivo, le ambientazioni che ci vengono mostrate e la colonna sonora che ci accompagna nel corso della narrazione sono due dei punti di forza principali della serie, in grado di trasportarci e farci sentire parte integrante di un ambiente incredibilmente suggestivo.

Per riuscire a fare questo nel migliore dei modi, Godfather of Harlem mescola alla perfezione eventi storici e politici con elementi di pura finzione, per cercare di raccontare la storia più ampia della giustizia sociale nei primi anni ’60 per la comunità afroamericana, utilizzando personaggi realmente esistiti e facenti parte della storia del celebre quartiere,  tra cui il gangster Bumpy Johnson, Malcolm X e Adam Clayton Powell Jr. (Giancarlo Esposito), e narrando il modo in cui le loro storie si siano incrociate con quelle di alcuni tra i più famosi mafiosi di New York come Vincent “Chin” Gigante, Frank Costello (Paul Sorvino), Joe Bonanno (Chazz Palminteri) e molti altri. Quella che ci troviamo davanti non vuole assolutamente essere una rappresentazione storica veritiera, ma si pone piuttosto come un’affascinante storia romanzata di mafia,  armi, droga, denaro, donne e guerre per il territorio, che getta le basi su fatti realmente accaduti e li mescola abilmente con la finzione.

Godfather of Harlem

Harlem è mia

Godfather of Harlem abbandona parzialmente i canoni tradizionali che caratterizzano tutte quelle produzioni che nel corso degli anni ci hanno parlato dei gangster e delle loro storie, ampliando i propri orizzonti e permettendo alla narrazione di trattare alcune tematiche che ancora oggi sono estremamente attuali. In questo caso, infatti, gli elementi classici di questi prodotti vanno ad unirsi al racconto della rivendicazione dei diritti civili degli afroamericani, affrontandoli non sono in base al contesto storico che circonda i personaggi, ma anche in relazione al contesto della mafia e della gang che li vede come protagonisti. Nonostante sia ambientata e racconti esclusivamente i fatti “accaduti” negli anni ’60, Godfather of Harlem riesce a sembrare comunque incredibilmente attuale e rilevante anche per i drammatici avvenimenti che negli ultimi anni, e soprattutto nel corso del 2020, hanno continuato a scuotere l’America e il mondo intero.

La serie cattura il tumulto dei primi anni ’60, con il movimento per i diritti civili che marcia attraverso la violenza ad Harlem, in piena crisi a causa della droga che continua a diffondersi sempre più facilmente nelle strade, e i cui residenti continuano a sopportare abitualmente la brutalità della polizia. Non può esistere un’ambientazione migliore di Harlem per renderci partecipi di tutto questo, sfruttando le numerose sfaccettature del celebre quartiere per parlare a nome dell’intera comunità afroamericana, anche a cinquant’anni di distanza dagli eventi narrati.  Godfather of Harlem si pone quindi come un prodotto eccellente per introdurci ufficialmente a Star di Disney+, una sezione dedicata a produzioni mirate ad un pubblico più adulto. La violenza e l’adrenalina si alternano abilmente a momenti carichi di drammaticità, attualità e tensione, rendendo il prodotto qualcosa di decisamente più profondo rispetto alle altre produzioni che raccontano le storia di gang, di gangster, di droga, di soldi e di sangue.

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Recensione
  • Godfather of Harlem
    8Voto Finale

    La forza di Godfather of Harlem sta principalmente nell'utilizzo di un’ambientazione suggestiva e calda che, attraverso le sue numerose sfaccettature e gli elementi che richiamano direttamente la cultura della comunità afroamericana, ci trasporta efficacemente in uno dei quartieri più caratteristici e rappresentativi di New York, in un’epoca storica irripetibile, ricca di cultura, fascino e cambiamenti. Mescolare eventi realmente accaduti e personaggi facenti parte della storia di Harlem con elementi di pura finzione si è rivelata una mossa vincente che, nonostante non possa ovviamente mostrarci la verità dietro a ciò che è accaduto in quegli anni, riesce ad offrirci un’affascinante storia romanzata carica di adrenalina, armi, droga e guerre per il territorio. Il tutto viene ulteriormente impreziosito dalle meravigliose interpretazioni dei protagonisti principali che, a partire da Forest Whitaker nei panni di Bumpy Johnson, riescono a caricare emotivamente ogni scena, regalandoci alcuni momenti ricchi di tensione, riflessioni su argomenti ancora estremamente attuali e colpi di scena capaci di far schizzare il cuore in gola.


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