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Hanna – Recensione della nuova serie Amazon Prime Video

Uno sguardo alla trasposizione per piccolo schermo dell'omonimo film, fra inseguimenti e drammi adolescenziali.
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Manca pochissimo all’uscita di Hanna, nuova serie originale Amazon Prime Video basata sull’omonimo film con Saoirse Ronan del 2011; questa volta è Esme – Creed Miles a vestire i panni della letale ragazzina, insieme allo svedese Joel Kinnaman, interprete di Eric Heller, e Mireille Enos, l’antagonista Marissa Wiegler. In otto episodi, con la sceneggiatura di David Farr – che già aveva lavorato al film, ripercorreremo le vicende di Hanna con un’atmosfera piuttosto differente rispetto a quella del film e con maggior spazio per l’approfondimento psicologico dei protagonisti.

Abbiamo già parlato dei primi due episodi visti in anteprima (qui l’articolo): vediamo se i restanti episodi hanno confermato le impressioni iniziali.

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Trama

Hanna è una ragazzina speciale, rapita da un misterioso “centro” (di cui non si sa granché), vissuta nei boschi fin dalla più tenera età col padre Eric Heller. Questi l’ha addestrata a cacciare, a combattere, a utilizzare armi da fuoco e a sopravvivere in ambienti ostili, preparandola all’eventualità che, un giorno, i “cattivi” tornino a cercarla e ucciderla. La ragazza, che non ha mai avuto contatti con nessuno e ha ricevuto un’educazione enciclopedica, sente sempre più la curiosità di sapere cosa c’è oltre i boschi, nei luoghi in cui le è vietato andare; così si avventura là fuori, attirando l’attenzione di un giovane polacco e rivelando così la propria posizione e quella del padre. Prevedibilmente, i “cattivi” non si fanno attendere: Hanna è costretta a separarsi dal padre e a fuggire, avendo così occasione per mettere a frutto il suo duro addestramento.

Una ragazzina “speciale”

Iniziano così le vicende di Hanna e da questo punto in poi comincerà un viaggio, una fuga dai suoi misteriosi inseguitori, alla ricerca delle proprie origini e alla scoperta di sé stessa. Durante il corso degli episodi vi è sempre il contrasto fra le abilità anormali della protagonista e la sua normalità di ragazzina. Hanna è diversa dagli altri coetanei – e se ne rende conto – ma allo stesso tempo ha lo stesso bisogno di contatto umano e amicizia di qualsiasi altra persona. Ciò si vede dal confronto con l’amica Sophie (Rhianne Barreto), adolescente “ribelle” che Hanna incontrerà durante il suo viaggio e le farà scoprire molte delle esperienze che non aveva mai potuto fare.

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Azione vs drammi adolescenziali

Non manca certo l’azione. Ogni puntata è un tassello che pian piano contribuirà a svelare il mistero attorno alla protagonista: chi è Hanna? Perché deve nascondersi? Da dove vengono le sue abilità?. La suspence creata da queste domande e dalla fuga tiene alto l’interesse dello spettatore per tutte e otto le puntate, le quali risultano tutt’altro che lente. Le numerose location in cui la serie è stata girata ci regalano una serie di immagini assai suggestive.

Considerazioni

Hanna è una buona serie che mixa sapientemente azione -prevalentemente- e un pizzico di “teen drama”, il che la rende fruibile a un vasto pubblico. Vi è ampio spazio (rispetto al film) per l’approfondimento della psicologia della protagonista, che nel corso delle puntate cresce in maniera – per quanto possibile, dato il tema – realistica. Forse di per sé le tematiche trattate non sono così originali, ma la maniera con cui sono fra loro integrate è nel complesso ben riuscita.

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Recensione
  • Hanna
    7.5Voto Finale

    Hanna è una buona serie che unisce azione e drammi adolescenziali in un mix piacevole da vedere, anche se forse non troppo originale.


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