Heaven & Ale - Recensione del piazzamento tessere di Eggertspiele

Heaven & Ale – Recensione del piazzamento tessere di Eggertspiele

German game di piazzamento tessere, Heaven & Ale è divenuto a buon diritto un classico moderno. Scopriamo i motivi del suo successo.

Pubblicato da eggertspiele nel 2017, Heaven & Ale è un gioco di piazzamento tessere con alcuni elementi di engine building ideato da Michael Kiesling e Andreas Schmidt.

Il titolo ha riscosso un successo notevole, ottenendo riconoscimenti internazionali (fra cui la nomination al goblin magnifico nel 2018) e divenendo un nuovo classico del German.

Heaven & Ale

Ambientazione e materiali

In un’antico monastero, ogni giocatore ha a disposizione un piccolo capitale da investire nella produzione della birra. Occorrerà gestire oculatamente  materie prime e lavoratori, in modo da avere a fine partita le risorse necessarie, insieme ad un mastro birraio esperto e competente che possa lavorarle nel modo migliore.

Seppur genuina ed affascinante, l’ambientazione di Heaven & Ale è piuttosto labile: l’aspetto simulativo è stato totalmente sacrificato in funzione della (solida) meccanica di gioco.

I materiali di gioco sono discreti (cartoncino di ottima qualità, a parte quello piuttosto sottile delle plance personali), mediocri le illustrazioni, lascia invece molto a desiderare la simbologia riportata sulle tessere-barile e sulle carte in dotazione ai giocatori. Nonostante abbiamo chiarito uno ad uno i loro effetti, in tutte le nostre partite i giocatori alla prima esperienza non riuscivano a ricordare i simboli riportati.

Heaven & Ale

Meccaniche di Heaven & Ale

Rispolverando la vecchia meccanica di selezione-azioni vista in Glen More (poi successivamente riproposta in Francis Drake e Tokaido), il monaco a disposizione di ogni giocatore potrà muoversi lungo un anello suddiviso in caselle, spostandosi di un qualsiasi numero di spazi ma in un’unica direzione (senza poter quindi poter recuperare le tessere saltate) ed eseguendo l’azione della casella in cui si ferma.

Le azioni prevedono l’acquisto ed il piazzamento di una tessera (monaco o risorsa), l’ottenimento di dischi di attivazione e la rivendicazione degli obiettivi per i quali abbiamo già raggiunto il requisito. Le tessere vengono piazzate negli esagoni del chiostro (scegliendo fra il lato soleggiato e quello in ombra), possibilmente cercando di circondare i capanni per ottenere attivazioni extra ed avanzamenti sulla track del mastro birraio. Le tessere risorsa sono attivabili anche tramite gli appositi dischi ed offrono monete (per gli spazi in ombra) o un incremento sulla rispettiva track (per gli spazi soleggiati).

La partita si conclude dopo un numero predefinito di round (variabile a seconda del numero di giocatori) ed il vincitore verrà calcolato in base agli obiettivi raggiunti oltre al livello delle risorse e del mastro birraio sulla track.

Nonostante venga spesso citato come esempio di eleganza, abbiamo invece trovato il regolamento di Heaven & Ale tutt’altro che scorrevole. In particolare la differenza fra “attivare” ed “innescare” un monaco (punto sempre ostico da spiegare a chi gioca la sua prima partita) ed una serie di operazioni preliminari al conteggio finale risultano piuttosto contorte.

Heaven and Ale

Considerazioni

Il titolo di Michael Kiesling e Andreas Schmidt ha molte frecce al proprio arco: la spiegazione e la partita si svolgono con una durata contenuta per un gioco di questa profondità, l’interazione indiretta sulla board principale riesce a generare tensione ed interesse fra i giocatori, la scarsità di monete rende ogni scelta una decisione sofferta.

Il tempismo è la chiave della vittoria: la scelta del momento in cui prendere un disco di attivazione è critica (dato che ogni spazio di scoring è attivabile una sola volta per partita) ma soprattutto il tempismo è indispensabile per aggiudicarsi le tessere più allettanti nella board centrale, prima che sopraggiungano gli avversari.

Heaven & Ale ci ha sicuramente divertito, ma occorre dire che la sua profondità va scomparendo dopo qualche partita: le plance personali hanno una configurazione fissa e presto si impara a capire quali sono le disposizioni migliori per le proprie tessere. Anche gli obiettivi sono purtroppo sempre gli stessi: avremmo preferito un setup con obiettivi variabili, in modo da avere in ogni partita qualcosa di diverso su cui focalizzarsi.

L’espansione (che abbiamo provato in una sola partita, occorre puntualizzarlo) incrementa la profondità e le decisioni da prendere ma introduce un solo obiettivo aggiuntivo. Il gioco base è al momento esaurito nei maggiori store, è ancora possibile trovarlo a prezzi umani nel mercato secondario ma Eggertspiele ci ha anticipato che verrà ristampato in tempi non troppo lunghi.

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Recensione
  • Heaven & Ale
    6Voto Finale

    Un bel german con qualche problema di longevità, godibile per almeno 4-5 partite prima che la conoscenza della board guidi le nostre azioni verso alcune scelte obbligate.

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