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Hollow Knight: Silksong – Anteprima, l’elegante ballo del calabrone

Un piccolo assaggio dell'oscuro reame di Pharloom
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Entrare nel terrificante e bellissimo mondo creato dal Team Cherry è come danzare: una danza pericolosa, dove anche il ballerino più cauto potrebbe andare incontro ad una triste sorte. Un mondo costituito da rovi umidi, spore che avvelenano l’aria e fiumi di lava che inondano vecchie e dimenticate città. Ogni cavaliere vuoto imparerà a sue spese che si sta muovendo in un mondo vivo, che studia ogni sua mossa e lo guarda divertito fallire. Pensato inizialmente come un DLC del primo capitolo, Hollow Knight: Silksong si è rivelato sin dalle prime battute un progetto vasto e complesso, tanto che i suoi realizzatori hanno deciso di rendere l’avventura che vede protagonista Hornet un episodio a sé stante della saga.

Ari Gibson e William Pellen hanno recentemente svelato ad EDGE i segreti della loro nuova creatura. I due creator hanno dimostrato già con il primo Hollow Knight di essere dei maestri nella costruzione dei mondi di gioco. Nidosacro, l’antico reame sotterraneo che ha messo alla prova la sacra missione del piccolo cavaliere insetto è infatti un perfetto esempio di level design, rendendo in pochissimo tempo il titolo un cult dei Metroidvania. Pharloom, la nuova location di Silksong, ci è sembrata dalle prime battute di gioco ancora più complessa e sofisticata: un’immensa sala da ballo governata dalla seta e dalla musica, dove spaventati pellegrini intonano melanconiche canzoni per aprire il passaggio verso una splendente Cittadella sulla cima del mondo. Un mondo nato e plasmato sulla protagonista Hornet. Gibson ha affermato che “il mondo di gioco è il riflesso di Hornet: il suo modo di combattere è così veloce che cambia il modo in cui i nemici devono essere realizzati“. Pronti a danzare?

Hollow Knight: Silksong

Hollow Knight: Silksong, un mondo su misura d’insetto

Hollow Knight: Silksong nasce dall’idea di un mondo di gioco totalmente nuovo, non solo nella forma, ma anche nella sua più intima struttura. I ragazzi del Team Cherry hanno scelto un metodo di sviluppo orientato verso l’obiettivo del giocatore e della protagonista, così che tutti gli elementi di Pharloom risultino creati in maniera organica. Il mondo di gioco è più ampio e si svilupperà in altezza proprio per sfruttare le nuove abilità di movimento di Hornet, ma anche la sua stazza più elevata rispetto al cavaliere vuoto ha fatto sì che le aree di Pharloom assumessero una costruzione nuova rispetto al primo capitolo: la nostra eroina può viaggiare più velocemente, può saltare più in alto, può arrampicarsi sui pendii ed è più acrobatica.

Non solo la mappa di gioco, ma anche tutto Silksong si adatta ad Hornet; le animazioni dei personaggi, le dimensioni dei nemici e le sezioni di platforming nascono e si strutturano attorno alle capacità e alla natura della protagonista. Hornet è una guerriera che sfrutta maggiormente la sua fisicità in combattimento, ed anche questo modifica il mondo che le si costruisce attorno. Rispetto a Nidosacro, troveremo meno sfere luminose, meno magia, ma trappole più concrete, come ad esempio le lame rotanti: Pharloom è ricco di tranelli pronti a catturare chi non presterà la dovuta attenzione.

Hollow Knight: Silksong

I pericoli non arriveranno tuttavia solo dall’ambiente generale. Team Cherry, per questo secondo capitolo, promette un’intelligenza artificiale dei nemici maggiormente sviluppata che parte, ancora una volta, dalla loro natura di mezzi insetti. Troveremo infatti un numero molto più elevato di creature umanoidi, che come i cavalieri della Città delle Lacrime saranno in grado di combattere con spada e scudo, parando i nostri colpi e usando pattern di attacco molto più complessi, eludendo le nostre azioni e sorprendendo il giocatore interagendo con gli elementi dello scenario… ma non disperate. Come nel primo capitolo, infatti, il gioco sarà magnanimo (almeno all’inizio), mostrandoci piccoli mini-tutorial per insegnarci come affrontare al meglio ogni meccanica ludica, che sia una vecchia feature o una tutta nuova pensata ad hoc per Hornet.

Una piccola, grande epopea

Nonostante all’inizio della sua nuova avventura Hornet sarà privata degli incredibili poteri che abbiamo ammirato nel primo Hollow Knight, ben presto l’eroina riacquisterà tutte le sue abilità, le quali permetteranno al giocatore di sperimentare appieno il nuovo combat system di questo secondo capitolo. Il Team Cherry ha infatti limato il sistema del precedente titolo, aggiungendo interessanti novità. Innanzitutto, i nemici saranno in grado di toglierci molta più energia, facendoci perdere non una maschera ma ben due, rendendo quindi gli scontri molto più insidiosi e sicuramente da non sottovalutare. A controbilanciare a questa nuova difficoltà, la capacità di Hornet di usare la seta per curarsi molto più velocemente rispetto al cavaliere, chiamata Bind.

Hollow Knight: Silksong

La nostra protagonista avrà dalla sua, poi, anche due interessanti novità. La prima è l’aggiunta dei Tool, nuovi strumenti di battaglia che, sostituendo gli amuleti del primo episodio, potranno essere equipaggiati presso le panchine di salvataggio (ce ne saranno più di 100 nel gioco), così da creare build varie e articolate. I Tool saranno poi modificabili attraverso degli stemmi, i Crest, ognuno con 6 slot da riempire con i manufatti trovati nel corso dell’avventura. Sembra quindi che la personalizzazione in Silksong sia molto più ampia che in passato. A fare da sfondo a questa epica epopea figura infine un regno vivo e complesso. Pharloom sarà decisamente più grande di Nidosacro, con macro aree più vaste che spazieranno tra biomi variegati e assai diversi tra loro.

Viaggiando in questo piccolo e smisurato mondo, Hornet incontrerà molti interessanti PNG che, come nel precedente capitolo, l’aiuteranno o la ostacoleranno, arricchendo la lore di quel mistero che tanto ha affascinato i fan della saga. Il Team Cherry, dunque, promette di espandere oltre i limiti il mondo di Hollow Knight. Un sistema di combattimento rinnovato, un mondo vivo e più intelligente, un regno che si plasma sulla nuova eroina e sulle sue incredibili abilità di movimento. Una nuova valuta, nuovi collezionabili, nuove sub-quest. Hollow Knight: Silksong ha, insomma, tutte le carte in regola per elevare una formula che ci aveva già convinto appieno. Non vediamo l’ora di tornare sottoterra per affrontare danzando quella che, sembra, sarà una piccola, grande epopea.

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