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Indiana Jones: il nuovo gioco di Bethesda sarà ambientato in Italia?

A detta di molte analisi sul breve teaser rilasciato da Bethesda, il prossimo videogioco dedicato a Indiana Jone sarà ambientato in Italia.

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Dopo il suo annuncio a sorpresa, il nuovo gioco prodotto da Bethesda dedicato a Indiana Jones continua a essere sulla bocca di tutti gli appassionati del settore videoludico e della celebre saga cinematografica, che da quando è stato diffuso il teaser di questo nuovo progetto stanno scandagliando il web in cerca di indizi su quali saranno i temi e le ambientazioni principali di questa nuova avventura dell’archeologo americano. Per ora ciò che è stato confermato è che si tratterà di una storia inedita, senza dunque scadere in una banale riproposizione  di una storia già raccontata al cinema, e che il nostro Indiana “sarà all’apice della sua carriera“.

Nel breve trailer di trenta secondi rilasciato giusto qualche ora fa, però, in molti utenti hanno segnalato che, tra i tantissimi ammennicoli e documenti di proprietà di Indy, si può notare anche un interessante biglietto aereo con destinazione “Roma” datato al 21 ottobre 1937. Supponendo che questa data coincida con la narrazione delle vicende che vivremo nel gioco di prossima uscita, allora questa nuova avventura potrebbe ambientarsi (anche solo in parte) proprio in Italia, in un arco temporale che si posiziona cronologicamente tra “I Predatori dell’Arca Perduta” e “L’Ultima Crociata”. Sotto il biglietto aereo troviamo anche una cartina della Città del Vaticano e in alcune lettere che affiancano la mappa vediamo una lettera scritta da Jones in persona, nella quel ringrazia un prete per averlo contattato e che si recherà presto a Roma.

Il periodo storico in cui si potrebbe ambientare questa nuova avventura di Indiana Jones, inoltre, coinciderebbe con gli anni in cui Mussolini si avvicinò alla figura di Hitler, perciò secondo una speculazione di Leon Hurley di GamesRadar+ potremmo addirittura incontrare ad affrontare dei nazisti nelle nostre scorribande nella capitale italiana. Inoltre, proprio nel ’37, Mussolini avrebbe ricevuto da parte del capo berbero Yusef Kerbisc la ‘Spada dell’Islam‘, un artefatto che seppur non biblico, farebbe sicuramente gola al nostro archeologo. Insomma, la carne al fuoco sembrerebbe essere tanta e noi come tutti gli appassionati del settore non vediamo l’ora di saperne ancora di più riguardo a questo ambizioso progetto.

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