Kid A Mnesia Exhibition - Recensione, il tributo d'amore dei Radiohead

Kid A Mnesia Exhibition – Recensione, il tributo d’amore digitale dei Radiohead

Kid A Mnesia Exhibition è, più che un gioco, un metaverso digitale: ecco la nostra recensione dell'esposizione multimediale dei Radiohead.

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Per il ventesimo anniversario di Kid A e Amnesiac, Thom Yorke e Stanley Donwood avevano intenzione di allestire una mostra nel centro di Londra. Nelle loro menti, si sarebbe materializzata in un’enorme costruzione rossa, realizzata dalla fusione di più container da trasporto, che avrebbero dato l’idea di un’astronave “brutalista” precipitata nel cuore della capitale inglese. Un po’ per colpa del Covid, un po’ perché i Radiohead non avevano intenzione di seguire le normali regole convenzionali della società odierna, questa loro idea audace e surrealista ha preso forma in Kid A Mnesia Exhibition, un metaverso digitale che unisce arte, musica, videogioco ed esperienza intimista: ecco la nostra recensione di un’esperienza per certi versi davvero unica nel so genere.

Ok, Computer

L’esperienza realizzata in collaborazione da Epic Games e dai Radiohead, è a detta dei suoi stessi ideatori uno spazio onirico febbrile, costruito dall’arte, dalle paure, dalle parole e dalla musica di ben vent’anni fa. E, in effetti, il tour virtuale reso disponibile gratuitamente su PC, Mac, e PlayStation 5 è, prima ancora che un videogame, un tributo d’amore della band a tutti i loro fan, da quelli che li hanno seguiti fin dagli esordi, fino alle nuove leve, che proprio grazie a questa mostra digitale potrebbero avvicinarsi al loro alternative rock. Kid A Mnesia Exhibition può essere considerato, come vogliamo sottolineare in sede di recensione, un breve viaggio (l’intera esperienza dura un paio d’ore circa) all’interno del mondo alternativo e distopico che i Radiohead immaginavano per gli anni 2000, periodo d’oro per la loro vena creativa musicale artistica che dalla loro musica prende forma in un universo alternativo apocalittico, reso perfettamente dalle opere visive di Donwood.

Kid A Mnesia Exhibition Recensione

A scanso di equivoci, all’interno di questa mostra digitale interattiva, l’unica interazione che ci verrà concessa sarà il solo movimento dell’inquadratura ed il passaggio da un’ambiente all’altro. Chi si aspetta un videogame nel senso più puro del termine, non troverà alcun divertimento. Chi non apprezza i Radiohead, o non li ha mai amati, non cambierà certamente idea con Kid A Mnesia Exhibition, sebbene lo stile artistico decisamente ispirato potrebbe quantomeno attrarre verso la loro estetica brutalista, espressa nelle loro copertine e qui concretizzata in ambientazioni suggestive, psichedeliche e conturbanti. Se invece si è amata la band sin dai suoi due storici album, allora il nostro consiglio è quello di prendervi qualche ora solo per voi, armarvi delle vostre migliori cuffie, e tornare indietro nel futuro.

É bene precisare che il lato “gaming” di questa esperienza è ridotto ai minimi termini. L’intera mostra potrà essere esplorata in prima persona, e l’unica interazione sarà lo spostamento del personaggio. Non ci sono enigmi da superare, né avversari da sconfiggere, e nemmeno HUD o possibilità di game over. Kid A Mnesia Exhibition è, come dicevamo qualche riga fa, un’esposizione multimediale in tutto e per tutto. Si viaggerà da una stanza all’altra ricostruendo il passato della band, sebbene, e forse questa sarà l’unica vera “sfida del titolo”, bisognerà aguzzare bene la vista per non perdersi nessuna delle ambientazioni del gioco, alcune delle quali non si troveranno lungo il percorso prestabilito, ma dovranno essere “scoperte” se si vorrà vivere l’esperienza completa: scritte sui muri, tracce alternative, foto storiche del gruppo e alcuni codici QR legati al merchandising della band.

Kid A Mnesia Exhibition Recensione

Pyramid Song

La musica è sicuramente il cuore pulsante dell’intera mostra digitale. Kid A, uscito nel 2000, e Amnesiac, rilasciato nel 2001, saranno ovviamente la colonna sonora portante dell’intera esperienza, due album che sono stati in grado di raccogliere l’anima musicale a cavallo tra i due decenni d’oro della band nata nei primi anni Novanta, replicando il successo di Ok Computer. Da In Limbo a I Might Be Wrong, passando per Everything In Its Right Place, potremo rivivere gli anni della sperimentazione musicale della band. In un labirinto di corridoi, fatto di luci, parole, paure e demoni in carne ed ossa, Kid A Mnesia Exhibition aggiunge una nuova esperienza sensoriale a quelle che l’ascolto di un brano può regalare. Quasi mai le tracce vengono ripetute, e mentre ci si sposta da un’ambiente all’altro possiamo alle volte ascoltare solo un giro di basso, altre solo qualche melodia accennata, e, in alcuni frangenti, alcuni brani scartati dalla band, elemento che farà piacere a tutti i fan. La musica dei Radiohead è quasi vivisezionata, decostruita per rinascere in qualcosa di nuovo e sperimentale.

L’altro punto di forza di questa esperienza è sicuramente la componente artistica e immaginifica. Kid A Mnesia Exhibition materializza le visioni oniriche di Donwood: partendo da foreste innevate, si viaggerà in oscuri corridoi, fino ad ambienti aperti illuminati da luci al neon, con una strizzata d’occhio alla Divina Commedia di Dante. Lungo il percorso, assisteremo alla materializzazione dei sogni, ma soprattutto degli incubi e delle ansie della band, fatte di mostri, spiriti, e demoni cornuti, che ci accompagneranno lungo una claustrofobica ed intimista opera d’arte digitale, quella struttura architettonica che i Radiohead volevano costruire materialmente e che, forse, potrebbe essersi rivelata ancora migliore sotto questa forma.

Kid A Mnesia Exhibition Recensione

Kid A Mnesia Exhibition è rivolto quasi esclusivamente ai fan dei Radiohead e, paradossalmente, a chi non li conosce o non ci si è mai avvicinato abbastanza. L’esperienza ludica è quasi inesistente, ed il vero obiettivo del titolo è quello di dare una forma corporea (in questo caso digitale) ai due album e agli ultimi vent’anni della band. Da questo punto di vista, soffermarsi sul versante tecnico del titolo sarebbe quasi deleterio, in quanto il vero obiettivo dell’opera è colpire all’animo e ai sentimenti dell’utente. Un’avventura unica, che ci auspichiamo possa essere ripetuta per altre opere artistiche dello stesso spessore, e che avrebbe forse beneficiato dell’implementazione di periferiche di realtà aumentata, sebbene non facciamo fatica a credere potrebbero arrivare in un prossimo futuro. Un’esperienza intimista, da vivere in prima persona, da soli con sé stessi e con la propria musica. Per tutti gli altri, invece, l’unica attrattiva potrebbe essere la componente immaginifica dell’opera, che riesce a reggere botta con quella musicale disegnata dei ragazzi dell’Oxfordshire.

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Recensione
  • Kid A Mnesia Exhibition
    8Voto Finale

    Kid A Mnesia Exhibition è qualcosa di nuovo e radicalmente diverso da quello che siamo abituati a conoscere. Né videogioco, né concerto, l'esperienza realizzata in collaborazione con Epic Games è un ponte multimediale, un "metaverso" che unisce medium diversi in un unico contenitore che fa da vetrina, da mostra digitale, da galleria d'arte, e dà materializzazione a un concetto per certi versi astratto come la musica. Un titolo diretto quasi espressamente ai fan storici dei Radiohead, che ha poco o nulla da offrire a chi cerca un videogame nudo e crudo o a chi non ha mai apprezzato la band inglese.

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