La storia di Loop, uno streamer disabile bullizzato dagli altri giocatori, ma poi sostenuto da moltissime donazioni

La storia di Loop, uno streamer disabile bullizzato dagli altri giocatori, ma poi sostenuto da moltissime donazioni

Oggi vogliamo raccontarvi di un episodio di bullismo che potrebbe far riflettere, specialmente noi videogiocatori. La storia che vi narreremo è...

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Oggi vogliamo raccontarvi di un episodio di bullismo che potrebbe far riflettere, specialmente noi videogiocatori. La storia che vi narreremo è quella di Loop: AdamLoopBahriz è un ragazzo che si diletta nei giochi online multiplayer, specialmente in Counter Strike: Global Offensive, e che dedica anche del tempo allo streaming. Infatti dal 2015 ha iniziato a streammare, in un primo momento per divertimento, e successivamente per intrattenere un pubblico, da cui ottiene alcune entrate che lo aiutano a mantenere il suo show. Eppure Adam ha una particolarità, ossia è affetto da una malattia chiamata HSAN, che ha una moltitudine di modi per manifestarsi, ma che nel suo caso ha costretto al giocatore ad avere problemi di vista, udito e la rimozione dei denti. Lui stesso ha spiegato:

HSAN rende le persone più predisposte agli infortuni perché non sentono il dolore e non sono in grado di essere curati immediatamente per degli infortuni e la cosa rende questi problemi ancora più gravi.

Quando Loop entra in una lobby online, non incontra grandi problemi, almeno l’80% riesce a trovare dei buoni compagni di squadra, ma questa volta non è andata a buon fine. Infatti la HSAN ha provocato nel ragazzo una disfunzione a livello vocale; dopo aver spiegato il suo problema al team, questo l’ha costretto a stare zitto o mutato, ed è quindi stato bannato dalla sessione online per non aver parlato. Il ragazzo ha quindi spiegato:

Sono rimasto onestamente stupito dal modo in cui il team ha reagito. Sono rimasto scioccato e triste allo stesso tempo…avevano tutti avuto una pessima giornata?

Durante l’intera vicenda Adam si stava divertendo nel suo streaming, ed il pubblico dopo aver assistito a questo caso di bullismo è intervenuto con centinaia di donazioni: in pochi minuti la diretta ha raggiunto ben 5000 persone, ed il ragazzo ha raggiunto cifre da capogiro, che ha quindi commentato:

In questo stesso momento mia madre sta facendo una telefonata all’unica clinica nel sud della California che effettua l’intervento agli occhi di cui ho bisogno dicendo loro che sarà in grado di pagare di tasca propria grazie alle donazioni della diretta. Onestamente queste donazioni hanno dato a me, un diciassettenne, un livello di sicurezza economica che è quasi difficile da immaginare.

Questo è uno dei tanti episodi di bullismo che dovrebbe però far riflettere; non è assolutamente accettabile un comportamento del genere verso un povero ragazzo.

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