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Mega Man Legacy Collection 1 + 2 – Recensione, le origini della serie

L'androide paladino della giustizia sbarca nella nuova generazione
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Questo decennio si sta senza dubbio classificando come un ritorno degli anni 80, e così tante prove sono a favore di questa idea che inizia a diventare anche stancante parlarne ogni singolo momento. Se però i lati negativi si fanno sentire più che mai in questi ultimi anni, il risvolto della medaglia è sempre da accogliere a braccia aperte. E’ grazie a questa moda che è tornato, finalmente, Mega Man sulle nuove console. Naturalmente non parliamo di un nuovo capitolo, nonostante esso sia in produzione, ma di una stupenda collezione dei dieci capitoli passati. Per chi non fosse avvezzo all’androide più blu di sempre, con Mega Man parliamo della saga originale: negli anni è arrivato su console anche Mega Man X, ambientato 100 anni dopo, e anche Mega Man Battle Network, spin-off su console mobile. Oggi ci troviamo ad analizzare quindi i due capitoli della Mega Man Legacy Collection, contenenti tutti e 10 i titoli originali dell’androide blu (conosciuto in Giappone come Rock Man).

 

Come vuole la tradizione

Ogni qualvolta si parla di remastered o porting, subito scatta la lampadina in testa ai giocatori che si chiedono: cosa avranno cambiato? Sebbene il cambiamento è intrinseco nell’essere umano, spesso perle di questo tipo non necessitano, anzi aborrano, cambiamenti (siano essi drastici o meno). Mega Man Legacy Collection porta i 10 classici di Mega Man (rispettivamente sei capitoli nel primo e quattro nel secondo) senza cambiare nemmeno una virgola: la potenza della macchina riesce a trasmettere un’esperienza fluida, che però decide di rimanere piantata nelle sue origini, evitando texture modernizzate, ma inserendo nuove modalità interessanti, sebbene utili solo come aggiunta alla vera e propria esperienza di gioco, ovvero la story mode.

In compenso, due grandi migliorie figlie dei tempi moderni sono arrivate in Mega Man Collection: il titolo infatti permette di salvare la partita in qualunque momento, e di impostare l’auto shoot del blaster di Mega Man. Nonostante queste due feature nuove facilitino abbastanza il gioco, è pur vero che all’epoca era necessario finire uno stage prima di poter stare tranquilli di non perdere alcun dato, e il dolore al pollice era assicurato nel ripetere continuamente la pressione dell’apposito tasto.

Per tutti i gusti

La cosa davvero geniale che caratterizza Mega Man Legacy Collection è la sua duplice anima: se da un lato i due titoli sono perfetti per chi si è perso le storie dell’androide dal cuore giusto, dall’altro nuove sfide (con una difficoltà crescente) arricchiscono il titolo per portare i giocatori più smaliziati a vivere qualcosa di nuovo, visitando però posti già conosciuti.

Alcune aggiunte estetiche, infine, permettono a Mega Man Legacy Collection di spiccare in confronto a suoi competitor: la scelta di inserire il jukebox e tutte le canzoni della saga maestra è stata geniale, al punto da lanciare i fan del titolo verso un tuffo nel passato dal sapore nostalgico. Il tutto si predispone perfettamente per l’arrivo di Mega Man 11, titolo inedito che omaggerà il trentennale della saga.

Lasciate in pace il passato

La scelta di Capcom di non toccare le basi del gioco è stata una delle scelte migliori prese in ambito di collection: scegliere di mantenere i 4:3 e la grafica 8bit, contornare il tutto con fondali originali e caratteristici e non modificare alcune dinamiche di gioco, sebbene scomode già in origine, aiutano a portare la saga di Mega Man ai fruitori nel modo più originale possibile. Le novità si rilegano a sfumatura, a materiale di contorno, come quando in un museo c’è la possibilità di vedere l’opera originale, ma contenuti esclusivi e separati permettono di fruirne al meglio e in modo diverso.

Resta un po’ l’amaro in bocca nella scelta dei giochi: sebbene Mega Man abbia costellato l’infanzia degli amanti dei platform, la mancanza di una qualche collection della saga Mega Man X stona ancora un po’, soprattutto visto il periodo. Nulla che però arrivi a danneggiare queste due magnifiche collezioni, capaci di mostrare alle generazioni odierne come i platform all’epoca erano fatti, come il level design prima aveva un ruolo fondamentale e come le storie, non per forza originali e caratterizzate, possano comunque emozionare e divertire, anche a distanza di 30 anni.

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Recensione
  • Mega Man Legacy Collection 1 + 2
    8Voto Finale

    Mega Man Legacy Collection 1 e 2 portano su console dieci giochi, dieci pilastri di un platform perduto ormai nel tempo. Con una miscela di vecchio e nuovo, il giusto bilanciamento del gameplay di 30 anni fa con modalità aggiuntive moderne, permettono ai due titoli di diventare materiale enciclopedico per le nuove generazioni di videogiocatori.

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