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Miitopia – Recensione, il ritorno di una strana avventura

L'avventura fuori dal comune di Miitopia ritorna grazie a Nintendo Switch, ecco la nostra recensione del titolo di Nintendo sviluppato da Grezzo.

Il 3DS è ricordato con grande gioia da parte degli appassionati di Nintendo, una console che ha dimostrato come una forte line up possa superare le prestanze tecnologiche di un qualsiasi hardware rivale. Uno degli ultimi prodotti usciti per il due schermi è Miitopia, un prodotto che ha saputo ritagliare una sua nicchia nonostante sia stato rilasciato diversi mesi dopo la pubblicazione di Switch. Probabilmente è anche per questo la multinazionale giapponese ha deciso di realizzare una remastered di Miitopia proprio per la console ibrida precedentemente menzionata, quella che analizziamo proprio in questa recensione, vedendone le potenzialità di vendita per il giusto pubblico demografico.

Un particolare viaggio di formazione

Abbiamo parlato dei nostri primi momenti nel gioco all’interno dell’apposita anteprima, quindi preferiamo non fermarci ulteriormente su i vari elementi che abbiamo già affrontato. Come infatti ci aspettavamo dalle prime ore di gioco,  la narrativa non presenta alcun reale aggiornamento rispetto l’opera originale, dimostrandosi nuovamente un mero pretesto per mandare i diversi Mii all’avventura. Questo non è assolutamente un lato negativo dell’esperienza, anzi, perché la grande libertà che si prende permette di affrontare personaggi e situazioni al di fuori del normale. Ci troviamo così di fronte a re mangioni, eleganti fate, potenti eremiti, geni della lampada e molte figure una più esagerata dell’altra. Inoltre la feature di poter scegliere il ruolo di qualsiasi Mii presente nella storia, creandoli appositamente per l’occasione o scaricandoli da internet, aumenta notevolmente il divertimento da parte del giocatore. Se magari poi si cambiasse idea sui ruoli assegnati, nell’apposito menù è possibile cambiare in qualsiasi momento i volti ai diversi NPC, o anche modificare l’aspetto e il nome di ognuno.


Miitopia

Per quanto possa sembrare particolare, al giocatore è richiesto anche leggere. I vari personaggi infatti non parlano un’effettiva lingua, bensì una specie di brusio incomprensibile, dovendo quindi leggere ogni genere di dialogo, lettere, messaggi divini ed altri elementi del mondo di gioco. Essendo comunque un prodotto rivolto a un pubblico di giovanissimi, la lettura non è assolutamente pesante, presentando invece parole semplici in una sceneggiatura sopra le righe. Ogni momento del gioco è preso con leggerezza e speranza, lasciando quindi sempre un sorriso all’utente di qualsiasi età. Il tutto è coadiuvato dalla traduzione in varie lingue compreso l’italiano, aumentando così l’accessibilità al seguente prodotto.

Un regno imperfetto che sa divertire

Due dei più grossi difetti della versione di 3DS di Miitopia erano effettivamente la ripetitività e l’esagerata semplicità del suo gameplay, problemi che abbiamo riscontrato anche lavorando alla recensione della remastered. Infatti, il titolo si dimostra come un JRPG a turni molto semplificato, dove invece di controllare un intero party nelle battaglie è possibile scegliere esclusivamente le mosse dell’eroe o eroina principale. Gli altri personaggi, così come alcune nostre tecniche, sono scelte unicamente dalla intelligenza artificiale, perdendo così quella caratteristica organizzativa e strategica di altri esponenti del genere. Con una propria opzione è perfino possibile rendere completamente automatiche anche le azioni del nostro Mii, perdendo così anche quel minimo controllo in queste specifiche fasi. Il tutto aiuta sicuramente il giocatore meno esperto adattandosi al più grande pubblico possibile, a discapito però di un’esperienza adatta a un pubblico più esperto del settore. L’idea in qualche modo funziona e riesce diverte, offrendo così un prodotto che adatto a rilassare piuttosto che a sfidare cervello o riflessi degli utenti. In sede di recensione, abbiamo perfino constato che la difficoltà generale di Miitopia è scesa ulteriormente con la remastered, tutto a causa di due degli elementi introdotti: il cavallo e gli incontri.

Miitopia

Le due nuove idee funzionano nel loro insieme oltre ad essere ben costruite, eppure riescono a sbilanciare già il lieve equilibrio della versione originale dell’opera. Il problema è che tutti questi elementi rendono gli scontri molto più semplici e veloci da affrontare, perdendo quel minimo di sfida che inizialmente generava. Certo, in parte va a rendere rendere un possibile grinding molto più sopportabile, ma sembra quasi che Grezzo o Nintendo abbiano pensato che i giovani giocatori di oggi possano trovare ardua la versione 3DS. Da menzionare il ritorno del comando che velocizza il gameplay, una piccola aggiunta che si adatta particolarmente a partite portatili di brevi ma intensi minuti. Il cavallo e gli incontri rimangono comunque degli elementi vincenti del prodotto, visto che riescono a offrire dinamiche e animazioni che possono far gola anche chi ha potuto apprezzare Miitopia su 3DS. Questo potente destriero è completamente modificabile come i diversi Mii, lasciando spazio all’immaginazione tra colori improbabili e particolari corna. Il gioco offre comunque la possibilità di una difficoltà artificiale, semplicemente selezionando un solo elemento del party oppure non potenziando in alcun modo le caratteristiche offerte dai pranzi. Il problema è che così si perde gran parte dell’esperienza, lasciando da parte i vari punti chiave che rendono Miitopia il prodotto che vuole essere.

In ogni caso, per quanto il gioco risulti imperfetto, alla fine ci si trova di fronte a un prodotto che riesce a divertire con semplicità e allegria. La struttura di gioco che lo divide in quattro fasi ludiche ben distinte offre un certo carattere al tutto, lasciando comunque quella sensazione di star compiendo azioni fin troppo simili fra loro per tutto il gioco. Piccola menzione d’onore va comunque nella parte dedicata agli alberghi, in cui è possibile aumentare la relazione con i diversi personaggi. Niente di nuovo nell’ambito umano, ma questa volta è possibile perfino creare un’unione con il proprio cavallo.

Miitopia

Per quanto riguarda altri piccoli elementi del pacchetto, bisogna ammettere che  scoprire quali sono i cibi preferiti dei nostri guerrieri, raccogliere le medaglie obbiettivo, osservare le nuove classi che si aggiungano al nostro catalogo, aumentare di livello, acquistare armature ed armi sempre più improbabili, rendono l’esperienza prevedibile nelle meccaniche ma lasciando comunque una certa curiosità al giusto pubblico di riferimento.

Un buona trasposizione in alta definizione

Questa versione completa di Miitopia conferma così le buone opinioni tecniche, dimostrandosi fluidissimo su Switch senza alcun bug di sorta o rallentamento del frame rate. Allo stesso tempo, il titolo riesce a esprimere una miglior effettistica delle luci, un miglioramento generale delle texture e il ritorno dello stile artistico dell’originale. Questa versione presenta perfino un ripensamento dei menù e dell’interfaccia di gioco, anche se rimane un peccato la completa cancellazione di alcune caratteristiche dell’originale. In parte quest’ultimo difetto è riparato dall’ottimo editor interno che viene offerto, permettendo così di partire per l’avventura con un cast di personaggi sicuramente fuori dal comune. Vi consigliamo di visitare il sito Miipedia per dare uno sguardo alle creazioni degli utenti e cosa sono riusciti a creare!

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Recensione
  • Miitopia
    7Voto Finale

    Miitopia rimane un gioco imperfetto, in cui sin dalle prime battute è possibile notare la struttura ridondante che il prodotto pubblicato da Nintendo offre a qualsiasi giocatore. Eppure la sua rilassata natura, il carattere innocente e simpatico, un gameplay accessibile a tutti e perfino l'ottimo editor dei Mii, offrono un miscuglio molto divertente per il suo pubblico di riferimento. Peccato per la difficoltà ribassata, in un gioco già fin troppo semplice, e per il metodo non proprio comodo per condividere le proprie creazioni.

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