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Modena Play 2019: reportage delle tre giornate di gioco

Anche quest’anno è terminata la più importante manifestazione italiana dedicata al gioco, Modena Play 2019, e già ne sentiamo la mancanza...

Anche quest’anno è terminata la più importante manifestazione italiana dedicata al gioco, Modena Play 2019, e già ne sentiamo la mancanza: tre intere giornate in cui, passeggiando fra i numerosissimi stand di editori e autori indipendenti, è stato possibile provare le ultime novità del panorama ludico italiano e internazionale, fra una tigella e due chiacchiere con altri appassionati. Ovviamente non potevamo perdere questa occasione di ritrovo e gioco, così abbiamo deciso di fare una full immersion e fiondarci su quanti più giochi possibile: ecco tutti i titoli che abbiamo testato.

Narcos

All’apertura della fiera ci siamo diretti allo stand Asmodee, e abbiamo deciso di testare Narcos, titolo che ci attirava per lo più per l’ambientazione. Si tratta di un asimmetrico in cui un giocatore interpreta Pablo Escobar e deve cercare di completare i propri obbiettivi prima che gli altri trovino il suo nascondiglio, che a ogni turno di gioco potrà spostare. Gli altri giocatori si calano ognuno nei panni di una diversa fazione (la DEA, la polizia colombiana, il cartello di Cali, Los Pepes) con poteri differenti e si muovono su una mappa tentando di scoprire dove si nasconde Pablo e provando a ostacolarlo piazzando posti di blocco, uccidendo i suoi sicari e distruggendo i suoi laboratori di coca. Il gameplay è semplice (ricorda vagamente Whitechapel come sensazione), l’ambientazione è immersiva; potrebbe forse risultare un po’ lungo, ma è un buon cooperativo – 4 vs1.Narcos Board Game

Cryptid

Forse il miglior titolo provato quest’anno, ci ha conquistato per le meccaniche semplici e innovative. Si tratta di un gioco deduttivo in cui ogni giocatore, disponendo di un solo indizio, dovrà capire dove si trova il Cryptid – una creatura mitologica – su una mappa modulare a esagoni composta da vari tipi di terreno e edifici. Bisogna quindi tentare di comprendere quali sono gli indizi degli avversari e, nel contempo, non far capire quale è il proprio. A ogni turno, ognuno potrà chiedere a un altro giocatore se una casella potrebbe essere la tana del Cryptid secondo il suo indizio: questi dovrà rispondere sinceramente e in accordo con quanto sa, ponendo un cilindro sulla casella scelta nel caso in cui il Cryptid, secondo il suo indizio, potrebbe nascondersi lì, oppure un cubetto se l’indizio esclude che sia lì. Una volta che si è abbastanza sicuri di quali siano gli indizi avversari, si può provare a indovinare quale casella sia la tana del Cryptid: se tutti gli avversari posizioneranno un cilindro sull’esagono scelto, quella sarà la tana! Il gioco contiene un mazzo di carte e dei libretti di indizi. Sulla base della carta scelta si costruirà la mappa e verrà assegnato un indizio specifico a ogni giocatore, in modo tale che per ogni mappa vi sia solo una tana del Cryptid. Ottimo deduttivo, semplice e veloce da giocare.

cryptid modena play

Raiders of the North Sea

Dopo Playagame è stata la volta di Ghenos, dove abbiamo avuto modo di testare Raiders of the North Sea. Questa volta ci siamo calati nei panni di Vichinghi, razziando porti e città allo scopo di avere più punti possibili. La meccanica è particolare, poiché ci troviamo davanti a un piazzamento lavoratori un po’ diverso dal solito. Ogni giocatore dispone di un solo lavoratore, che a ogni turno deve piazzare su uno spazio azione disponibile e lasciar lì, prendendo successivamente un altro lavoratore da uno spazio azione già precedentemente occupato e svolgendo l’azione corrispondente. Si fanno quindi due azioni a turno, di cui una libera e una occupata, quindi svolta precedentemente da qualcun altro. La meccanica è sicuramente peculiare, risulta difficile pianificare una strategia dal momento che chi agisce prima può stravolgere completamente i piani.

raiders of the north sea play

Il signore degli Anelli – Viaggi nella Terra di Mezzo

Gioco che ha fatto tanto parlare negli ultimi tempi, Viaggi nella terra di Mezzo è un narrativo guidato da un’app, in cui si possono rivivere le atmosfere del signore degli anelli. Un board game che dal punto di vista delle meccaniche non stupisce, ma che punta tutto sull’ambientazione e verrà probabilmente apprezzato dagli amanti del genere. Per un approfondimento su questo titolo, qui trovate le impressioni a caldo sul gameplay.

viaggi nella terra di mezzo play

Tokyo Highway

Eravamo molto curiosi di provare questo titolo, viste le foto di stecchetti e macchinine che ultimamente giravano. Si tratta di un gioco di destrezza in cui bisogna creare la propria autostrada posizionando – con mano fermissima – piloni, strade e macchinine. La partita è stata molto divertente, anche perché chi fa cadere i pezzi avversari dovrà riposizionarli esattamente com’erano, oltre a subire penalità. Ricordatevi di non muovere il tavolo mentre esultate per i posizionamenti più difficili, o vi ritroverete con le autostrade distrutte! Promosso.

tokyo highway modena play

Azul Le vetrate di Sintra

Non potevamo non provare il nuovo Azul, soprattutto considerando quanto ci è piaciuto il suo predecessore. La partita si è rivelata piacevole: pur mantenendo la stessa meccanica di presa delle tessere di Azul, il gioco si differenzia poi nel sistema di piazzamento e di punteggio. Ricorda comunque tantissimo il primo Azul, pur nella sua diversità.Azul Le vetrate di sintra

Downforce

Da Mancalamaro abbiamo provato Downforce. Si tratta di un gioco di scommesse e corse automobilistiche in cui ogni giocatore, dopo aver acquistato una macchina, la muoverà di turno in turno lungo un percorso utilizzando le carte a disposizione nella propria mano. La maggior parte di queste carte, tuttavia, consentirà lo spostamento anche delle macchine avversarie, sulle quali sarà tuttavia possibile scommettere. Qualche perplessità relativa al tabellone di gioco, che pare avvantaggiare parecchio la prima macchina che parte.

Jetpack Joyride

Ultima tappa della giornata è stata da 3 Emme, dove abbiamo fatto una velocissima partita a Jetpack Joyride, un gioco che simula l’omonimo videogame. Ogni giocatore dovrà posizionare sulla propria plancia modulare dei pezzi di percorso di varie forme, cercando di prendere le monete (punti vittoria) e evitando laser e razzi. La particolarità sta nel fatto che bisogna essere più veloci degli avversari non solo a finire il percorso, ma anche a prendere i pezzi. Divertente.Jetpack Joyride

Counterfeiters

La seconda giornata del Play è iniziata allo stand 3 Emme, dove abbiamo provato Counterfeiters, un piazzamento lavoratori light in cui ogni giocatore dovrà tentare di produrre banconote false e scambiarne quante più possibile con banconote vere entro la fine del gioco. Questo titolo ci ha stupito per la sua velocità: è un ottimo introduttivo, veloce da giocare e facile da spiegare e capire anche per un neofita.

counterfeiters modena play

Underwater Cities

La seconda tappa di sabato è stata allo stand MS Edizioni per Underwater Cities, candidato al premio Goblin Magnifico (poi vinto da Root, di cui abbiamo parlato qui). Le aspettative erano alte e sono state soddisfatte: Underwater Cities è un gestionale abbastanza semplice da capire, ma profondissimo. Lo scopo del gioco è accumulare punti vittoria costruendo la propria città – sott’acqua ovviamente – e un proprio motore produttivo. La meccanica di piazzamento lavoratori è resa peculiare dal fatto che a ogni piazzamento bisogna scartare una carta dalla propria mano, la quale ci conferirà un bonus se il colore corrisponde a quello associato all’azione scelta. Pur avendo fatto una breve demo e non una partita intera, il gioco ci ha colpiti per le meccaniche e la profondità strategica.

underwater cities modena play

Gizmos

Allo stand CMON abbiamo poi avuto modo di provare Gizmos, un simpatico gioco di combo carte con delle bellissime biglie colorate – tipo pozioni esplosive. Gioco semplice e carino, buon introduttivo al genere.

gizmos

Monster Slaughter

Questo titolo ci incuriosiva soprattutto per l’ambientazione: i giocatori interpretano una famiglia di malvagi assassini di vario tipo (psicopatici, alieni, vampiri, orchi) che devono andare a massacrare un gruppo di studenti riuniti a festeggiare all’interno di una casa nel bosco. Ogni famiglia dovrà scommettere in che ordine i malcapitati verranno uccisi – ottenendo punti bonus se le previsioni sono esatte – nonché qual è il proprio “piatto preferito”, ossia quale degli studenti è il proprio target personale. Alla fine il vincitore sarà la famiglia di mostri con più punti, ma le vittime dovranno morire tutte entro la fine della partita, altrimenti tutti i giocatori perderanno. Il titolo è molto divertente: originale l’idea e materiali di impatto.

monster slaughter modena play

Valparaiso

Cranio Creations ha portato quest’anno in fiera Valparaiso, un gioco che per le meccaniche ricorda vagamente Newton. Si tratta di un peso medio abbastanza lungo in cui i giocatori competono per fare il maggior numero di punti vittoria commerciando e costruendo.

valparaiso modena play

Vampire: the masquerade – Heritage

La terza giornata ha avuto nuovamente inizio allo stand 3 Emme, dove abbiamo potuto provare in anteprima Heritage, gioco in cui ci ritroveremo a gestire una famiglia di vampiri dal 1306 al 1990. Il gioco è basato sulle carte e sulla gestione di queste; nella versione definitiva sarà un legacy. Interessante la dinamica di scelta dei membri della famiglia, che influenzano tre diversi aspetti da tenere in considerazione, come lo spostamento dell’influenza sulla mappa, la fazione di appartenenza. Un titolo interessante che non vediamo l’ora di riprovare.

heritage modena play

Mysthea

Siamo poi riusciti a provare Mysthea, di Tabula Games, un titolo molto interessante con meccaniche di controllo territorio e maggioranze, nel quale ogni giocatore si cala nei panni di un esploratore di un mondo molto particolare costituito da isole semoventi. Le miniature e la grafica sono assolutamente d’impatto e il gioco si è rivelato profondo come da aspettative. Anche questo ci ha lasciato la voglia di rigiocarci e testare una partita completa.

mysthea modena play

L’isola del tesoro

Da Mancalamaro abbiamo provato l’Isola del Tesoro, un gioco che ci incuriosiva per la meccanica. Uno dei giocatori interpreta il ruolo di Long John Silver e deve scegliere un punto sulla mappa in cui nascondere il tesoro. Gli altri giocatori devono riuscire a trovarlo prima che questi si attivi per riprenderselo dopo il diciottesimo turno. La particolarità sta nel fatto che ci si muove e si cerca sulla mappa interagendo con essa, utilizzando pennarelli, compassi e bussole. Di fatto l’idea è molto interessante anche se, mettendola in pratica, si è rivelata un po’ confusionaria, soprattutto per la scarsa precisione che permettono i materiali di gioco nel segnare indizi, spostamenti e aree di ricerca.

isola del tesoro modena play

18 Lilliput 

Dopo la ricerca del tesoro abbiamo deciso di dedicarci a un altro dei candidati al premio Goblin Magnifico, 18 Lilliput. Si tratta di un titolo che tenta di condensare e semplificare un 18xx in un’esperienza ben più breve, ma ugualmente profonda. Abbiamo fatto quattro turni di gioco, ma già da questi siamo riusciti a capire che si tratta di un ottimo board game, che riproveremo volentieri.

18 lilliput modena play

So Long, My World

Dopo il successo su Kickstarter eravamo molto curiosi di provare So long, My World, dell’italiana Axis Mundi. Il tema e l’ambientazione sono tutto in questo caso: il mondo sta per finire, non possiamo fare nulla per evitarlo e dobbiamo solo fare i conti con la nostra vita acquisendo consapevolezza di quanto successo. Le risorse in questo gioco sono i sentimenti, negativi e positivi, che ci permetteranno di giocare carte per ottenere punti consapevolezza, ossia i punti vittoria alla fine del gioco. La grafica è curatissima e molto bella da vedere, l’alea è importante ed è presente una parte narrativa data dagli eventi. Sicuramente colpirà chi apprezza questo tipo di ambientazione.

so long my world play

Age of Towers

L’ultima giornata al Modena Play 2019 si è conclusa con Age of Towers, un introduttivo assolutamente originale che riprende i videogiochi tower defense, aggiungendo però interazione fra i giocatori. Ognuno dispone di un percorso su cui arriverà un determinato numero di mostri, che bisogna distruggere prima che giungano al castello. A ogni turno si possono costruire torri, allungare il percorso, comprare e giocare carte per guadagnare un vantaggio o ostacolare gli avversari. La partita è stata molto piacevole, il gioco è semplice da capire e da spiegare anche a un neofita.

age of towers modena play

Anche quest’anno la Play ci ha regalato tre giornate all’insegna del gioco e del divertimento, non vediamo l’ora che arrivi la prossima edizione; intanto, aspettiamo con impazienza Essen e il Lucca Comics.

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