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Namco Museum Archives Volume 1 & 2 – Recensione, un tuffo negli anni 80′

Bandai Namco ci riporta ai tempi del NES con due collezioni a tema
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Namco è da sempre un nome molto importante per l’industria videoludica, perfino prima della sua fusione con Bandai (avvenuta ormai quattordici anni fa). Per questo non ci sorprende sapere che, sin dai tempi della primissima PlayStation, la compagnia ha pubblicato una serie di riedizioni intitolate Namco Museum. In questo modo, la società non solo può celebrare la storia di quella che è, a tutti gli effetti, una delle aziende più importanti per l’intero medium, ma offre anche ai giocatori la possibilità di rivivere glorie del passato altrimenti dimenticate. Le ultime pubblicazioni di questa saga di compilation sono Namco Museum Archives Vol. 1 e 2, rilasciati esclusivamente in digitale su PS4, Xbox One, Nintendo Switch e PC. Prima di cominciare la nostra recensione, ci piacerebbe specificare che non andremo ad analizzare ogni singolo titolo incluso nelle due collection, ma la qualità del lavoro nel portare questi classici a nuova vita.

Namco Archieves VolumesI due “tomi”

Sviluppati dallo storico B-B. Studio e M2, queste due collezioni includono 11 titoli ognuna e tutti nella versione per NES in formato NTSC. Questo potrebbe sembrare un difetto per i puristi che preferirebbero le edizioni arcade di alcuni dei giochi presenti, ma la qualità delle opere incluse potrebbero far chiudere un occhio sulla questione. Precisamente, il primo volume include Dig Dug, Dragon Buster, Dragon Spirit: The New Legend, Galaxian, Mappy, Pac-Man, Sky Kid, Splatterhouse: Wanpaku Graffiti, The Tower of Druaga, Xevious e Pac-Man Championship Edition. Nel secondo, invece, troviamo Battle City, Dig Dug II, Dragon Buster II, Galaga, Legacy of the Wizard, Mappy-Land, Mendel Palace, Pac-Land, Rolling Thunder, Super Xevious: GAMP no Nazo e Gaplus. Come forse solo i più attenti avranno notato, all’interno di questi due prodotti sono presenti dei titoli mai usciti originalmente per la console Nintendo degli anni 80 e, perfino, alcuni che non sono mai approdati al di fuori del Giappone. Questo sarà sicuramente un pregio per gli appassionati, perché se da una parte sono presenti classici indimenticabili, dall’altra abbiamo titoli ingiustamente ignorati che hanno finalmente l’occasione di essere considerati anche in occidente.

Il menù di entrambi i Namco Museum Archives si presentano in maniera semplice e coincisa, ispirandosi moltissimo a quelli presenti nelle console mini rilasciate negli ultimi anni. Purtroppo, il menu oltre ai giochi e alle loro anteprime non offre alcun genere di contenuto extra. A differenza di molte compilation viste nel corso di questi ultimi anni, oltre ai giochi inclusi, la data di uscita e una piccola descrizione, non è infatti presente nient’altro. Un vero peccato, soprattutto perché osservare qualche artwork, video dietro le quinte o anche solo i manuali digitalizzati avrebbe aumentato il valore celebrativo di questi pacchetti. Per quanto riguarda la qualità delle conversioni, bisogna invece ammettere che B.B. Studio e M2 hanno realizzato un lavoro eccelso.

Tutti i giochi inclusi sono stati portati senza alcun tipo di sbavatura o bug di qualsivoglia genere, intuitivi nella mappatura dei comandi e perfino con tanto di traduzione per quelle opere mai uscite al di fuori del Giappone. Segnaliamo, comunque, che l’unica lingua supportata in entrambe le collezioni è l’inglese, ma il testo (sia dei menù che dei titoli) è cosi semplice da non risultare mai un vero problema. Ottima anche la personalizzazione dello schermo, in cui possiamo scegliere quattro scale di grandezza: dal classico e iconico 4:3 fino a una visualizzazione che ricopre tutto il televisore HD o 4K. Ovviamente è presente anche la possibilità d’includere alcuni filtri speciali, così da sembrare d’essere tornati a giocare all’interno degli storici e indimenticabili cubi catodici. Ci sentiamo invece di muovere qualche critica per gli sfondi, davvero pochi e poco rappresentativi della storia che ha contraddistinto Namco.

Namco Archieves VolumesPoco sopra vi avevamo avvisati del fatto che non avremmo analizzato nello specifico il catalogo dei due Namco Museum Archives, ma una menzione d’onore va sicuramente a Pac-Man Championship Edition e Gaplus. Il primo è il demake ufficiale del gioco uscito originalmente nel 2007, uno dei migliori della serie di Pac-Man a detta degli appassionati, mentre Gaplus è un inedita edizione NES del classico per sale giochi. Entrambi i titoli sono stati ricreati in modo da sembrare come se fossero usciti veramente negli anni 80, e probabilmente girerebbero perfino su un vero e proprio hardware del NES. Delle vere e proprie chicche che non fanno altro che aumentare la qualità di entrambi i volumi.

Recensione
  • Namco Museum Archives Volume 1 & 2
    7Voto Finale

    Inutile girarci attorno, queste collection sono pensate principalmente per uno specifico pubblico che vuole rivivere certe glorie del passato su piattaforme più recenti. Purtroppo il giocatore si trova davanti sì a dei porting eccelsi e sviluppati con cura, ma al contempo caratterizzati da una totale mancanza di contenuti extra, fattore che fa venir meno il senso di celebrazione che dovrebbero possedere. Il prezzo richiesto di 19.99 € l’uno pare, inoltre, essere decisamente eccessivo per i contenuti presenti, seppur da una parte abbiamo titoli inediti o che non sono mai usciti in territorio europeo. Detto questo, ci teniamo comunque a consigliare i due pacchetti a tutti i nostalgici degli indimenticabili anni ottanta e a chiunque volesse giocare legalmente certe perle come Splatterhouse: Wanpaku Graffiti, ma per il resto potrebbe essere meglio guardare altrove.


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