Nioh 2: dal periodo Sengoku all'impresa di William

Nioh 2: dal periodo Sengoku all’impresa di William

Nioh 2 sarà ambientato ben 45 anni prima del suo predecessore, nel periodo Sengoku. Ecco la storia, tra sangue, demoni e condottieri!

L’avventura che ci ha proposto l’intrigante Nioh nel 2017 è stata decisamente particolare: fiorito in un periodo in cui il genere soulslike era il più gettonato in assoluto, il gioco ne ha riscritto a modo proprio alcune caratteristiche sviluppando peculiarità perlopiù appaganti. Con una struttura a missioni su mappa da poter rigiocare ad ogni evenienza, una serie di obiettivi speciali, ma soprattutto una narrazione legata alle gesta di un singolo protagonista, il binomio Team Ninja e Koei Tecmo ha garantito agli acquirenti un prodotto challenging e pregno fino al midollo di cultura nipponica. Imparando dalla propria creazione passata e smussandone alcuni angoli, ci viene proposto un Nioh 2 che andrà ad inserirsi in un lasso temporale antecedente all’arrivo del biondo William sulle coste giapponesi. Lo stesso director del Team Ninja, Yosuke Hayashi, ci ha spiegato le motivazioni di tale scelta e le connessioni col primo capitolo:

In Nioh abbiamo ritratto il mondo dopo la morte di Nobunaga, una delle figure storiche più importanti dell’Era Sengoku, quindi abbiamo deciso di condividere e mostrare cosa è successo al Giappone quando invece era ancora vivo.

Dato che i giocatori sono già abbastanza familiari con la storia e i personaggi di Nioh, abbiamo voluto ricreare delle connessioni con il capitolo precedente e offrirle ai giocatori.

L’approdo

Gli avvenimenti di Nioh, con protagonista William, prendono vita alla fine del sedicesimo secolo, con l’Inghilterra e la Spagna a contendersi il controllo delle terre conosciute. In questo scenario viene scoperta l’esistenza di particolari pietre chiamate “Amrita“, contenitori di un potere spirituale mostruoso e capace di fare la differenza in qualunque situazione. Proprio intorno a queste pietre spirituali ruota il motore della narrazione, con William all’inseguimento di un oscuro alchimista, Kelley, che si è impossessato del suo spirito guardiano dopo aver dato sfoggio del potere delle Amrita a discapito del nostro eroe. Per recuperarlo, e per capire cosa diavolo sta succedendo, lo stesso William si ritrova in viaggio per una lontana terra chiamata Giappone, una terra devastata da guerre senza fine e infestata da terribili Oni. Il confine tra bene e male è sottile, sia per i mortali, sia per gli spiriti, e fin da subito il nostro eroe saggerà la potenza di entrambi.

Le vicende – che vi invitiamo a rivivere recuperando il primo titolo – portano il protagonista prima di tutto ad incontrare personaggi storici di rilievo (primo tra gli altri, Hattori Hanzo) e a schierarsi a favore di Tokugawa Ieyasu nella sanguinosa diatriba. Con una fedeltà minuziosa e una maestria nell’inserire le questioni ludico-narrative ad esso legate, la storia del samurai dai capelli d’oro e quella della fine dell’epoca Sengoku vanno ad intrecciarsi in modo impeccabile. Con cenni storici epici – evidenziamo in tal senso la battaglia di Sekigahara – e con una vera e propria enciclopedia di demoni a disposizione, godere di Nioh si è tradotto in un vero e proprio bagno termale nella cultura del Giappone feudale.

La situazione quindi, quando il nostro eroe arrivò sulle sponde orientali, era tutt’altro che rosea, e si è impegnato al massimo per dare il suo contributo. Ma che cosa è successo prima? Quanti secoli di leggende, onore e sangue si sono accavallati?

Imparzialità e rispetto

Proprio per rispondere a tutto ciò, in Nioh 2 faremo un passo indietro. Le vicende prenderanno vita nel 1555, con un focus particolare sulla storica e indelebile figura di Oda Nobunaga, Daimyo del feudo di Owari. Fu grazie a lui che nel periodo Sengoku si pose fine all’anarchia feudale. Dopo essere stato resuscitato nelle fasi finali del primo titolo, con una parte nella scacchiera che non vi riveliamo qualora non abbiate ancora giocato Nioh, in questo prequel il condottiero sarà una figura presente già nelle prime battute, come testimonia anche il messaggio rilasciato dagli sviluppatori sul PlayStation Blog:

Siamo nel Giappone degli Stati belligeranti. È il 1555. Un conflitto interminabile ha trasformato il paese in un territorio in preda al caos infestato da Yokai demoniaci, spiriti malvagi che si nutrono delle proprie vittime.

È proprio nel bel mezzo di questo implacabile caos che faremo la conoscenza del nostro protagonista (o della nostra protagonista, a seconda della vostra scelta iniziale), un solitario cacciatore di Yokai al soldo di chi richiede i suoi servigi nella provincia di Mino. Il guerriero però nasconde un terribile segreto: è un orfano mezzosangue nelle cui vene scorre sia sangue umano che Yokai. Incapace di ritagliarsi uno spazio nella società, il nostro cacciatore preferisce viaggiare da solo.

La situazione precipita quando il protagonista perde il controllo del proprio potere Yokai alle prese con un nemico feroce. La tragica situazione verrà salvata da un mercante errante, Tokichiro, che vende delle cosiddette “Pietre dello spirito”, manufatti magici in grado di far comunicare chi le possiede con gli spiriti Yokai. Il nostro guerriero riesce così a riprendere il controllo sulla sua parte demoniaca.

Da quel momento, i due decidono di allearsi e viaggiare insieme mettendosi alla ricerca di altre potenti Pietre dello spirito, spinti da un influente signore della guerra intenzionato a rintracciare questi manufatti per assicurarsi che ne venga fatto un uso adeguato.

La missione è però interrotta da qualcuno (o qualcosa) che come loro è alla ricerca delle pietre. Riusciti a scappare grazie all’aiuto della cacciatrice di Yokai Mumyo, i tre trovano rifugio nella provincia di Owari, finendo al servizio del grande Oda Nobunaga.

Ma i loro piani avranno vita breve: saranno infatti costretti ad affrontare delle forze demoniache intenzionate a recuperare le restanti Pietre dello spirito. L’avventura del nostro guerriero mezzosangue “Hideyoshi” può così avere inizio.

 

Nobunaga nacque nel 1534, quindi nella parte iniziale della storia di Nioh 2 egli sarà poco più che ventenne. Non sappiamo all’effettivo quanto durerà la nostra avventura (non in termini ludici, ma in termini storici), ma basterà fare un paio di rapidi calcoli per renderci conto che dalla morte di Nobunaga all’approdo di William in Nioh passeranno circa 18 anni. Il totale sarà di ben 45 anni d’eventi conosciuti (ma con alcuni protagonisti inediti) che ci porteranno a sviscerare ancora più a fondo l’orgogliosa cultura nipponica.

Questo apre un ventaglio di possibilità interessanti sugli avvenimenti, le battaglie e le diatribe che potremo trovarci di fronte. In ordine cronologico, ecco alcuni dei momenti che potrebbero essere trattati durante il periodo in cui Nobunaga è ancora vivo:

  • Battaglia di Miyajima (1555)
  • Battaglia di Okehazama (1560)
  • Seconda battaglia di Anegawa (1570)
  • Assedio di Ishiyama Hongan-ji (1570-1580)
  • Assedi di Nagashima (1571-1573-1574)
  • Battaglia di Mikatagahara (1573)
  • Battaglia di Nagashino (1575)
  • Battaglia di Tedorigawa (1577)

Tuttavia, l’ultima demo che abbiamo potuto testare era ambientata nella distruzione del castello di Kitanosho, avvenuta durante la battaglia di Shizugatake del 1583 tra i sostenitori di Nobunaga e quelli di Hideyoshi per la successione. Di conseguenza, è lecito pensare che il lasso di tempo storico trattato nel titolo vada anche oltre la morte del daimyo (1582), e che possano quindi essere presi in considerazione altri fatti storici prima del 1600, dalla sottomissione di Shikoku (1585) in poi.

Non sappiamo se in Nioh 2 verranno utilizzati salti temporali, flashback, o una narrativa atipica, ed è per questo che attualmente possiamo soltanto ipotizzare. In che modo verrà riallacciato il tutto? Non ci resta che aspettare il 13 marzo e scoprirlo… o magari anche prima con la nostra recensione!

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