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Observer: System Redux – Recensione, l’horror cyberpunk torna su console

Ecco la nostra recensione di Observer: System Redux, che debutta finalmente anche sulla vecchia generazione di console di Sony e Microsoft.

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Tra le più importanti introduzioni della nuova generazione di console, il ray tracing ed il supporto 4K sono state, probabilmente, le più richieste e apprezzate dall’utenza. Non solo, Sony, grazie al DualSense di PlayStation 5, è riuscita ad aumentare il livello di coinvolgimento del giocatore, andando oltre il mero impatto visivo. Observer: System Redux, a mezzo anno di distanza dal suo approdo su next-gen, torna sulle console di vecchia generazione, evidenziando con forza quanto non si debba sottovalutare l’importanza che quelle feature stanno avendo sul mercato videoludico. Il titolo più coinvolgente dei ragazzi di Bloober Team torna su console mantenendo inalterata la sua forte atmosfera horror Sci-Fi, ma perdendo terreno sul versante tecnico, che gli aveva permesso il grande salto di qualità rispetto alla prima versione del 2017: scopriamo perché nella nostra recensione di Observer: System Redux.

Distopia cyberpunk

Dal punto di vista narrativo, il racconto di Observer: System Redux è lo stesso nel quale ci siamo immersi nelle sue due precedenti incarnazioni. Con evidenti richiami a 1984 di George Orwell, ci ritroveremo a vestire i panni del cyber detective Lazarski che, nella ricerca di suo figlio scomparso in una Cracovia del futuro, si ritroverà invischiato in un’avventura a tinte horror alla ricerca di un misterioso assassino, in un mondo distopico, sporco e decadente, ma vestito di un abito artistico che non ha nulla da invidiare alle produzioni cyberpunk più blasonate.


Observer: System Redux

Un’avventura investigativa che ci vedrà impersonare, come da titolo, un Observer, un mentalista cibernetico, in grado di utilizzare i propri impianti per scrutare la scena del crimine attraverso uno sguardo davvero peculiare, in grado non soltanto di individuare tracce invisibili alla normale vista, ma anche di entrare nella testa della vittima, per scoprirne il passato e carpirne i segreti. É proprio nelle fasi investigative che entra in gioco lo scarno ma essenziale gameplay di Observer: System Redux. Attraverso due modalità di visione, quella biologica e quella tecnologica, dovremo interrogare i sospettati, scandagliare la scena del crimine, eseguire hacking e, soprattutto, compiere incursioni oniriche nella mente delle vittime. Solo attraverso le investigazioni neurali potremo scoprire di più sul destino di nostro figlio, a patto di avere il coraggio di entrare nell’incubo.

Si spengono le luci

Come dicevamo in apertura di recensione, Observer: System Redux mantiene inalterata su old gen l’esperienza originale del titolo, arricchita delle sue missioni aggiuntive: ma, ad un occhio allenato, il downgrade tecnico emerge con chiarezza, e quello che lo rende ancora più evidente è proprio la natura cyberpunk del gioco. Con l’ottimo The Medium, i ragazzi polacchi di Bloober Team hanno dimostrato di saper lavorare egregiamente con le nuove tecnologie, ma anche lo stesso Observer aveva dimostrato di saper dire la sua su next-gen. Tuttavia, partendo proprio dalla sua componente visiva, l’assenza del raytracing su old gen “spegne” le luci dei riflettori che il mondo cyberpunk aveva puntato su Observer.

Girare per i claustrofobici appartamenti del motel dove si svolge l’oscura avventura del detective Lazarski su PlayStaton 4 e Xbox One, non ha lo stesso impatto visivo che ci ha regalato l’impianto di illuminazione delle nuove console. Le luci dei monitor, gli effetti particellari che strizzano l’occhio alla dimensione cibernetica di Matrix, i riflessi del sangue che macchia i corridoi dove sono stati da poco compiuti efferati omicidi, non riescono a rendere come hanno fatto su nuova generazione. Non solo, quando gli elementi a schermo iniziano a diventare troppi per degli spazi così angusti, il titolo comincia a far fatica e perde colpi in termini di FPS.

Observer: System Redux Recensione

Un incubo meno coinvolgente

L’investigazione di Lazarski, rispetto a quella di PlayStation 5, riesce, purtroppo, a farsi meno coinvolgente anche sul lato del mero gameplay a causa dell’assenza del DualSense. Sebbene non siamo di fronte ad un uso intensivo come quello di Astro’s Playroom, le feature del nuovo pad erano state in grado di rendere ancora più coinvolgente l’esperienza di gioco, passando dalle fasi oniriche, dove il feedback aptico era in grado di esaltare i sentimenti di angoscia e paura del nostro protagonista, fino alle più consuete iterazioni con gli elementi interattivi dell’ambientazione, come porte e cassetti, resi tangibili dai grilletti adattivi

Con un sistema di illuminazione inferiore, e con l’assenza delle feature del DualSense, Observer: System Redux fa un piccolo passo indietro rispetto alle sue incarnazioni next-gen. Tuttavia, il titolo di Bloober Team rimane un ottimo gioco, probabilmente ancora più ispirato di The Medium. Ad un prezzo budget e con la possibilità dell’update gratuito per le nuove console, raccomandiamo sicuramente di provarlo anche in questa veste a chiunque non si sia ancora perso in una delle avventure horror più coinvolgenti e psicologicamente disturbanti  della scorsa generazione.

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Recensione
  • Observer: System Redux
    7.4Voto Finale

    L'avventura horror Sci-Fi di Bloober Team, Observer: System Redux, approda finalmente, a qualche mese di distanza, anche sulle console di vecchia generazione, e lo fa in maniera più che discreta. Sebbene mantenga inalterato l'ottimo comparto narrativo, il suo vero punto di forza, da un punto di vista tecnico il discorso si fa differente. L'assenza del ray tracing e della risoluzione a 4K, infatti, rendono il titolo inferiore dal punto di vista tecnico e dell'illuminazione, mentre l'assenza del DualSense porta l'esperienza di gioco ad essere meno coinvolgente. Tuttavia, Observer: System Redux rimane uno dei titoli più ispirati della scorsa generazione, e merita di essere giocato anche in questa sua incarnazione.

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