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Oddworld: Soulstorm – Recensione, la fuga è solo l’inizio

L'epica fuga di Abe e dei suoi compagni Mudokon prosegue nel nuovo Oddworld: Soulstorm, titolo rilasciato su PS4, PS5 e PC; ecco la nostra recensione.

Chi ha vissuto pienamente la generazione PlayStation negli anni ’90, porta ancora nel cuore diversi titoli rivelatisi capaci di segnarne la carriera videoludica. Mascotte come Crash, Spyrosir Daniel Fortesque sono ancora oggi icone straordinarie, tornate a nuova vita grazie a degli splendidi remake che hanno saputo avvicinare anche le ultime generazioni di videogiocatori. Nel novero di questi eroi, non possiamo non aggiungere lo sfortunato Abe. Protagonista della saga di Oddworld Inhabitants, l’eterno fuggiasco Mudokon è ritornato, come potrete leggere nella nostra recensione, in splendida forma in Oddworld: Soulstorm, rivisitazione di Oddworld: Abe’s Exodus e sequel del più recente Oddworld: New ‘n’ Tasty.

Oddworld: Soulstorm

Rilasciato su PlayStation 4, PlayStation 5 e PC, Oddworld: Soulstorm riprende la classica e fortunata formula dei suoi predecessori e la eleva all’ennesima potenza, nei suoi pregi e nei suoi difetti; Soulstorm, come avremo modo di raccontarvi, è infatti un Oddworld a tutti gli effetti. Se non è mai stato il genere di platform che tocca le vostre corde, questa sua nuova incarnazione non vi farà certo cambiare idea. Ma se avete amato le disavventure di Abe, se ragionare tra un salto e l’altro è per voi una gradita variazione sul tema, e se vivete a pane e completismo, Oddworld: Soulstorm sarà una manna dal cielo. Prendete un lungo respiro, leggete la nostra recensione di Oddworld: Soulstorm e preparatevi a correre. La stagione della caccia al Mudokon è nuovamente aperta.

Io vi salverò

Oddworld: Soulstorm inizia immediatamente dopo la fine di New ‘n’ Tasty. Salvati i suoi compagni schiavi dagli Zulag di RuptureFarms, Abe e i Mudokon cercano un riparo per concedersi del meritato riposo. Tuttavia, i perfidi Glukkon del cartello Magog non hanno la minima intenzione di lasciarli fuggire, e si lanciano in un disperato inseguimento per vendicarsi di Abe. Il nostro sfortunato protagonista scoprirà a sue spese che la strada verso la libertà è ancora lunga, e che per salvare i suoi 300 compagni dovrà risvegliare la voce dei Mudokon e scoprire il mistero dietro una nuova e deliziosa bevanda, la Soulstorm.

Pad alla mano, le novità di Soulstorm sono immediatamente evidenti. La storia di questo nuovo capitolo è molto più adulta e cupa, differenziandosi dai precedenti capitoli che mostravano uno stile leggero e cartoon, sebbene anche in Soulstorm non mancheranno i momenti di black humor caratteristici della saga. Nel corso della sua avventura,, Abe si muoverà poi in ambienti decisamente più vasti e aperti rispetto a quelli di RuptureFarms, permettendoci di scoprire il fantastico mondo di Oddworld in ogni sua sfaccettatura. Soulstorm, come il suo prequel, è un platform 2D con grafica 3D (che gli sviluppatori definiscono 2.9D). Tuttavia, la struttura dei nuovi livelli ci permetterà di spostarci con una profondità tutta nuova, che darà un più ampio respiro all’ambientazione, celando alla vista i collezionabili.

Le novità più succose, tuttavia, si mostreranno non appena ci lanceremo nell’azione. Il gameplay di Soulstorm, infatti, rivede completamente quello delle sue precedenti incarnazioni, portando finalmente la saga nella modernità. Abbandonate la legnosità e la pesantezza di New ”n’ Tasty, Abe è finalmente libero di scappare con una rinnovata agilità. Il platforming di Soulstorm è decisamente più fluido e frenetico, e la banale ma fondamentale introduzione del doppio salto ha permesso agli sviluppatori di costruire livelli assai più veloci e verticali. Sarete liberi di correre, saltare, arrampicarvi ed afferrare gli oggetti senza dover più pensare alla posizione di Abe nello scenario, e soprattutto senza cadere ripetutamente nei precipizi per colpa di un cattivo posizionamento del protagonista. Niente più calcoli al millimetro, era ora.

La caccia al Mudokon è aperta

Come per i precedenti capitoli, lo scopo del gioco sarà attraversare i livelli cercando di salvare quanti più Mudokon possibile. Ogni livello di Soulstorm offre una diversa ambientazione, non annoiando mai il giocatore né da un punto di vista visivo, né di gameplay. Ogni sezione di gioco, infatti, offre spunti sempre nuovi, e sebbene la struttura del titolo rimanga la stessa dall’inizio alla fine, saranno molte le azioni che andremo a compiere, peculiarità che permette all’esperienza di mostrarsi sempre in forma smagliante. Le azioni che può compiere il nostro protagonista saranno quelle tipiche della saga. Ci sposteremo con la levetta sinistra, mentre con la croce direzionale impartiremo gli ordini ai Mudokon: una volta trovati e liberati, potremo ordinargli di seguirci, aspettare, essere passivi o aggressivi. La gestione dei nostri compagni sarà fondamentale per superare i puzzle di ogni livello. Il Dualsense viene poi sfruttato a dovere, soprattutto dal punto di vista della vibrazione, che seguirà il nostro cuore e i nostri passi, e del feedback aptico, che entra in scena ad ogni canto di Abe.

Con i tasti dorsali, infatti, saremo in grado di cantare – l’abilità nativa dei Mudokon -, utile per risolvere gli enigmi, aprire i portali, e controllare i nemici, ma anche per lanciare gli oggetti; ed è qui che entra in scena un’altra novità di Soulstorm. In questo nuovo capitolo, infatti, Abe potrà contare su un vasto inventario per craftare il proprio equipaggiamento. Rovistando in giro per la mappa potremo ottenere risorse per creare il nostro arsenale, utile per risolvere i puzzle ed eliminare i nostri avversari: caramelle rocciose, molotov, bengala, bombe fumogene, dovremo sfruttare tutta la nostra immaginazione per superare le sezioni più difficili. E se proprio non riusciremo a proseguire, potremo sempre cantare e prendere possesso dei malvagi Slig. Soulstorm ci metterà di fronte una vasta gamma di nemici, da superare ognuno in un modo diverso; e e superati anche loro, dovremmo vedercela anche con alcuni boss ambientali, che ci minacceranno lungo tutto il livello.

Oddworld: Soulstorm è un platform old school

Per la nostra recensione, abbiamo giocato Oddworld: Soulstorm su PlayStation 5 e, da un punto di vista tecnico, il titolo ci ha convinto. Il frame rate è stabile, così come la risoluzione, sebbene il comparto grafico, al netto di qualche glitch e compenetrazione, non faccia gridare alla next-gen. Il comparto audio è perfettamente in tema con la serie, con musiche ispirate e un doppiaggio inglese che rende perfettamente lo spirito grottesco dei Mudokon; i sottotitoli italiani presentano però purtroppo qualche refuso. Le novità ed i miglioramenti di Soulstorm sono però comunque innegabili. I 15 livelli della campagna vi terranno impegnati tra le 10 e le 15 ore, che variano in base alla vostra bravura e voglia di trovare le medaglie collezionabili, e soprattutto di salvare tutti i Mudokon: una sfida difficile da completare al primo tentativo, cosa che assicura una discreta rigiocabilità. Salvarli tutti o uccidere troppi nemici, poi, renderà l’end game veramente affascinante, ma lasciamo a voi il piacere della scoperta.

Purtroppo, però, non è tutto rosa e fiori. Nonostante i miglioramenti, permane una legnosità di fondo abbastanza palpabile. Abe deve essere posizionato precisamente di fronte alla leva o al pulsante che dovrete premere, non sempre si arrampicherà come volete, e alle volte non riuscirà ad attirare l’attenzione dei Mudokon, che difettano ancora di un’intelligenza artificiale non sempre all’altezza, portandoli alla morte. Ciò detto, Oddworld: Soulstorm non ha comunque nulla da invidiare ai titoli moderni, pur strizzando l’occhio alle sue lontane origini. Un platform diverso, ragionato, ma allo stesso tempo fluido e profondo. Come detto in apertura di recensione, Oddworld: Soulstorm non farà cambiare idea a chi non lo ha mai amato, ma siamo sicuri che farà la felicità di vecchi e nuovi fan.

Recensione
  • Oddworld: Soulstorm
    8Voto Finale

    Oddworld: Soulstorm è la perfetta evoluzione della storia di Abe. La nuova fatica dei ragazzi di Oddworld: Inhabitans porta la saga a un nuovo livello, sia grafico che ludico. Al netto di qualche sbavatura tecnica e di una rigidità di fondo tipica della serie, la nuova avventura dei Mudokon è più veloce, fluida, profonda e adulta. Non siamo innanzi al titolo che farà cambiare idea a chi non ha mai apprezzato questo genere di platform, ma parliamo del gioco che toccherà le corde dei fan storici e che mostrerà ai nuovi giocatori quanto può essere meraviglioso e terribile il mondo di Oddworld. Fate un lungo respiro e preparatevi a correre, la strada per la libertà di Abe e dei Mudokon è ancora molto lunga.

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