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Paladins of the West Kingdom – Recensione del Worker Placement di Garphill e Renegade

Nuovo titolo di Shem Phillips e S. J. Macdonald, Paladins of the West Kingdom è un worker placement che strizza l'occhio ai fan di Orléans.

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Appena avvenuta la consegna del Kickstarter siamo riusciti a testare Paladins of the West Kingdom, nuovo titolo di Shem Phillips e S. J. Macdonald, autori del celebre Architects of the West Kingdom che abbiamo già provato ad Essen lo scorso anno (Shem Phillips già noto in realtà per la serie di giochi sul North Sea).

Paladins of the West Kingdom è un piazzamento lavoratori da 1-4 giocatori uscito nel 2019 a cura di Garphill Games e Renegade Game Studios, la versione italiana verrà invece pubblicata da Fever Games.

Quattro plance e board centrale di Paladini del regno occidentale

Ambientazione e Materiali

Nell’alto medioevo, la Francia vive un periodo turbolento sotto costante minaccia di Saraceni, Vichinghi e  Bizantini. Nei panni di un nobile, occorrerà fortificare il proprio territorio, svilupparlo e combattere contro i nemici del regno (o convertirli): per assisterci, il Re ha inviato i suoi paladini, di cui ci serviremo in vari modi nel corso della partita.

Le quattro plance-giocatore raffigurano il regno e presentano i numerosi spazi-azione (ben 12) sui quali verranno piazzati i nostri lavoratori. Le due board rettangolari che compongono il tabellone centrale si uniscono in una lunga striscia, ai cui lati verranno rivelate nuove carte durante la partita. Tutti i componenti sono illustrati da Mihajlo Dimitrievski, che come al solito riesce a conferire un’ottima caratterizzazione ai personaggi rappresentati.

Splendida come sempre, per i Kickstarter di Garphill Games, la qualità dei materiali. La nostra versione è corredata da un set di monete di metallo, che non utilizziamo nelle nostre partite preferendo quelle di cartoncino (anch’esse incluse).

Lieve disappunto per la scelta dei colori dei lavoratori, un conoscente daltonico ci fa notare come i meeples viola e quelli neri siano per lui indistinguibili. Nessun problema invece per gli altri colori, inclusi quelli stampati sulla plancia.

Garphill Games Shem Phillips

Meccaniche di Paladins of the West Kingdom

La partita si svolge nell’arco di sette turni: nei primi tre round di gioco vengono rivelate le carte obiettivo (tre carte in tutto, una ad ogni round) che potenzialmente ci conferiranno un bonus di punti a fine partita. Si scoprono inoltre nuove carte con cui possiamo interagire nel corso del gioco, effettuando le nostre azioni. Nel suo turno, ogni giocatore andrà a pescare tre carte “paladino” dal proprio mazzo personale, selezionandone una per il round corrente. Ogni paladino fornisce due lavoratori in determinati colori, un boost temporaneo alle nostre caratteristiche (fede, forza ed influenza) ed un’abilità speciale. Successivamente, viene draftata una carta “taverna” con quattro ulteriori meeples: si forma in questo modo la pool di lavoratori disponibile per il round.

Le azioni si svolgono tramite il posizionamento dei meeples negli appositi spazi (nuovi spazi verranno rilevati dal turno 3 in poi): oltre a rispettare il colore richiesto, occorrerà talvolta pagare un costo in risorse e possedere un livello adeguato nella caratteristica che quell’azione ci richiede. Esauriti i lavoratori di tutti i giocatori, gli spazi azione vengono liberati e si passa al round successivo.

Oltre alla meccanica di piazzamento, troviamo in Paladins of the West Kingdom una debole componente di engine-building: le carte “cittadino” infatti offrono dei bonus quando una determinata azione viene scelta, rendendo più redditizio svilupparsi in quel preciso settore piuttosto che in altri. I mazzi paladino e cittadino vengono affiancati da carte invasore, favore del re, taverna, debito, sospetto e mura, ben otto mazzi che spingono il titolo verso una netta impostazione card-driven.

Garphill Games Sean Philips

Considerazioni

Abbiamo trovato Paladins of the West Kingdom un titolo discreto, anche migliore del precedente Architects. La complessità è di medio livello, le meccaniche sono chiare già dalla prima partita, buona anche l’ergonomia. Perfettamente bilanciato risulta essere il livello di interazione, sempre indiretta ma presente in quasi tutte le scelte: si va dal prendere una carta prima degli avversari, all’occupare uno spazio-azione (bloccandolo per tutto il turno), fino ad attivare l’inquisizione nel momento più sfavorevole per gli altri giocatori. La meccanica di piazzamento, che richiede (solitamente) diversi lavoratori di determinati colori, ci ha ricordato quella di Orléans ma senza la componente bag-building: il pool di colori disponibili in Paladins of the West Kingdom è determinato dal draft di inizio turno, un’altra caratteristica che migliora l’interazione fra giocatori e riduce l’aleatorietà. A proposito di aleatorietà, va segnalato un potenziale squilibrio nel gioco: come spiegato, in ciascuno dei primi tre turni viene scoperta una carta “favore del re”: si tratta di obiettivi da soddisfare che generano punti bonus a fine partita. All’inizio del terzo turno, ogni giocatore avrà già impostato una determinata strategia e rivelare così tardi il terzo obiettivo (quello che fornisce più punti) significa fornire un discreto vantaggio chi, casualmente, stava già sviluppando i requisiti di questa carta, a scapito di chi aveva intrapreso un percorso diverso.

Con alcuni giocatori si verificheranno situazioni di analisi-paralisi, soprattutto nel draft di inizio round in cui andranno già pianificate le azioni da intraprendere nell’intero turno. Anche il down-time fra un round e l’altro spesso si fa lungo con dei pensatori al tavolo. Sette turni di gioco sono forse un po’ troppi, considerato che solitamente non solo si riesce a fare tutto ciò che si era pianificato, ma anche ad iniziare qualcos’altro (azioni casuali, giusto perché avanzano le mosse).

In definitiva, Paladins of the West Kingdom ci è piaciuto (e parecchio) nonostante alcune piccole imperfezioni. Per acquistarlo, la versione retail inglese è già disponibile nei negozi e l’edizione italiana lo sarà a breve. Per la versione Kickstarter con carte promo e monete di metallo, invece, occorrerà rivolgersi al mercato secondario o attendere il prossimo Kickstarter di Garphill Games, che sicuramente offrirà la possibilità di recuperare anche i titoli precedenti della serie.

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Recensione
  • Paladins of the West Kingdom
    7Voto Finale

    Buon worker placement dalle meccaniche solide ed ottimi materiali, ottimo ripiego anche per i fan di Orléans, difficilmente rimarrete delusi da Paladins of the West Kingdom.

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