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Pokémon Spada e Scudo: un confronto tra mitologie e leggende nordeuropee

Che Galar sia ispirata alla Gran Bretagna sembra essere ormai appurato, ma cosa si nasconderà dietro la trama e i leggendari dell’ottava generazione?
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Lo scorso 27 febbraio il Pokémon Direct ha finalmente rivelato in contemporanea mondiale i prossimi capitoli che introdurranno l’ottava generazione, due titoli in uscita entro la fine dell’anno e che nel giro di pochissime ore hanno fatto parlare veramente tanto di loro. E sebbene, in verità, il trailer andato in onda durante la live non abbia esplicitamente mostrato chissà quante informazioni in merito, come forse ben saprete la community dedicata al brand non è certo immune al potere della fantasia e dell’immaginazione.

Il polverone di rumor che si è sollevato dopo il Direct è stato infatti estremamente consistente, e anche a distanza di una settimana dalla trasmissione dell’evento, questo clima di fermento generale continua a sfornare teorie, ipotesi e probabili congetture. Gli utenti continuano a fantasticare, proponendo idee che possano in qualche modo riallacciarsi a delle possibili tematiche che in quei pochi minuti di video sono state in realtà a malapena accennate – e che possono essere “catturate” solo attraverso un’osservazione attenta della mappa, e tramite un’analisi dei loghi e dei titoli dei prossimi giochi.

Pokémon Spada e Pokémon Scudo, dai nomi italiani forse un po’ bizzarri e stonati all’orecchio, sono quindi e indiscutibilmente tra i giochi più chiacchierati al momento, soprattutto per i numerosi riferimenti al mondo britannico, al suo passato storico e alla sua mitologia. Ed è proprio della mitologia, affascinante argomento che continua a stimolare e a dividere il web, ciò di cui vorremmo parlare nell’approfondimento di oggi, proponendo però un confronto tra le teorie sostenute dai fan della mitologia norrena, e quelle invece sviluppate dagli accaniti della mitologia celtica.

Mitologia norrena e avvento del Ragnarok

Per ciò che concerne i riferimenti alla presunta mitologia norrena, per alcuni fan fonte sia della trama che del concept di alcuni Pokémon (dei leggendari in primis), è possibile affrontare il discorso soffermandoci specificatamente su quattro punti, o concetti chiave.

Innanzitutto, i loghi e i nomi con cui sono stati presentati i titoli. Pokémon Spada e Scudo, a primo impatto, possono rimandare a un mondo relativamente antico, in cui i guerrieri la fanno da padrone. Del resto, l’immagine di uno scudo e di una spada porta inevitabilmente a pensare a una figura come un cavaliere, o un vichingo magari – del resto a quei tempi erano quelle le armi che c’erano a disposizione. Sopra la spada e lo scudo, tuttavia, è possibile vedere due teste di animali – per la prima volta nella storia Pokémon, tra l’altro, due animali apparentemente identici per entrambi le versioni di gioco.

Secondo i simpatizzanti della mitologia norrena, potrebbero esserci due possibili ispirazioni legate alle figure canine. Una prima ipotesi vedrebbe protagonisti Hati e Skoll, due lupi legati ad alcune leggende e ad alcuni poemi nordici che indicherebbero simbolicamente la luna e il sole – un’ipotesi questa che fa leva soprattutto sul riferimento ai giochi di settima generazione, proponendo quindi una nuova (ennesima) dicotomia che vede affrontarsi luce e oscurità, bene e male.

Una seconda ipotesi, tuttavia, sarebbe quella maggiormente accreditata. Le teste di lupo inserite nel logo di Pokémon Spada e Scudo sarebbero in realtà delle raffigurazioni ispirate ai lupi Geri e Freki, le due bestie di Odino. La maggiore papabilità di tale teoria in questo caso è data soprattutto da due indizi che è possibile rintracciare sia nella mitologia, sia in alcune illustrazioni storiche.

Innanzitutto, il nome di Geri (a volte chiamato Gere) in antico norreno significherebbe “avaro”, mentre Freki (o Freke) avrebbe il significato di “ingordo”: ciò che ne consegue, allora, è che queste peculiarità del carattere delle due creature mitologiche potrebbero ricollegarsi metaforicamente alla spada, che indicherebbe un atteggiamento più aggressivo e tendente all’ingordigia e alla conquista, e allo scudo, simbolicamente legato all’atto di difesa, non solo di sé stessi ma anche dei propri averi – e da qui la presunta avarizia. E ancora, il Pokémon di Spada richiamerebbe perciò l’atteggiamento di Freki, mentre quello della versione Scudo nasconderebbe un riferimento al lupo Geri.

Inoltre, in una famosa illustrazione, i lupi mitologici di Odino sono rappresentati emblematicamente uno a destra e uno a sinistra del trono del dio, ovvero uno accanto alla sua spada e l’altro accanto allo scudo; tale simbologia, secondo i molti sostenitori di una simile teoria, sarebbe quindi una prova piuttosto convincente del fatto che i Pokémon leggendari delle due versioni di ottava generazione possano essere realmente ispirati al mondo della mitologia norrena.

L’altro punto che sembrerebbe a favore del “Team Norreno”, riguarderebbe direttamente la regione stessa di Galar e il motto con il quale sono stati presentati i titoli. La mappa, come tutti ben saprete, sembra essere palesemente ispirata alla Gran Bretagna – tant’è che è possibile ritrovarvi delle riproduzioni abbastanza fedeli di luoghi e panorami ripresi da città come Londra, Manchester, e persino di alcuni stadi da calcio inglesi. Ma più che l’aspetto della regione e la sua ispirazione al mondo reale – che ricordiamo non essere direttamente influente sulla mitologia che viene inserita nei giochi Pokémon, e un esempio evidente è proprio la Kalos di sesta generazione – sarebbe in realtà il nome che gli è stato donato a far rimuginare i fan.

E in effetti, come è stato già ipotizzato da diversi utenti, il nome stesso di Galar potrebbe derivare dal verbo svedese “gala”, che in italiano significa “gloriarsi”. E guarda caso, il motto con cui vengono presentati i giochi stessi è proprio è “Apriti un cammino verso la gloria!” – “Forge a path to greatness” in inglese. Unendo meglio i puntini, quindi, questo “gloriarsi”, questo raggiungere la “greatness” potrebbe riferirsi alla gloria che i guerrieri nordici più valorosi ottenevano entrando nel regno del Valhalla, mondo ultraterreno in cui solo i campioni che si erano fatti onore in battaglia potevano esservi accompagnati dalle Valchirie, figlie di Odino.

Un discorso simile potrebbe essere simbolicamente e metaforicamente traslato sul percorso che bisogna compiere con successo per diventare Campione Pokémon, ottenendo quindi la gloria del titolo della regione una volta battuta la Lega.

Il terzo punto chiamato in causa a favore di questa teoria si focalizza sulle rune e sullo strano disegno apparso su una zona collinare di Galar. Chiunque abbia dato un’attenta occhiata al trailer di presentazione, in effetti, avrà sicuramente notato questi due interessanti elementi: le rune, che appaiono più volte in alcuni spezzoni di trailer, e un misterioso geoglifo che è stato riprodotto anche sulla mappa.

Per ciò che riguarda la rune, sappiamo che appartenevano a un sistema alfabetico comune alle popolazioni scandinave chiamato Futhark, e che venivano utilizzate dalle popolazioni presenti in tutta l’area nordeuropea. La tradizione norrena attribuisce a Odino il dominio delle rune, quali strumenti e sorgenti di poteri magici e della sapienza. Ritenendo quindi che possedessero per attribuzione divina questo forte legame con il soprannaturale, le rune venivano non di rado usate per compiere sortilegi di vario genere, ed erano spesso incise, come buon auspicio, sulle travi di legno delle navi.

Questo singolare attaccamento che il sistema di scrittura runico intrattiene con la divinità e i suoi poteri, quindi, potrebbe essere stato in qualche modo ripreso in Pokémon Spada e Scudo come strumento da sfruttare per permettere il risveglio, o l’invocazione, di una qualche creatura leggendaria. Del resto uno dei punti in cui è possibile notare la presenza delle rune nel video trailer mostrato nel Direct è proprio nei pressi dei resti antichi simili a Stonehenge, accanto quindi a quella strana figura disegnata lungo la collina alle spalle delle rovine.

Questa misteriosa figura immortalata nel geoglifo è, tra l’altro, anch’essa molto significativa. Come è possibile osservare sia dal trailer che dalla mappa di Galar, infatti, il geoglifo mostra una colossale creatura umanoide che lancia saette contro l’umanità, colpendo alcuni esseri sotto ai suoi piedi. Tale figura dall’aspetto e dal comportamento minaccioso, che potrebbe essere con buona probabilità legata al leggendario della regione, è facile ricollegarla all’avvento del Ragnarok, secondo la cui leggenda, l’ascesa del fautore Surtr, un gigante di fuoco, permetterà di compiere l’annientamento del mondo.

Secondo quanto riportato dalla tradizione norrena, questa sorta di genesi scandinava rappresenta la battaglia finale tra le forze della luce e dell’ordine (capeggiate dal dio del sole Freyr) contro quelle delle tenebre e del caos (per le quali parteggia proprio Surtr), una battaglia vinta dall’oscurità e dal colosso che darà fuoco al mondo con la sua spada. A seguito di tale impatto, tuttavia, l’intero mondo verrà sì distrutto, consumato dalle fiamme, ma successivamente rigenerato con nuova vita.

Proprio tale tradizione mitologica riuscirebbe inoltre a collegare la storia della regione di sesta generazione, anch’essa sfondo di eventi e Pokémon ispirati alla mitologia norrena, con quella di Galar, che potrebbe essere vista in un certo qual senso come la controparte di Kalos; tra le due regioni, quindi, si sarebbe verificata una lunghissima guerra, seguita da una fase di distruzione prima, e di rinascita e sviluppo poi, in entrambe le località – una rifondata secondo i princìpi di pace e bellezza, e l’altra invece sull’industria e l’agonismo.

Infine, un ultimo punto di interesse preso a sostegno della mitologia norrena, è la figura di drago che è possibile rintracciare sia all’entrata della misteriosa fortezza al centro della regione, sia sulla colonna eretta all’interno delle mura di cinta. In particolare, proprio la testa dorata posta in cima alla torre, ricorderebbe particolarmente l’aspetto dei draghi orientali, dal muso caratterizzato da lunghi “baffi” laterali, e da un aspetto generalmente più affusolato.

Nella tradizione mitologica scandinava, sarebbe possibile ritrovare un collegamento con una simile creatura nella figura di Fafnir, un drago dall’aspetto serpentiforme – simile quindi a quelli della mitologia orientale –, molto avido e protettore del tesoro di suo padre. Un tesoro composto, secondo alcune leggende, sia da gemme preziose, sia da armi e armature, tra le quali spiccano spade di nobili guerrieri, un elmo e una cotta d’oro.

Mitologia celtica e ciclo Arturiano

Per quanto riguarda la mitologia celtica, molti appassionati del brand Pokémon ne hanno sospettato un forte riferimento con il mondo di Galar non appena hanno avuto modo di ammirare il trailer mostrato nel Direct. E in effetti, anche nel caso della tradizione britannica è possibile scovare alcuni indizi che ricollegherebbero i giochi di ottava generazione con un mondo fatto di druidi, magie e paganesimo. Ma andiamo con ordine.

Iniziando la nostra analisi ancora una volta a partire dai loghi e dai nomi di Pokémon Scudo e Spada, è possibile notare immediatamente un probabile riferimento al mondo dei cavalieri medievali. La spada e lo scudo, del resto, sono emblemi ben noti per ciò che concerne l’immaginario comune di cavaliere. Tuttavia, dal momento che Galar è evidentemente ispirata alla Gran Bretagna, diventa facile associare la spada a un’arma in particolare: si tratta ovviamente di Excalibur, appartenente proprio a Re Artù, figura leggendaria che secondo un ciclo di storie medievali, guidò la difesa della Gran Bretagna contro gli invasori Sassoni tra la fine del V e l’inizio del VI secolo.

Tuttavia, il ciclo arturiano è ben noto al pubblico europeo anche per le avventure che il noto re guerriero (non di rado possessore di poteri soprannaturali, stando ad alcune leggende) ha dovuto affrontare insieme ai suoi fidati compagni, i cavalieri della tavola rotonda. Tra questi, in particolare, spiccherebbe la figura di Sir Galahad, tra i più valorosi cavalieri al servizio del re, e la cui storia personale sarebbe legata alla conquista di un emblematico scudo bianco con una croce rossa impressa, e al ritrovamento del Sacro Graal. In generale, comunque, tutti i cavalieri che operavano in difesa e a favore di Artù e del suo regno, possedevano degli scudi con degli emblemi regali, e questo dettaglio verrebbe quindi ricondotto allo scudo inserito nel logo dei titoli Pokémon.

Inoltre, proprio a riguardo dei loghi dei titoli di ottava generazione, anche nel caso della tradizione britannica è possibile trovare alcuni riferimenti alla figura del lupo, non solo considerata sacra e spesso usata come “travestimento” da alcune divinità per interagire con il mondo degli uomini, ma anche protagonista della leggenda di Cormac mac Airt. Cormac è stato, secondo quanto riporta la tradizione, uno dei Re supremi d’Irlanda, e la sua nascita risulterebbe in qualche modo riconducibile a quella dei nostri Romolo e Remo. Infatti, secondo alcune antiche leggende, il re sarebbe stato portato via da una lupa quando ancora molto piccolo, per essere poi allevato insieme ai suoi cuccioli nelle caverne di Kesh.

In aggiunta, se considerassimo la possibilità che quelle teste di Pokémon non siano necessariamente ispirate a dei lupi, quanto piuttosto a dei cani, sarebbe possibile rintracciare un collegamento anche con la leggenda di Bran e Sceolan, fidati compagni del leggendario guerriero irlandese Fionn mac Cumhaill. Intelligenti e abili nella caccia, i due cani sono ben noti come protagonisti di alcune leggende tramandate nel corso del tempo,  soprattutto di quella più tradizionale che li vede imparentati con Fionn. Infatti, Bran e Sceolan sarebbero in realtà i figli della zia del guerriero, Tuiren, una donna che è stata trasformata in un cane, proprio quando era incinta, a causa di un incantesimo Sidhe.

Tenendo ora in considerazione nuovamente Galar come secondo punto chiave, conviene anche in questo caso soffermarsi, come abbiamo fatto prima, sul nome della regione. Secondo i sostenitori della mitologia celtica, infatti, il nome di Galar svilupperebbe due ipotesi molto interessanti. La prima, vede la parola “Galar” come anagramma di “Graal”, il sacro tesoro legato sia alla storia di Re Artù, sia a quella del suo cavaliere Galahad.

La seconda, invece, accosta il nome della regione a un significato più profetico, cercando di scavarne più approfonditamente l’etimologia. Infatti, se da un lato tradurre “Galar” direttamente dal celtico ci offrirebbe il significato di “malattia, pena, sofferenza” – un nome decisamente poco carino per una regione Pokémon, no? – dall’altro è possibile risalire alla radice della parola, così come è stato fatto con la traduzione dallo svedese. E allora, il nome della regione può essere scomposto in vari modi: tenendo innanzitutto conto che la radice sarebbe “Galu”, e che in celtico significa “chiamare, pregare, chiedere aiuto”, è possibile riprendere anche termini come “Galu-ar”, il cui significato sarebbe “calling upon” (appellarsi, invocare, esortare), “Galu-og”, che indicherebbe “the great caller” (il prescelto, in un certo senso), e “Galaru”, che significa “an action of an high call”.

Il nome della regione, quindi, potrebbe essere legato al misterioso Sacro Graal, o più profeticamente all’atto di invocare, di pregare e chiamare al risveglio una creatura leggendaria, magari proprio il o i Pokémon Leggendari di questa bellissima regione.

Per quanto riguarda il motto usato da The Pokémon Company per promuovere i titoli di ottava generazione, invece, il riferimento all’”aprirsi un cammino verso la gloria” potrebbe essere legato ancora volta alla figura di Re Artù, il re che ha portato gloria e onore alla nazione sconfiggendo numerosi nemici provenienti da oltre la Manica.

Oppure, come spiega un’altra ipotesi accreditata dai sostenitori del “Team Celtico”, questo tipo di espressione potrebbe nascondere un riferimento al mondo britannico medievale e a suo sistema di tornei, a cui i cavalieri partecipavano per entrare nelle grazie e al cospetto dei re più influenti. Del resto, nel misterioso castello fortezza, proprio in cima alla sua torre più alta, è stranamente stata costruita una struttura che ricorda molto una corona, simbolo per eccellenza della monarchia.

Pokémon Spada e Pokémon Scudo

Per ciò che riguarda invece il terzo punto, invece, anche in questo caso sono stati presi attentamente in considerazione sia il misterioso geoglifo – del resto, è anche piuttosto scenografico – che le rune. Le rune celtiche, forse anche più famose di quelle scandinave, si basano su un sistema alfabetico diverso, rispetto a quelle norrene. Il nome dell’alfabeto è in effetti Futhorc, discendente dall’antico Futhark nordico, ma di sviluppo più recente e con persino qualche simbolo in più. Più che per tramandare ai posteri le proprie scritture, le rune furono usate anche e soprattutto dal popolo celtico come strumento divinatorio e magico, padroneggiato magistralmente dai misteriosi druidi.

Il druido, che svolgeva sostanzialmente una funzione sacerdotale, era colui che deteneva il potere di interpretare la realtà, di adempiere ai riti di culto in onore delle divinità (soprattutto nei templi e nel nemeton, il bosco sacro, luogo menzionato spesso anche nel ciclo arturiano), ed era depositario di un’infinita saggezza – qualità attestata anche dall’etimologia del termine, composto da “duir”, che vuol dire quercia, e “vir”, una parola che significa “saggezza”.

Se unissimo i pezzi fin qui analizzati, quindi, diventa facile associare le rune, ritrovate intorno ai resti di un’antica costruzione di culto, e dotate di poteri magici, con l’atto di invocare, tramite “Galaru”, una possibile entità leggendaria, rappresentata con buona probabilità proprio nel misterioso geoglifo.

In effetti, anche nella mitologia celtica, così come è stato possibile fare per quella norrena, è identificabile un essere mitologico che può in qualche modo aver ispirato la figura disegnata sulla collina di Galar. Nel caso della tradizione pagana dei popoli britannici, è possibile suggerire un collegamento con la figura di Taranis, il dio del tuono venerato sia dai popoli celti della Gallia (l’attuale Francia) che nell’Antica Britannia; un dio tendenzialmente benevolo, questo, a cui però venivano spesso tributati sacrifici umani.

Associato simbolicamente alla ruota celtica (e di ruote, nel trailer, se ne vedono davvero parecchie), il suo nome vuol dire “thunderer”, colui che lancia saette, colui che crea i fulmini. E non a caso, guardando attentamente la strana creatura del geoglifo, è chiaramente evidente come il gigante stia in qualche modo lanciando delle saette verso coloro che gli sono al di sotto, quasi avesse intenzione di sterminarli. Interessante sottolineare, inoltre, che Taranis è anche padrone dei cani mitologici che in alcune leggende risultano legati al mondo dell’Oltretomba, e che spesso vengono inviati sulla terra per compiere azioni a discapito di uomini e di altre divinità.

Infine, l’ultimo e quarto punto riprende anche nel caso della mitologia celtica la figura folkloristica del drago, animale raffigurato sia all’ingresso, che in cima alla piccola torre del castello fortificato. In particolare, la teoria ritenuta più probabile dai sostenitori della mitologia celtica, sembra essere legata all’immagine raffigurata sulla bandiera del Galles. Infatti, nello stendardo nazionale è possibile ritrovare la figura mitologica di Y Ddraig Goch, il drago rosso protagonista di numerose leggende di tradizione britannica.

Secondo la mitologia gallese, Y Ddraig Goch è il protagonista di una lunga e accesa battaglia combattuta contro un drago bianco invasore, battaglia che riesce a vincere solo dopo tantissimo tempo. Merlino, testimone nella leggenda di questo epico scontro, spiega al re Vortigern lì presente insieme a lui, che ciò a cui hanno assistito ha valore profetico: il drago rosso simboleggerebbe infatti il regno gallese, mentre la creatura bianca sarebbe il simbolo dei Sassoni, un’attribuzione, questa, volta a predire le sorti dei due popoli e il definitivo dominio di uno nei confronti dell’altro.

Tale leggenda, inoltre, permetterebbe anche di confutare la possibilità che gli animali disegnati sul logo di Pokémon Spada e Scudo siano dei canidi, quanto piuttosto dei draghi; infatti, se si guarda il profilo di Y Ddraig Goch, è riscontrabile una certa somiglianza con il profilo delle due creature, eccezion fatta per la lingua del drago rosso. Le orecchie reclinate all’indietro, la forma del muso, il naso appuntito, i denti e anche le punte poste lungo la nuca, accomunerebbero le fattezze dei misteriosi Pokémon con quelle dell’animale leggendario emblema del Galles.

Queste, dunque, sono attualmente le teorie più appoggiate dalla community appassionata della saga dedicata ai Pokémon. Teorie, speculazioni, congetture, o come volete chiamarle, che propongono come background dei titoli di ottava generazione (che ricordiamo sono stati annunciati come in uscita entro la fine del 2019), due rami mitologici molto interessanti, e che indubbiamente tessono alcuni fili in comune con quanto mostrato da The Pokémon Company nel trailer del Direct.

Sempre ben sottolineando che non si tratta nient’altro che di mere ipotesi portate avanti dalla fantasia (e perché no, anche dalla cultura) dei fan della saga videoludica, anche se queste teorie dovessero risultare in qualche modo fondate, non è possibile prevedere con certezza in che modo Game Freak abbia deciso di integrarle alla trama dei giochi, né tantomeno fino a che punto possano realmente influenzare la lore dei Pokémon leggendari e dei personaggi presenti nei titoli.

Ad ogni modo, tutto questo rumoreggiare su due titoli annunciati appena una settimana fa, conferma quanto il pubblico sia in trepidante attesa non solo per l’uscita di Pokémon Spada e Scudo, ma anche per il rilascio di ulteriori informazioni in merito al gameplay, alle novità e alla storia che verranno introdotti dai due prossimi videogiochi – facendo salire di molto l’hype generale della fan base del brand.

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