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Remothered: Broken Porcelain – Recensione, benvenuti nell’Ashmann Hotel

Il seguito di Remothered: Tormented Fathers è finalmente arrivato sulle nostre piattaforme
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Dopo averlo saggiato prima della sua uscita e averne parlato in una anteprima dedicata, abbiamo messo finalmente le mani sulla versione definitiva – più o meno – di Remothered: Broken Porcelain, il nuovo titolo di Darril arts e sviluppato da Stormind Games. Il gioco va a narrare le vicende che si svolsero all’interno dell’Ashmann Hotel, in un tempo antecedente agli avvenimenti di Tormented Fathers. Tuttavia il gioco non si pone solamente come prequel, perché incontreremo anche la nostra vecchia conoscenza Rosemary Reed. Le attese verso questa nuova avventura dalle tinte orrorifiche sono state grandi, soprattutto perché il suo predecessore ha saputo stregare pubblico e critica, tanto da essere accostato anche a grandi nomi del passato. Il lancio del gioco è stato anticipato rispetto ai programmi originali, tuttavia la versione che è sovvenuta in quei giorni soffriva di gravi difetti tecnici, una build ancora in parte grezza che necessitava di una ripulita; il gioco presentava infatti una quantità non proprio trascurabile di bug. La redazione si è preservata quindi di assegnare un giudizio definitivo al titolo di Chris Darril fino a questo momento, dopo che gran parte dei problemi è stata risolta coi vari aggiornamenti, e con la possibilità ora di analizzare il prodotto con la giusta dovizia.

Un soggiorno poco piacevole

Dopo averci proposto il riassunto degli avvenimenti del titolo precedente (che magari aiuterà anche i più ad avere chiarezza su alcune parti che potevano confondere), il titolo ci porta all’interno dell’hotel Ashmann, che durante il suo periodo di chiusura è stato adibito a ritrovo per ragazze problematiche. Una delle giovani qui presenti è Jennifer (il cui nome dovrebbe risultarvi familiare), colei che controlleremo e della quale vivremo le traumatiche vicende. Senza entrare nel dettaglio degli eventi, e senza parlare troppo dei personaggi secondari (che tanto secondari non sono), sappiate che l’intera avventura sarà una scorpacciata d’interessanti informazioni – e di conseguenza risposte – sui tragici avvenimenti di cui in Remothered Tormented Fathers avevamo solamente sentito parlare. Va da sé quindi che numerose tessere dell’intricato puzzle narrativo inizino a combaciare… ma con un vero e proprio scatolone di nuovi pezzi da montare proprio a portata di mano. Capirete da soli il perché. Un’altra delle ragazze presenti è Linn, con la quale Jennifer condividerà parte degli orrori e i segreti che nasconde il grande albergo.

La narrazione gioca con le linee temporali e si diverte nel farlo, creando domande e risposte in rapida successione, intrecciando le vicende senza mai spegnere l’essenziale fiamma della curiosità. Questo secondo capitolo quindi si è rivelato chiarificatore, tanto (quasi) da far supporre che non sia in previsione un nuovo capitolo del gioco… ma chissà? L’unica cosa certa è che Remothered: Broken Porcelain riesce a sganciare delle bombe davvero pesanti e colpi di scena niente male, e che gli stalker faranno di tutto per non permettervi di scoprirli.

Dietro ad ogni angolo

Se con Broken Porcelain vi aspettavate un clone di Tormented Fathers, non potreste essere più lontani. Nonostante il collante dell’esperienza sia una narrazione particolarmente ispirata, anche il gameplay creato dall’accoppiata Darril / Stormind Games ha saputo innovarsi ed arricchirsi rispetto a quanto avevamo visto in passato. Certo, le basi di Remothered rimangono, con gli stalker pronti ad inseguirci e a farci la pelle in ogni modo possibile e le continue fughe in cui sfruttare nascondigli, armi e/o distrazioni per salvarci la pellaccia, ma per il resto siamo di fronte a diverse novità e variabili. In primis, il ritmo di gioco e le zone: a parte i corridoi principali dell’albergo, il titolo difficilmente si svolgerà per lunghi quarti d’ora nella stessa zona, con la varietà di strategie e approcci che si alterneranno di volta in volta. Questo è stato reso possibile anche grazie ai numerosi intermezzi video e narrativi, che hanno regalato all’opera un taglio cinematografico di tutto rispetto. Altre variabili e varianti vengono date grazie alla possibilità di “potenziare” le abilità di Jennifer grazie alle Chiavi Falena che troveremo in giro, come ad esempio migliorare le sue abilità stealth, oppure il suo vero e proprio potere (del quale non vi diremo nulla per non incappare in spoiler). O ancora, il crafting migliorato per ottenere oggetti e distrazioni più performanti – ma che possiamo tenere nell’inventario in numero limitato – e anche le sezioni dove tutti i collezionabili e gli indizi verranno raccolti per permetterci di comprendere meglio e senza troppa fretta i vari dettagli riguardanti personaggi e avvenimenti.

Remothered: Broken PorcelainRemothered, Broken Porcelain

Purtroppo arriva anche il momento di toccare con mano il tasto dolente. Nonostante l’atmosfera riesca a trasmettere la giusta ansia, nonostante il gioco riesca a creare una grande empatia coi personaggi e a far nascere dei dubbi, nonostante non ci sembrerà mai di vivere due volte la stessa situazione, il comparto tecnico risulta non essere all’altezza della situazione.

Come già detto, abbiamo atteso che fossero applicate diverse correzioni prima del nostro giudizio, e all’effettivo grandissimi bug – alcuni dei quali richiedevano addirittura il nuovo caricamento della partita – sono stati corretti in modo tempestivo. Nonostante il miglioramento, alcuni difettucci tecnici (non necessariamente grafici) sono rimasti ad affliggere l’opera, tanto da scoraggiare alcuni utenti per partito preso. Possiamo anche dire, forse, che il nemico più grande del gioco in questo caso sia stato il suo stesso successo, lì dove l’attesa e l’hype hanno affrettato più del dovuto i tempi. Un enorme peccato, se si pensa alla qualità effettiva di Remothered: Broken Porcelain, al quale per tutto il resto avremmo davvero troppo poco da recriminare.

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Recensione
  • Remothered: Broken Porcelain
    7.2Voto Finale

    Molto spesso sono le aspettative e l'hype ad influire sui titoli, addirittura prima ancora che essi vengano alla luce. Più le attese sono alte, e più si rischia di scontentare i fan. Remothered: Broken Porcelain è tutt'altro che un brutto gioco, ma ha pagato caro lo scotto di un'uscita prematura sulle varie piattaforme. Stiamo però parlando di un gioco che, oggi, dopo diverse patch correttive, al netto di qualche bug ancora presente, garantisce una profondità rara al giorno d'oggi, soprattutto se prendiamo in considerazione opere del suo stesso genere. Viene da pensare con rammarico se un po' più di tempo avrebbe giovato ancora di più alla gestazione del titolo, che già solo col suo ritmo e le sue novità si attesta fruibile, divertente ed interessante.

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