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Replica – Recensione, la distopia post-orwelliana arriva su Nintendo Switch

Nella società del controllo assoluto, sceglierai l'obbedienza o la rivoluzione? Ecco la recensione del distopico REPLICA per Nintendo Switch.

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A criticare un governo dittatoriale, in cui primeggiano il controllo e la censura, ci aveva pensato lo scrittore George Orwell già nel 1948, col suo romanzo 1984. E se la società del controllo non fosse fittizia, bensì la nostra, tra social network, SMS e device smart? Lo sviluppatore indipendente Somi ha esplorato questa possibilità in Replica, una visual novel in pixel art mediata dallo schermo di un cellulare. Uscito originariamente su Steam nel 2016 , il porting di Replica (oggetto di questa recensione) è ora disponibile anche su Nintendo Switch, grazie al publisher di titoli indie Playism.

Una dittatura digitale

Replica si apre in medias res: il protagonista ha in mano un telefono da sbloccare. Capiamo sin dal primo enigma che il telefono non è il suo, bensì di un presunto ribelle. Tramite le istruzioni di un misterioso operatore della Sicurezza Nazionale, scopriremo che, previe minacce di morte, il nostro compito è incriminare coloro che si oppongono al governo dittatoriale, alleandoci con esso. Sta a noi scegliere da che parte stare: ma si ha davvero una scelta in una dittatura? Replica tocca, in modo indiretto, il tema delicato della privacy in uno Stato contemporaneo e di quante informazioni si possano apprendere sui singoli utenti semplicemente osservando le tracce che lasciano in rete.

Le meccaniche di gioco sono decisamente originali: ci ritroviamo di fronte alla curiosità di sbirciare nella vita di un perfetto sconosciuto in modo ben più invadente rispetto a quello a cui i social network ci hanno abituati, con la consapevolezza, tra l’altro, che il possessore del cellulare potrebbe non rivedere mai più la luce del sole. Replica, pubblicato nel 2016 come punta e clicca per PC, rimane fedele a sé stesso nella sua versione su Nintendo Switch, in cui lo stick analogico destro simula il puntatore del mouse, similmente alla fortunata interfaccia del porting di Thimbleweed Park.

Non lasciatevi ingannare dalla familiare interfaccia da smartphone che ci ritroviamo davanti: Replica è pieno di password alle quali risalire e segreti da sbloccare, risolvendo enigmi non sempre facili e intuitivi. In più, come spesso accade nelle visual novel, Replica ha ben 12 finali diversi, tra cui alcuni molto difficili da sbloccare. Lo sviluppatore, Somi, ha sicuramente creato il gioco con il preciso intento di far ripetere al giocatore l’esperienza arricchendola di volta in volta con elementi aggiuntivi: nuove applicazioni, widget e indizi più o meno velati si sbloccano completando più volte il gioco in modi diversi.

Replica: una distopia dal gusto pop

Replica è una lettera d’amore allo storytelling distopico transmediale. Sin dai primi istanti di gioco, l’immaginario legato al Grande Fratello di Orwell si impone in modo molto chiaro nella narrazione di gioco, correlata inoltre da molteplici citazioni agli iconici lungometraggi V per Vendetta e Matrix. Apprezzatissimi e ricercati anche i riferimenti a un pilastro della sfera videoludica distopica Papers, Please, omaggiato anche in modo diretto con un easter egg, e a Not Tonight, suo successore spirituale. In questo calderone di ingredienti presi in prestito dalla cultura pop, Replica aggiunge numerosi riferimenti alla storia contemporanea, in modo sottile e non ostentato. L’obiettivo del gioco non è istruire sulla vita in una dittatura, bensì di stimolare la curiosità e la ricerca dei videogiocatori su un tema delicato quale la repressione delle libertà individuali.

ReplicaLa grafica in pixel art, essenziale ma curata, ben si addice all’atmosfera post-moderna del gioco, supportata alla perfezione da una colonna sonora originale dai toni malinconici, con la possibilità di cambiare i brani a piacimento tramite il lettore musicale installato nel cellulare. Replica, inoltre, vanta la localizzazione in italiano che, tuttavia, non convince fino in fondo: spesso l’adattamento manca di carattere e in alcuni path ci sono delle intere linee di dialogo non tradotte in italiano. A tal proposito, attenzione al formato delle date: pur selezionando la lingua italiana il formato delle date sarà anglosassone (aaaa/mm/gg) e non quello al quale siamo abituati (gg/mm/aaaa), il che potrebbe essere d’intralcio per la risoluzione di alcuni enigmi.

La longevità di Replica è limitata (circa mezz’ora per path), ma compensata dalla presenza di finali multipli (e non scontati da raggiungere) e dalla presenza di mini-achievement, sulla falsariga di quelli di Steam, all’interno del gioco. Nonostante la durata ridotta, il prezzo basso (4,99€ sul Nintendo eShop) rende Replica una visual novel da non sottovalutare, col merito di aver sviluppato delle riflessioni socio-politiche dalla grande sensibilità in modo non banale e interattivo.

Recensione
  • Replica
    7.5Voto Finale

    Replica è una visual novel punta e clicca ambientata in una società dittatoriale in cui il giocatore è costretto a calarsi nei panni di un hacker di cellulari. Nonostante la longevità limitata, Replica offre numerosi spunti di riflessione sulla privacy e sul controllo, esplorati nei ben 12 path (e relativi finali possibili). Con numerosi riferimenti alla cultura pop e delle meccaniche di gioco originali, Replica è un interessante omaggio alla tradizione letteraria distopica, imperdibile per i fan di titoli come Papers, Please e Not Tonight.

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