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Rune II: Decapitation Edition – Recensione del GDR di Studio 369

Il Ragnarok riprova a manifestarsi con questa seconda distribuzione
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Non tutte le ciambelle escono col buco. E, a volte, escono dal forno insipide, deformate, magari anche con la guarnizione sbagliata e con un aspetto poco invitante. Si finisce col chiedersi “Forse avrei dovuto prendere qualcosa di salato?” e la risposta è quanto mai ovvia: sì. Questo preambolo non solo serviva a farvi venire fame ma aveva anche – e soprattutto – il compito di darvi una prima infarinatura alla storia di Rune II, titolo inizialmente sviluppato da Human Head Studio (di cui vi avevamo parlato qui), rilasciato in uno stato pietoso e adesso ripreso da una nuova software house, Studio 369. Tanto vale togliersi subito il dente avvelenato; il tentativo di salvataggio, per quanto nobile, non sembra essere stato sufficiente a dare la giusta dignità alla produzione, ora distribuita da Ragnarok Game col nome di Rune II: Decapitation Edition.

Rune 2 Decapitation Edition - OdinoIl fato degli dèi

La fine dei tempi è giunta ed il Ragnarok è in pieno svolgimento. Gli dèi, impegnati nella loro ultima battaglia, hanno abbandonato l’umanità, troppo debole per aiutare perfino sé stessa. Sole e Luna sono stati divorati dai lupi Skoll e Hati, un inverno interminabile si è abbattuto su Midgard e le sale del Valhalla si preparano all’ultima battaglia in nome di Odino. Ma il dio dell’inganno, Loki, si sta sottraendo al suo fato nascondendosi e inviando i suoi schiavi a seminare ulteriore caos e distruzione. Heimdall, il bianco guardiano del ponte arcobaleno, il Bifrost, sceglie così un campione per aiutarlo a contrastare gli agenti di Loki. Riportato in vita dal regno dei morti, il nostro alter ego verrà guidato e infuso di abilità divine da Heimdall stesso, così da ripristinare il giusto ordine nelle cose e consegnare Loki al suo destino.

Ma il bianco guardiano non sarà l’unico a cui offrire la nostra lama: molti umani, riconoscendoci come campioni divini, ci chiederanno aiuto per contrastare le più disparate forze del caos, dai briganti fino a draugr non-morti e giganti del ghiaccio. Man mano che compiremo imprese per gli dèi e per gli umani superstiti, saliremo di livello migliorando le nostre statistiche e sbloccando abilità e nuovo equipaggiamento, pronto per essere costruito nelle forge. Nonostante una buona base narrativa, intrigante come solo un apocalisse mitologico può essere, le missioni che andremo a intraprendere tendono a somigliarsi tutte tra loro, con quasi nessuna caratterizzazione. Non mancano quindi neanche le fetch quest, dove a volte basterà raccogliere un oggetto a circa 3 metri dal committente e consegnarglielo, o l’insensata richiesta da parte di un anonimo abitante di raccogliere ripetutamente minerali nel corso delle nostre avventure.

Rune 2 Decapitation Edition - HunterTante buone idee ma…

Le idee dietro a Rune II: Decapitation Edition sono decisamente buone e, a tratti, ricordano quelle di altri titoli survival ben affermati sulla scena videoludica come Conan Exiles, pur rimanendo ben piantato sul genere degli action-gdr. Potremo infatti girare per una grande mappa, compiere numerose missioni, salire di livello e acquisire poteri ed equipaggiamento (tramite crafting o trovandolo in giro) come nella più classica delle tradizioni GDR. Sarà importante, d’altra parte, raccogliere anche risorse per poter sfruttare le nostre abilità di crafting e per ricostruire i diversi villaggi sparsi per la mappa, che rappresenteranno delle piccole oasi in cui fermarsi, posare gli oggetti di troppo e riparare armi ed armature.

La premessa sembra quindi ottima, con un mondo ricco di opportunità per i neo-risvegliati guerrieri del Ragnarok. La realtà dei fatti è però decisamente diversa e, purtroppo, poco piacevole. Rune II: Decapitation Edition mescola tante buone idee senza riuscire a realizzarne adeguatamente nemmeno una, fatta eccezione per l’ambientazione. A partire dalle impostazioni grafiche, impossibili da modificare (costringendoci ad un provato esclusivamente in modalità “finestra senza bordi” e senza aver modo di gestire la risoluzione), passando per meccaniche mal integrate, bug e una localizzazione grossolana, palesemente realizzata con metodi automatizzati e su cui, per bontà tanto della lingua inglese quanto della lingua italiana, così come di tutti i professionisti che operano nella traduzione, sorvoleremo deliberatamente.

L’idea di prendere più elementi, come crafting, livelli e ricostruzione di accampamenti, sembra inizialmente accattivante ma ben presto si realizza quanto grezzo e poco curato sia in realtà il tutto. La possibilità di costruirsi il proprio equipaggiamento è resa inutile da più fattori, partendo dalla notevole quantità di oggetti reperibili esplorando e saccheggiando nemici e forzieri. Inoltre, la maggior parte delle ricette sbloccate fanno quasi sempre riferimento ad un equipaggiamento di livello superiore al nostro e piuttosto casuale, senza creare quindi una curva di crescita per il nostro personaggio e obbligandoci a salire di molti livelli prima di poter usare determinati oggetti. La componente di “Level Up” invece è l’unica ad apparire più curata e strutturata, permettendo di prendere potenziamenti permanenti (a Forza, Destrezza, Saggezza o Costituzione) e di acquisire delle abilità (facente parti di quattro rami diversi) e i cui punti possono essere ridistribuiti a piacere. Tre di questi rami fanno riferimento alle divinità (Odino, Thor ed Hel) a cui potremo consacrarci così da ottenere abilità uniche e potenziamenti extra quando saliremo di livello. Se avete intenzione di usare un martello in battaglia, sapete già a quale divinità rivolgervi.

Rune 2 Decapitation EditionUna battaglia sempre uguale

L’aspetto cruciale di Rune II: Decapitation Edition, insieme all’esplorazione e alle missioni, è senz’altro il combattimento. Pur avendo dei comandi molto semplici (attacco leggero/pesante, parata, schivata) capita costantemente che il proprio alter ego non recepisca determinati input. Spesso, infatti, l’ordine d’attacco non si traduce in un movimento, lasciandoci in balia dei nemici che, d’altra parte, non perdono troppo tempo ad entrare in ira e caricarci, interrompendo le proprie scaramucce per coalizzarsi in massa contro di noi. A quanto pare gli orsi, i non morti, i briganti e i servitori di Loki hanno un nemico comune. Il feeling delle battaglie, potenzialmente positivo, è quindi piagato da una realizzazione decisamente infelice che, pur prestandosi bene a sfide in cooperativa, difficilmente regala soddisfazioni.

Allo stesso modo, le missioni un po’ anonime e l’esplorazione poco invitante (complice anche l’assenza di un crafting ben strutturato) smorzano il poco entusiasmo rimasto. Se state pensando alla ricostruzione degli avamposti e alla loro difesa come ultima spiaggia, non aspettatevi nulla di che: le strutture hanno delle fondamenta da riparare e danno ben pochi vantaggi, mentre gli “assalti” sono degli eventi di storia in cui ondate di nemici si fionderanno ciecamente su una struttura centrale del villaggio per distruggerla, mentre voi e i vostri compari li massacrerete. Dopo un paio d’ore, l’esperienza si fa inevitabilmente sempre più priva di stimoli e, di conseguenza, piatta e noiosa.

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Recensione
  • Rune II: Decapitation Edition
    4.5Voto Finale

    Nonostante il nobile tentativo di 369 Studio di svilupparlo e di Ragnarok Game di distribuirlo, Rune II: Decapitation Edition rimane un titolo al di sotto della mediocrità. Le idee alla base, buone sulla carta, non sono sufficienti a realizzare un gioco che non sembri ancora in una fase di sviluppo molto precoce. Piccoli e grandi difetti inevitabilmente impattano tanto sulla giocabilità del titolo quanto sull'ambientazione che, pur essendo curata per quanto riguarda il mito della fine degli déi nordici, soffre per una localizzazione parziale e terribilmente realizzata. Forse in futuro, con tanto duro lavoro e molto tempo da dedicargli, gli sviluppatori riusciranno a rendere Rune II un titolo piacevole. Fino ad allora, nostro malgrado si tratta di un gioco impossibile da consigliare e decisamente da evitare.

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