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Say No! More – Recensione, quando bisogna imparare a dire No!

Ecco la recensione di Say No! More, un indie dai toni particolari e ironici in cui l'unico scopo è dare spazio al "No!" nella vita delle persone.

La recensione di Say No! More ha richiesto una buona dose di “apertura mentale”, perché è facile cadere vittime di pregiudizi limitandosi ad uno sguardo superficiale solo dall’esterno e concentrandosi sullo stile grafico utilizzato. Si tratta di un titolo indie per PC, Nintendo Switch e iOS ideato da Studio Fizbin e prodotto da Thunderful Games. Il videogame è in pieno stile indie, con una distintiva grafica low-poly, come Morbius, il più conosciuto Astroneer o il dolcissimo Grow Up. Ironicamente gli stessi sviluppatori lo hanno definito come il primo NPG della storia, ovvero (e qui citiamo il sito ufficiale del produttore) come un NO! Playing Game  il cui scopo principale dell’intera esperienza è imparare a rifilare dei decisi “No!” come risposta. Le uniche azioni che vi saranno concesse? Immagazzinare quanta più energia possibile e rispondere a tono a chiunque vi si pone di fronte, o meglio, imparare tutte le sfumature necessarie per ribellarsi di fronte a ogni situazione ambigua e prevenire ogni sopruso sul posto di lavoro.

Una follia non è vero? Abbiamo pensato proprio questo vedendo il meraviglioso trailer di questo titolo per la prima volta. Subito dopo però siamo rimasti talmente tanto incuriositi che non abbiamo potuto fare a meno di vivere in prima persona la divertentissima esperienza videoludica che Say No! More propone ai videogiocatori. Attraverso il semplicissimo utilizzo delle freccette, dei numeri e della barra spaziatrice, avrete la possibilità di godervi ore piene di grafica stilizzata, boss meschini pronti a farvi vacillare, e un mentore del “No!” che con le proprie lezioni sarà in grado di aprire la vostra mente verso una nuova prospettiva: rifiutarsi è lecito.

Perché dire sì se puoi dire “nah” ? Il mondo di Say No! More

L’idea di base di Say No! More merita veramente più di quanto vi aspettereste, perché se da una parte tutto appare surreale e volutamente esagerato, dall’altra c’è tanta voglia di rappresentare una realtà che molti conoscono: i forti sfruttano i deboli. In questo titolo accade in un luogo di lavoro, l’ufficio per eccellenza, quello che opprime i suoi dipendenti al punto tale da portarli alla follia. Nel mondo di gioco non esiste la possibilità di rispondere negativamente a nessuna richiesta e il nostro personaggio è il primo a osare e a rompere un sistema di regole prestabilite e ferree. In una struttura lavorativa composta da colleghi obbedienti e capi approfittatori, il nostro compito diventa quindi quello di portare il caos.

Say No! More

La storia di uno stagista

Say No! More comincia in modo semplice permettendo a tutti di creare un proprio avatar, grottesco negli abiti e anche nei lineamenti. A prescindere dall’aspetto fisico il protagonista è una persona timida e insicura, appena accettata come stagista all’interno di un grande studio. Entrando nell’enorme edificio l’atmosfera si palesa in pochi secondi: ordini su ordini, i “grandi” controllano dall’alto e il supervisore si prende immediatamente gioco di noi. Provando a premere la barra spaziatrice (ovvero il comando principale) non riusciremo a emettere nessun suono deciso ma solo biascicanti rumori di chi non sa come opporsi a chi pretende un “Sì!” in cambio di una pacca sulla spalla, o forse nemmeno quello.

Vivendo la prima ingiustizia sul posto di lavoro ci ritroviamo sconcertati e furiosi di fronte alla più totale impotenza che il gioco ci dona. Proprio in quel momento arriva l’imprinting, il momento che stravolge la narrazione e che ci introduce alle dinamiche di gameplay che caratterizzano questo titolo. Una cassetta e un vecchio lettore cadono sulla scrivania sudicia che hanno assegnato al nostro personaggio. Il piccolo avatar indossa le cuffie e scopre il mentore di cui ha sempre voluto bisogno: a ritmo di musica anni ’80-’90 l’istruttore del “No!” si presenta in tutta la sua magnificenza e la sua meravigliosa tenuta sportiva, e ci spiega come tirare fuori la forza per rifiutarci di ascoltare gli altri o di fare ciò che i colleghi o i superiori ci chiedono.

Say No! MoreI “No!” si distinguono in diverse categorie, freddi, intensi, svogliati e così via. La bellezza sta nello scoprire tipi di risposte diverse, che mettono a disagio e stendono realmente chiunque sia di fronte a noi. L’unico fattore che non ci ha particolarmente convinto è che scegliere tipologie diverse di negazione non cambia praticamente nulla a livello di gameplay e purtroppo questo non gioca a favore del titolo. Una scelta simile sarebbe stata sicuramente molto più interessante e l’avremmo apprezzata in particolar modo per creare una maggiore curiosità e attenzione nel giocatore. Per quanto riguarda il messaggio e dialoghi di gioco siamo rimasti molto colpiti e, lo diciamo genuinamente, ci siamo fatti un bel po’ di risate e abbiamo tirato fuori qualche amaro ricordo dal nostro cassetto segreto.

Tornando al gameplay, i tasti con cui giocare sono semplici e alla portata di tutti, i comandi sono divertenti ma, nonostante il tentativo di spaziare, le dinamiche sono un pizzico troppo ripetitive soprattutto calcolando la durata di circa quattro ore/cinque ore di questo titolo. Come abbiamo già detto le varie tipologie di negazione non hanno un impatto differente, si muniscono di animazioni simpatiche e di metodi di ricarica energetica veramente simpatici, ma nel pratico cambia ben poco. Un peccato sicuramente, perché un’accortezza simile avrebbe permesso di godere maggiormente dell’esperienza videoludica offerta da Say No! More, evitando di rende il tutto troppo statico. Il vero punto negativo del videogioco ideato da Studio Fizbin si trova proprio in questo, nella durata breve e nel suo esser piuttosto monotona a lungo andare. Nonostante tutto abbiamo veramente goduto di ciò che ci è stato messo a disposizione dal prodotto, calcolando anche il prezzo budget a cui è proposto.

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Recensione
  • Say No! More
    6.8Voto Finale

    Un gioco interessante, con un messaggio universale, e piacevole da giocare. Imparate a dire "No!" al fianco del vostro avatar personalizzato, tra colleghi ostinati e bossfight più divertenti che impegnative. Grazie a comandi semplici e intuitivi potrete godervi questa esperienza senza troppo impegno, ma sicuramente sommersi da un mare di risate genuine. Nonostante il gioco tenda a essere piuttosto ripetitivo dopo aver superato la prima ora e mezza , vi consigliamo di recuperare questo titolo in bilico tra la follia e la genialità, in particolare se apprezzate gli indie con grafica low-poly che hanno un messaggio universale celato dietro la semplice estetica di gioco.

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