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Scribblenauts Showdown – Recensione del nuovo party game di Shiver Entertainment

Scribblenauts si rinnova fondendo due stili completamente diversi. Riuscirà a catturare l'attenzione del giocatore?
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Al giorno d’oggi, trovare un gioco con un’idea di base totalmente nuova e originale risulta spesso un’impresa ardua, finendo il più delle volte a navigare in un mare di titoli fotocopia o, più recentemente, a riprendere vecchi classici riproposti sotto forma di remastered, i quali non riescono sempre a far rivivere le stesse emozioni avute al tempo. Sono ormai passati 9 anni da quando, senza alcun preavviso o aspettativa, il primo capitolo di Scribblenauts ha fatto irruzione nel mondo dei videogiochi, proponendo un concept innovativo e ben pensato, che riusciva a distaccarsi notevolmente dagli altri prodotti del suo tempo. Il potere messo nelle mani del giocatore non aveva limiti, ogni parola era un vero e proprio ordine e il brand in sé aveva il potenziale di diventare la base per un’effettiva rivoluzione entro una certa fascia dei prodotti videoludici. A distanza di quasi una decade, dopo una vasta gamma di titoli pubblicati sotto questo marchio, Scribblenauts si rinnova, e lo fa proponendo uno stile di gioco che tenta di abbracciare sotto la sua ala sia l’essenza originale del brand che una vasta gamma di mini-giochi competitivi; Scribblenauts Showdown si rivelerà un’unione efficace in grado di rendere onore alla saga?

Una cosa è certa e dunque questa premessa risulta doverosa: Scribblenauts Showdown è sicuramente un titolo che ha perso la sua freschezza originale, facendo venir meno al giocatore l’effetto di sorpresa riscontrabile nei primissimi capitoli del brand. Il problema non è certo il sistema di creazione degli oggetti basato sull’inserimento di parole, il quale è ovviamente diventato uno standard della saga e non può essere eccessivamente rivoluzionato. Il principale difetto di questo prodotto è che ogni singola modalità o mini-gioco proposto al suo interno risultano fastidiosamente già visti, dando così la continua impressione di andare a cimentarsi in sfide già affrontate in passato, il tutto con la semplice aggiunta della possibilità di creare i propri mezzi per competere. Però, nonostante quest’opportunità offerta dal titolo, lo stesso feedback dato dall’opera alle proprie scelte risulta quasi pari a 0: che in una sfida si scelga un oggetto valutato estremamente positivo o uno mediocre, le conseguenze sulle proprie prestazioni risultano minime, arrivando al punto di non riuscire a rendersi conto di un effettivo vantaggio o svantaggio ottenuto. A questo va ad aggiungersi il fatto che i mini-giochi limitano tremendamente le opzioni del giocatore relative alla scelta dei mezzi, privandolo in maniera quasi invadente della libertà che si è sempre potuta riscontrare in Scribblenauts.

Come già detto, i mini-giochi appaino continuamente già visti, ma il vero problema del titolo è che la selezione di sfide contenute risulta veramente ridotta: all’interno del prodotto è possibile contare circa una trentina di diverse prove nelle quali competere, numero decisamente troppo basso se si va a considerare che ogni singola sessione dura meno di un minuto, facendo sì che le stesse sfide ricomincino a essere riproposte continuamente dopo appena una partita di mezz’ora. A ciò va ad aggiungersi il fatto che la difficoltà complessiva non è affatto stimolante per l’utente che si approccia al titolo in solitaria, portandolo dunque ad abbandonare il gioco dopo poco tempo. Oltre al basso impegno richiesto contro l’IA, fattore poco rilevante in quanto si sta parlando di un’opera da affrontare prevalentemente in competizione con i propri amici, a gravare sui mini-giochi c’è il fatto che essi risultano spesso banali, dando l’impressione che non siano stati correttamente pensati, facendo così scendere anche quello che dovrebbe essere l’entusiasmo generale causato dalla vittoria contro un amico. Invece un punto a favore di molte delle piccole sfide è senz’altro che, nonostante l’eccessiva banalità, prese singolarmente queste risultino abbastanza divertenti da condurre, riuscendo comunque a scorrere velocemente grazie alla loro natura, che li rende immediati e di semplice comprensione.

Il gioco risulta privo di una qualsiasi componente narrativa, offrendo tre modalità principali: due di queste, seppur in modi diversi, porteranno semplicemente a veder riproposte continuamente le stesse sfide (che sia in una modalità versus con un determinato numero di round, o che sia in una modalità simil – gioco dell’oca in cui bisognerà affrontare un mini-gioco in ogni turno). L’unica modalità che risulta ancora creativa, essendo strettamente legata ai capitoli precedenti del brand, è sicuramente l’opzione Sandbox, nella quale sarà possibile affrontare delle piccole missioni dando sfogo alla propria immaginazione, il tutto in una veste similare a quella proposta negli episodi principali della saga. Dal punto di vista grafico, Scribblenauts riesce a distinguersi: lo stile cartoon pesantemente riproposto nel corso degli anni risulta essere ancora estremamente efficace, riuscendo non solo a creare appeal verso i fan, ma anche a rendere totalmente riconoscibile il gioco a vista, essendone diventato un vero e proprio marchio di fabbrica.

Nonostante i vari difetti, Scribblenauts Showdown è comunque un titolo meritevole di essere provato, specialmente dai fan della saga. Seppur risulti un’esperienza eccessivamente povera se giocata in solitaria, situazione in cui bisogna fare i conti con una IA che, specialmente ai livelli più bassi, sembrerà impegnarsi per perdere a ogni costo (arrivando anche a rallentare o fermarsi nelle situazioni in cui sarà più vicina alla vittoria), è anche vero che il gioco si presta particolarmente a partite mordi e fuggi in compagnia di amici. Risulta dunque un prodotto ideale nel caso in cui si volesse organizzare una partita con un grosso gruppo, in quanto avranno sicuramente tutti la possibilità di giocare in tempi brevi, senza doversi cimentare in prove eccessivamente differenti da quelle affrontate dagli altri. Questo è sicuramente un titolo degno di essere acquistato su di una console come Nintendo Switch, dove la componente multigiocatore la fa da padrone, specialmente con un’esperienza tanto adatta per delle sessioni fuori casa.

In conclusione, si può dire che Scribblenauts Showdown sia un titolo che ha perso la sua freschezza di un tempo, proponendo delle modalità e dei mini-giochi spesso non soddisfacenti per le aspettative dell’utente che, per un prodotto del genere, preferirebbe un’esperienza più libera e creativa. Nonostante ciò, la possibilità di confrontarsi con i propri amici in semplici e rapide sessioni lo rende l’idea per le competizioni in grandi gruppi di amici, specialmente su Nintendo Switch.

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Recensione
  • Scribblenauts Showdown
    6Voto Finale

    Scribblenauts Showdown è un titolo che ha perso la freschezza originale del brand, chiudendo le porte alla creatività e alla libertà che era sempre stata data al giocatore. I mini-giochi risultano spesso banali e già visti, negando all'utente un potenziale effetto di sorpresa e limitandone lo svago. L'immediatezza delle sfide si presta particolarmente a delle brevi sessioni di scontri quando si è con un grande numero di amici.

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