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Shaq Fu: A Legend Reborn – Recensione del titolo con protagonista Shaquille O’Neill

Il team Big Deez Productions si misura col proprio passato
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Nell’epoca d’oro dei videogiochi, quella dominata da Sega e Nintendo, aveva fatto la sua comparsa un fighting game un po’ particolare che aveva come protagonista il notissimo giocatore di Basket Shaquille O’Neil. Sarà per la voglia di misurarsi col proprio passato che Big Deez Productions ha deciso di rimettersi in gioco, creando Shaq Fu: A Legend Reborn.

Il titolo è stato oggetto di una campagna di crowdfunding nel 2014, ma da allora tutto è rimasto nel silenzio. Il team dietro al progetto è formato da sviluppatori che hanno lavorato a titoli come Halo, Street Fighter, Final Fantasy e Alan Wake. Il gioco stesso è stato definito come un ibrido tra “Street Fighter e Devil May Cry,” o come “un moderno beat’em up”. È arrivato il momento di analizzare più da vicino Shaq Fu: A Legend Reborn, il picchiaduro a scorrimento con protagonista Shaquille O’Neill.

Shaq Fu: A Legend RebornLa fine del mondo è vicina, le più grandi celebrità mondiali non sono che demoni pronti a prendere il controllo del pianeta. L’unica speranza di arrestare il loro dominio è un orfano di nome Shaq Fei Hung, trovato in tenera età all’interno di un cestino sulla riva di un fiume (un redivivo Mosè in salsa bet’em up?), abbandonato dai suoi genitori. Cresciuto in solitudine e preda preferita dei bulli, Shaq Fei Hung viene addestrato dal suo maestro, diventando l’eroe muscoloso che impersoneremo nel corso dell’avventura. Prenderemo a pugni ogni nemico che ci capiti a tiro ed utilizzeremo al meglio gli elementi presenti nello scenario, classica combinazione di gameplay frenetico e interazione con gli ambienti.

Se volessimo dare una definizione di gioco a Shaq Fu: A Legend Reborn, potrebbe essere identificato come un classico beat em’up a scorrimento orizzontale, una vera manna dal cielo per tutti gli appassionati del genere, soprattutto per i videogiocatori cresciuti negli anni 90 spendendo decine di gettoni in titoli come Final Fight. Dalla Cina a Los Angeles, dalle Fiji allo stesso Inferno, 6 differenti location suddivise in checkpoint, popolate da nemici di ogni tipo, tra cui tante celebrità malefiche pronte a mostrare la loro vera natura.

Shaq Fu: A Legend RebornNel corso della nostra spericolata avventura avremo a disposizione non solo i nostri muscoli per sferrare potenti ganci agli avversari, ma anche potenziamenti provvisori tra cui i super pugni, o la possibilità di ricorrere ad uno speciale mech, il quale surriscaldandosi rallenta la nostra avanzata, obbligandoci di tanto in tanto a scaricare il calore accumulato e tramutandolo in energia distruttiva.

Tramite l’HUD è possibile tenere sotto controllo la barra vitale. In particolar modo, un’energia accumulabile verrà utilizzata per sferrare devastanti pugni letali, oltre a dei fulmini utili per raggiungere velocemente i nemici. Come abbiamo visto in passato con tanti altri titoli dello stesso genere, è possibile afferrare i nemici per scaraventarli contro lo schermo, prenderli a calci o roteare per eliminare molteplici avversari simultaneamente.

Distruggendo casse e barili possiamo ripristinare una parte della barra vitale, ed anche l’energia per le combo. Tramite il menù principale abbiamo la possibilità di vedere tutti i contenuti sbloccati durante la nostra esperienza di gioco, dai filmati ai modelli dei personaggi, oltre agli innumerevoli oggetti utilizzati. In qualsiasi momento dal menù si può riprendere la partita dall’ultimo checkpoint raggiunto, o rigiocare uno dei livelli già completati, tra cui le boss fight. Non mancano battute esilaranti e riferimenti di vario genere.

Shaq Fu: A Legend Reborn

Il tutto è accompagnato da un comparto grafico in cel-shading a dir poco esaltante, con cutscene realizzate benissimo e davvero ispirate, come un vero e proprio film d’animazione. Di pregevole fattura il comparto sonoro, un mix tra dance e hip-pop del tutto congeniale e mai banale, totalmente composta dallo stesso Shaquille O’Neal. Al di sotto della sufficienza, invece, la durata complessiva del gioco. Per chi ama il genere, la longevità non risulterà appagante. In una manciata d’ore, complice il basso livello di sfida, la modalità storia potrà essere tranquillamente archiviata senza troppi problemi. Shaq Fu: A Legend Reborn non porterà via molte ore del vostro tempo, ma è in grado di intrattenere e divertire, donando un’esperienza di gioco, se non del tutto soddisfacente, senza’altro colorita e ricca di trovate spassose.

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Recensione
  • Shaq Fu: A Legend Reborn
    6.5Voto Finale

    Shaq Fu: A Legend Reborn non porterà via molte ore del vostro tempo, ma è in grado di intrattenere e divertire. Consigliato ai nostalgici del genere.

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