Sony: accuse di discriminazione da una ex analista, scatta la causa

Sony: accuse di discriminazione da una ex analista, scatta la causa

Sony PlayStation è stata accusata di discriminazione da una ex dipendente, analista di sicurezza, che si è rivolta al tribunale della California.

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Una ex analista della sicurezza, al lavoro per Sony PlayStation, ha fatto causa alla società per discriminazione di genere e licenziamento illecito.

Dopo quanto successo tra le fila di Activision Blizzard, sotto il mirino dell’opinione pubblica per accuse di molestie sessuali, divario salariale e discriminazione per le donne incinte, anche casa Sony è ora al centro di uno scandalo nel mondo videoludico.

L’ex analista Emma Majo ha, infatti, depositato una causa contro la società presso il tribunale della California, denunciando una violazione dell’Equal Pay Act, volto a evitare l’ingiusta differenza di salario tra uomini e donne, attualmente in vigore negli Stati Uniti.

Sony discrimina le dipendenti donne, sia quelle di genere femminile sia coloro che si identificano come tali, nello stipendio e nelle promozioni, e le sottopone a una cultura del lavoro dominata dagli uomini.

L’ex dipendente sostiene di aver ricevuto un trattamento intollerabile da parte di un manager, che l’avrebbe ignorata e penalizzata in favore dei colleghi uomini. In seguito alla presentazione di un reclamo ufficiale, Sony PlayStation l’avrebbe licenziata senza un altro valido motivo. Emma Majo sostiene di non essere l’unica ad avere subito un trattamento di questo genere, e che le sue ex colleghe devono spesso sopportare discriminazioni e ingiustizie in ambiente di lavoro.

In seguito alla causa presentata, Sony ha sostenuto che il motivo del licenziamento fosse la chiusura di un intero reparto, del quale però Emma non faceva parte. Criticando la cultura predominata dagli uomini, l’ex dipendente di Sony PlayStation sta ora avviando una Class Action in favore delle donne, per tentare di porre fine a ogni disuguaglianza di genere.

Le sue intenzioni sono quelle di rivolgersi al Private Attorney General Act della California, che permette ai cittadini di fare causa alle società qualora queste ultime non rispettassero le leggi a tutela del lavoro e di lavoratrici e lavoratori.

Nel frattempo, un gruppo di azionisti ha chiesto le dimissioni del CEO di Activion Blizzard, Bobby Kotick, a seguito dello scandalo sulle molestie sul lavoro. Sembrerebbe, infatti, che egli stesso fosse non solo a conoscenza dell’inferno che si viveva nell’azienda, ma che ne fosse coinvolto in prima persona.

Inoltre Phil Spencer, a capo di Xbox, ha rilasciato importanti dichiarazioni. Sembra che l’uomo stia valutando di tagliare i rapporti con l’azienda.

Fonte:

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